"Come ha fatto Nadia Toffa a guarire dal cancro in due mesi?"
Come ha fatto Nadia Toffa a guarire dal cancro in due mesi? E' quello che si chiedono in molti in questi giorni, dopo l'annuncio della popolare conduttrice e inviata de Le Iene, che è stata male a Dicembre e che è tornata proprio domenica sul piccolo schermo per raccontare quello che le è successo. "E' stato rimosso il cancro, ho fatto la chemio e la radioterapia" ha spiegato Toffa, e c'è molta ironia in questa vicenda, dato che in passato Le Iene hanno pubblicizzato metodi alternativi alle cure ufficiali, e hanno creduto alla bufala di Stamina.
Scrive il giornalista di Libero Filippo Facci. “Che cosa ha condiviso, Nadia Toffa? – scrive Facci – Non una malattia, ma una celerrima avvenuta guarigione. Nei mesi in cui è stata in cura (pochi, un paio) non ha condiviso una parola, mi risulta”. “Il cancro non è questa specie di rapido pacchetto ospedaliero, breve come un servizio delle Iene – che poi lo è diventato, un servizio delle Iene – con festa mediatica finale” incalza il giornalista.
Filippo Facci scrive di aver avuto un “moto di ripulsa” pensando al “caso Nadia Toffa”. Non tanto per la “faccia tosta” che secondo lui avrebbe la giornalista, quanto per il fatto di aver “lanciato un messaggio distorto” sul tema cancro. Secondo il giornalista, l’ipocrisia della Toffa, e dei mass media che l’hanno celebrata come una “coraggiosa leonessa” che ha condiviso la sua malattia, sta nel fatto che la “Iena” abbia sottolineato come “le uniche cure contro il cancro sono la chemio e la radio” quando in precedenza, proprio lei, aveva realizzato diversi servizi andati in onda a Le Iene su fantomatiche cure alternative per il cancro.
“Sono servizi che soffiavano su alcune delle campagne più false e smentite condotte negli ultimi anni: dalla Campania avvelenata ai tumori (eccoci) nel napoletano, nel casertano, a Crotone e ovviamente a Taranto, sino al capolavoro del novembre scorso quando straparlò di pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto nei laboratori del Gran Sasso” ricorda Facci. “Molto peggiori (rieccoci) erano stati i suoi chiassosi appoggi a medicine alternative e soprattutto al bufalesco caso Stamina – prosegue -. Altri servizi delle Iene furono quello su Matteo Viviani (uno che sosteneva che il cancro andasse combattuto con l’aloe) e sui miracoli dell’Escozul (un estratto di veleno di scorpione usato a Cuba sempre contro i tumori)”.
“Meglio tardi che eccetera, ma par di capire che ci siano due soli modi di arrivare a questa conclusione – conclude Filippo Facci – avere un cancro, oppure informarsi prima. Anzi no, è avere un cancro e basta: perché l’essersi informata e occupata dell’ argomento negli anni precedenti (diffondendo false speranze e vera sfiducia) evidentemente non le era servito a niente: il che non coincide con la professionalità necessaria – a mio modesto parere – per poter parlare e illudere milioni di telespettatori su un tema del genere”. “Il problema è chi non ha avuto il formidabile culo che ha avuto Nadia Toffa, il problema è chi le chemio e le radioterapie e le recidive le vive da anni. E si nasconde come la Toffa ha fatto solo per due mesi. Ma costui vede e capisce, guardando la tv, che le conduttrici televisive si beccano i tumori e ne guariscono nell’arco di due mesi”.
FACCI: ‘NON CAPISCO IL CASO NADIA TOFFA. NON HA CONDIVISO UNA MALATTIA, ma una guarigione sbandierata e improbabile. Una banalizzazione del tumore https://t.co/AVfyBIANYK
— Filippo Facci (@FilippoFacci1) 13 febbraio 2018
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