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18/10/2017 14:50:00

Il punto sulla ginecologia a Trapani, tra tumori e parti cesarei

 I tumori genitali nelle donne in giovane età sono stati al centro del V congresso provinciale AOGOI, l’associazione dei ginecologi italiani, svoltosi fino a sabato scorso al museo Pepoli di Trapani.

I dati esposti sono indicativi dell’incidenza: il tumore del collo dell’utero nel 40% dei casi è diagnosticato in donne giovani (sotto 40 anni), spesso sono tumori al I stadio, con la possibilità quindi di effettuare una terapia conservativa e mantenere la fertilità. Per quanto riguarda il tumore delle ovaie, definito il killer femminile, il 14% colpisce le donne al di sotto dei 40 anni. Se si considera che l’età in cui si ricerca la prima gravidanza spesso è intorno ai 39 anni, si intuisce come la problematica maternità e mantenimento delle funzioni riproduttive sia fondamentale.

Il congresso, presieduto da Laura Giambanco, primario di ostetricia e ginecologia del S. Antonio Abate e Vito Iannone, dirigente medico dello stesso reparto, ha visto una qualificata partecipazione, non solo di specialisti, ma anche di medici di medicina generale, ostetrici e infermieri.
Sono intervenuti, tra gli altri, il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani Giovanni Bavetta, Giuseppe Ettore, direttore dell’ostetricia e ginecologia dell’Arnas Garibaldi-Nesima di Catania e il direttore del dipartimento materno infantile dell’Arnas Civico di Palermo Luigi Alio.

Altra tematica affrontata durante i lavori scientifici riguarda la sicurezza in sala parto. La gestione delle emergenze ostetriche come alterazioni del battito cardiaco fetale, la possibilità di eseguire una serie di manovre volte a ristabilire il benessere del bambino senza per forza ricorrere al taglio cesareo sono state discusse ed analizzate. In Sicilia nell’ultimo biennio, grazie all’aggiornamento e alla formazione continua si è riusciti a ridurre il tasso di primi tagli cesarei, senza per questo modificare la percentuale di bambini nati in buona salute.
In particolare al Sant’Antonio Abate, che assorbe normalmente i casi più a rischio dell’intera provincia, l’incidenza dei parti cesarei primari, è calata significativamente dal 41% di fine 2016 al 21, 4% di agosto 2017.
L’ASP di Trapani infine in queste ultime settimane ha completato gli organici dei consultori familiari e sta concludendo quelli dei punti nascita della provincia.



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