26/10/2017 06:00:00

Giulia Adamo, oggi udienza alla Corte dei Conti per altre "spese pazze": 157.000 euro

Oggi presso la Sezione d’Appello della Corte dei conti per la regione siciliana, a Palermo sarà trattato, in pubblica udienza, l’appello proposto dall'x Sindaco di Marsala ed ex parlamentare regionale Giulia Adamo, contro la sentenza di primo grado con cui lè stata condannata a pagare all’ARS la somma di €157.011,06 per "indebita erogazione di contributi ai gruppi assembleari".

Si tratta di un secondo processo che si avvia a sentenza.  Ad inizio mese la corte dei Conti d’appello ha condannato l’ex sindaco di Marsala, che è stata capogruppo all’Ars di Futuro e Libertà per l’Italia, a pagare 65.554,90 euro a favore dell’Ars. Avrebbe utilizzato indebitamente parte dei contributi erogati al gruppo nel 2009-2010.

Giulia Adamo rispetto alla prima sentenza, definitiva, ha annunciato ricorso in Cassazione, e probabilmente farà anche in caso di nuova condanna. «Ribadisco di aver sempre gestito le risorse dei Gruppi parlamentari da me presieduti in maniera corretta e trasparente - dichiara -. Come è noto, tutti i deputati che in quel periodo hanno ricoperto il ruolo di capo gruppo sono già stati condannati in appello sulla base di una interpretazione da parte dalle Corte che, in mancanza di una legislazione in materia e dell’obbligo di rendicontazione, oggi giustamente previsto ma allora inesistente, imputa la responsabilità di tutte le spese tout court ai Presidenti».

Secondo la difesa il regolamento dei gruppi parlamentari, unica fonte legale ammessa dallo Statuto regionale siciliano a disciplinare la materia, non prevedeva, al tempo dei fatti, alcuna indicazione sulla destinazione delle spese ammesse a rimborso e l’interpretazione allora consolidata, in mancanza di regolamentazione, era nel senso che fosse consentito destinare i contributi dei gruppi non solo a iniziative strettamente legate all’attività legislativa, ma anche a iniziative di natura politica. La Corte dei conti è stata di diverso avviso, non ritenendo ammissibili le spese connesse all’attività politica.

"Una volta per tutte vorrei chiarire la vicenda della borsa che è finita nei titoli di tutti i giornali. Per l'organizzazione di un convegno di Fli e Mpa una signora messe a disposizione un palazzo nel centro storico di Palermo e per ringraziarla, entrambi i gruppi, decidemmo di regalarle una borsa che non ho comprato io". Così Giulia Adamo ha chiarito la vicenda di una borsa regalata dal gruppo e finita nell'indagine della Corte dei Conti sulle spese pazze dell'Ars. Adamo è stata condannata a risarcire 65.554 euro per danno erariale. Fra le spese contestate anche le bottiglie di vino regalate a Gianfranco Miccichè e Pippo Fallica e un regalo di nozze per il figlio di Nino Strano, "comprato da tutto il gruppo - sottolinea Adamo - Forse in tutto ci sono stati tre errori in cinque anni. Se li devo pagare io lo farò, ma voglio che sia chiaro che non li ho mai spesi per interessi personali. Erano soldi spesi per il partito". L'ex deputata ha quindi aggiunto: "Condivido la necessità di una politica rigorosa ma quando si spara nel mucchio, quando invece di aggiustare le cose si cerca il capro espiatorio, non si elimina il problema".