Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
03/03/2018 06:00:00

Trapani Birgi. Parla Musumeci: "Basta ricatti Ryanair. Aeroporto deve diventare privato"

Sono giorni tesi e saranno mesi bui per la provincia di Trapani per quello che succede all’Aeroporto di Trapani Birgi. La stagione estiva è fortemente compromessa, ci saranno pochissimi voli, dopo la conferma di Ryanair che non farà base al Vincenzo Florio. Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, è intervenuto attaccando anche chi criticava il governo. Presidente, ha detto che chi parla è un ciarlatano. Perchè si è arrabbiato?

 

Non sono arrabbiato, ho solo replicato a qualche speculatore che invece di volere bene all’aeroporto fa demagogia sperando di carpire qualche voto in più. Il tutto anziché preoccuparsi delle sorti dell’aeroporto che sta vivendo un momento drammatico. I ciarlatani rimangono ciarlatani, i governatori rimangono governatori.

 

C’è molta preoccupazione soprattutto tra chi vive di turismo. Commercianti, ristoratori, proprietari di alberghi e strutture ricettive. Come possiamo tranquillizzarli?

 

Non possiamo. Devono restare preoccupati, esattamente come sono preoccupato io. Dobbiamo renderci conto che abbiamo ereditato una situazione difficile.

 

In che senso?

 

Intanto per la superficialità con cui è stato elaborato quel bando dal governo che mi ha preceduto.

 

Il bando per il co-marketing poi impugnato da Alitalia e bloccato dal Tar. Dice che la colpa è del governo Crocetta?

 

Noi abbiamo subito una sentenza del Tar e ci siamo adoperati immediatamente per evitare periodi di vacatio nella gestione dell’aeroporto. Mentre per tutti gli altri enti abbiamo operato con lo spoil system, all’Airgest abbiamo fatto una scelta più ragionevole indicando un manager che ha la certificazione per guidare l’aeroporto e due persone di stima unanime.

 

Però a Ryanair non è bastato e ha comunicato, ciò che già era nell’area. Niente base a Trapani per la stagione estiva.

 

Abbiamo subito i capricci della Ryanair alla quale sono state  consegnate le sorti dello scalo aeroportuale. La scelta della Ryanair dal punto di vista imprenditoriale era comprensibile ma ingenerosa nei confronti del territorio. Allora cosa abbiamo fatto? Intanto rendere operativa la società con persone di alto livello. Poi assicurare la copertura finanziaria per il nuovo bando.

 

Non c’erano già i soldi?

 

Il governo Crocetta era passato da 20 a 4 milioni di euro. Adesso prendiamo atto di un presidente Airgest che sta lavorando con grande impegno e disponibilità per capire se altre compagnie possano operare su Trapani. Noi ci siamo appena da 90 giorni, e stiamo raccogliendo i frutti di una gestione irresponsabile. Leggere dichiarazioni di qualche imbecille che pensa di speculare per acchiappare voti nelle ultime 48 ore buttando veleno mi da fastidio. Io tengo all’aeroporto di Trapani, non faccio speculazioni, mi preoccupo di capire quali possono essere le soluzioni per tirare fuori l’aeroporto da una situazione di difficoltà.

 

Persone che sostenevano il governo uscente hanno però detto che sono stati impegnati dei fondi. Allora perchè ci troviamo in questa situazione?

 

Le sorti dell’aeroporto erano legate al volere di una compagnia straniera, della Ryanair. E’ inutile nascondere la polvere sotto il tappeto. E succede sempre così, perchè quando un aeroporto è legato ai capricci di una compagnia si è esposti a qualunque tipo di pericolo. L’aeroporto di Trapani deve uscire fuori dalla condizione di noviziato in cui si trova. Ora è uno scalo che può diventare appetibile e deve cominciare una procedura di privatizzazione.

 

I problemi infatti sono cominciati quando l’aeroporto è diventato praticamente di proprietà della Regione.

 

I privati devono farsi avanti. Un aeroporto non può vivere solo col denaro pubblico, ma la Regione continua a sostenere qualunque tipo di piano aziendale convincente e concreto.

 

Potrà l’aeroporto di Trapani Birgi lavorare con quello di Palermo? Si parla della necessità di  istituire una cabina di regia.

 

Ecco, e’ proprio questo il punto. Invece di riflettere sugli errori passati, bisogna riflettere sul futuro, su che tipo di sistema aeroportuale vogliamo in Sicilia, e in questo sistema quale ruolo deve avere l’aeroporto di Trapani. Questo si devono chiedere gli speculatori politici.

 

Ma il suo governo sta facendo qualcosa in questo senso?

 

Noi stiamo affrontando con le organizzazioni di categoria e con Vito Riggio dell’Enac, che incontreremo nei prossimi giorni, il tema del trasporto aereo in Sicilia. Bisogna far uscire gli scali minori, come Trapani e Comiso, da una condizione di costante affanno. Noi vogliamo che lo scalo di Trapani diventi sicuro e offra sicurezza al territorio.