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10/10/2017 06:00:00

Sergio Tancredi, M5S: "la Sicilia deve correre.Ora è un pachiderma immobile"

A parlare è Sergio Tancredi, l’uscente deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che si ricandida per le regionali 5 novembre. Ci tiene a sottolineare sin da subito che il Movimento 5 Stelle, per queste elezioni, sia “partito per primo, con liste e programma pronti già da un paio di mesi”. Sergio Tancredi è presente nel ‘listino’ di Cancelleri: perché, ci spiega, sono stati inseriti nel listino coloro i quali hanno ricevuto il maggior numero di votazioni provinciali. “E’ stata fatta questa scrematura, avendo grande rispetto degli attivisti. L’unica eccezione è data da Gianpiero Trittino, che è stato nominato Assessore, per cui il secondo più votato, Salvo Siragusa, è diventato componente del listino.”

“Tancredi, guardando un po’ i sondaggi, c’è una discrepanza dell’1,5% tra il candidato presidente del centrodestra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri. E’ un gap veramente minimo. Che impressione le fa, Tancredi, tra poco essere pronti a governare la Sicilia?”
“Non credo a questi sondaggi, noi abbiamo dei dati nostri e non li pubblicheremo né ora né mai. E credo che quei sondaggi siano totalmente fuori scala.”

“Sempre misteriosi, voi...”
“Ho avuto modo di constatarlo personalmente che tantissima gente si nasconde, non lo dice che vota per noi”

“Perché si vergognano?”
“No, non perché si vergognino, perché purtroppo viviamo in una terra che ancora paga un certo tipo di voto. 'Se voti X sei contro di me'. E quindi la gente che fino ad ora ha dovuto ‘abbassare la testa’… però poi nel segreto del voto ognuno fa quel che vuole”

“Ma riguardo questa diatriba politica tra il candidato Cancelleri e Musumeci, che riguarda il confronto al quale Musumeci si sottrae sulle “liste pulite”… Davvero si sta cercando un confronto solamente sulle liste e non sui programmi, che poi è quello che interessa al corpo elettorale siciliano?”
“E’ vero, è estremamente corretto. E infatti sul programma noi vorremmo confrontarci. Il programma è on-line, è pronto, abbiamo già le brochure con le varie pillole… noi vorremmo vedere quelli degli altri. Perché quello degli altri non è stato ancora pubblicizzato e non l’ha visto nessuno. Ascoltando i comizi degli altri e li sentiamo solamente parlare contro di noi. E ovviamente non possiamo non puntualizzare il fatto che nelle liste degli altri ci siano dei soggetti…”

“Anche in provincia di Trapani?”
“Diciamo che tra Catania, Messina, Agrigento, soprattutto nelle liste del centrodestra, c’è veramente da preoccuparsi. E per il centrosinistra, con Micari, dovranno pagare lo scotto di cinque anni disastrosi sotto tutti i profili. Poi, con quello che stanno facendo adesso, con questo ‘toto-nomine’ che sta facendo il governo Crocetta in dirittura d’arrivo è veramente scandaloso…”

“La scenetta di Angelo Cambiano come Assessore da parte di Cancelleri ha fatto notizia. E’ un sindaco di centrodestra che si è dimesso, che ha un’esperienza politica con Alfano… E’ proprio un cambio di paradigma rispetto all’anti-politica che avete professato fin ora. Tancredi, lei come l’ha presa la nomina di Cambiano?”
“In realtà, noi abbiamo sempre detto che i nostri paletti sono sempre per l’aspetto ‘elettivo’. Se dobbiamo candidare qualcuno abbiamo dei parametri ben precisi. Ma abbiamo sempre detto di essere i primi disposti a vedere negli altri quello che di buono potremmo ‘prendere’ per fare il bene della comunità. Angelo Cambiano ha dimostrato con le azioni di essere una persona retta, perché ha tentato di piantare un paletto di legalità in un luogo molto difficile come Licata. E’ stato addirittura silurato dai suoi, è stato sfiduciato dalla sua maggioranza. Questo è l’aspetto politico, diciamo, ma poi la scelta è stata determinata da un dialogo con Cambiano stesso.”

“I cinque stelle di Licata l’hanno presa male, però”
“Devi andare a vedere, di fatto, la persona e se è in grado di sostenere un ruolo del genere. Secondo noi Cambiano è in grado di reggere quel ruolo. Fermo restando che l’assessore designato, non essendo eletto, può essere sempre cambiato”

“In dirittura d’arrivo, poco fa, Massimo Fundarò ha detto che qualunque sia il presidente eletto, la sera del 5 novembre, si verrà a creare una sorta di non-maggioranza, perché verrà eletto col 30%-35% massimo. E comunque i 5 Stelle dovranno scendere a patti con gli altri deputati. La vede in questa maniera anche lei?”
“Io sono convinto che ci bastano 31 deputati. Vuol dire avere una percentuale del 37%-38%.”

“E gli altri 40 deputati dove li mettiamo?”
“Ma in questo modo saremo 70. E fin ora, in cinque anni di legislazione, io non ho mai visto 90 deputati in aula. Con 41 deputati si è legiferato, anche con 37-38 deputati si è legiferato. Metti il motore al minimo e vai avanti tranquillamente”

“Tra l’altro i cinque stelle hanno già detto che rivolteranno la regione come un calzino, a partire dai dirigenti. Questa cosa ha messo paura a Palermo, soprattutto nelle stanze del potere”

“Il punto è che la macchina burocratica regionale ha avuto degli intoppi. E’ chiaro che ci sono state delle persone che non hanno saputo dare l’accelerazione che questa regione meritava e necessitava. Naturalmente ci sarà la ricerca di altre persone, che sono in grado e hanno le capacità. E vi posso assicurare che ci sono tanti funzionari in gamba che sono stati messi da parte per motivazioni quasi esclusivamente politiche”

“Non farete purghe?”
“Ma quali purghe. Secondo il Movimento nessuno deve restare indietro, ma è chiaro che chi non fa il proprio dovere si deve mettere da parte e fare altro. Perché questa regione deve correre. Al momento è un pachiderma immobile”

“Qualche giorno fa ha parlato il candidato Giorgio Randazzo, Diventerà Bellissima, e ha parlato di lei, Sergio Tancredi, e del suo ruolo e il suo lavoro all’ARS. E si chiedeva: cos’ha fatto per Mazara?”
“Questa affermazione fa parte di una visione molto limitata del ruolo del politico: che il politico diventa 'buono' solo se fa qualcosa per la propria città. Io in 5 anni mi sono speso per la Regione a 360°. Ho avuto la soddisfazione di vedere tre leggi approvate dall’Assemblea, di cui una molto importante relativa agli appalti – anche se poi è stata silurata al livello nazionale, per una motivazione strettamente politica, per la modifica di un criterio. Quel poco che ho potuto fare da deputato di opposizione è stato trovare dei fondi e progetti per la pesca, per il Porto di Mazara.”

“Tutti i deputati uscenti intervistati dicono che hanno avuto un grandissimo ruolo nel salvataggio l’aeroporto di Birgi. Lei che ruolo ha avuto?”
“In realtà, nessun ruolo. Perché tutto quello che dicevamo come opposizione, da Movimento 5 Stelle, che poteva essere utile per la collettività, è stato puntualmente accantonato. Perché dovevano andarci contro a prescindere. Comunque credo che su Birgi sia in atto una manovra molto pericolosa e molto negativa. È vero che l’accorpamento con l’Aeroporto di Palermo potrebbe ridurre molti spazi di autonomia, ma è pur vero che potrebbe celare una strategia di un certo tipo. Che potrebbe comunque dare ampio sviluppo all’aeroporto. È anche vero che se Airgest venisse assorbita e fagocitata dai soggetti palermitani noi potremmo diventare un soggetto debole. Dobbiamo essere anche noi della politica Trapanese a cercare un equilibrio”

“Parlando invece di donne candidate, nel caso del Movimento 5 Stelle non si può parlare proprio di donna svilita al ruolo di servizio: si parla di candidature femminili davvero forti"
“Assolutamente sì. La mia collega Valentina Palmeri fu la più votata in Sicilia. Noi siamo stati il Movimento che ha portato più donne nell’assemblea regionale. Ad un certo punto su certe liste c’è stato il pericolo di dover fare le ‘quote azzurre’, perché le donne erano sempre di più. Poi, io credo che abbiano sempre una marcia in più, le donne”.

“Allora, se si viene eletti, che si fa il giorno dopo?”
“Farò di tutto perché il presidente Cancelleri avvii immediatamente un contenzioso enorme con lo Stato. Per farci ridare quella gran parte di fondi che non ci sono mai stati dati, parliamo di svariati milioni di euro. Per rimettere in carreggiata questa regione, perché se lo merita.”

“Alla guerra, quindi”

“Alla guerra, assolutamente sì”