Aprile da record per l’aeroporto Aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi. I numeri diffusi da Airgest raccontano una partenza di stagione estiva 2026 che supera ogni aspettativa: 123.638 passeggeri transitati nello scalo, 938 voli operati e un traffico internazionale che sfiora ormai il 50% del totale.
Dati che segnano una crescita significativa per l’aeroporto trapanese e che confermano una sensazione che, da mesi, si percepisce tra terminal affollati, parcheggi pieni e voli spesso sold out: Birgi è tornato centrale nel sistema aeroportuale siciliano.
A sottolinearlo è anche il presidente di Airgest, Salvatore Ombra: “Questi risultati sono il frutto di un lavoro quotidiano e corale. Siamo sulla strada giusta”.
Il ritorno di Ryanair e la nuova base a Birgi
Il passaggio decisivo è stato senza dubbio il ritorno di Ryanair con una base stabile a Birgi, riaperta dopo anni di ridimensionamento e tensioni legate ai costi e agli incentivi.
Per anni lo scalo aveva vissuto una parabola complicata: dopo il boom degli anni Dieci, proprio trainato dalla compagnia irlandese, l’aeroporto aveva subito un drastico calo di traffico quando Ryanair aveva ridotto progressivamente la presenza a Trapani. Un colpo pesante per il territorio, soprattutto sul fronte turistico.
La svolta è arrivata grazie a un nuovo accordo sostenuto dalla Regione Siciliana, che ha deciso di investire nuovamente sullo scalo trapanese considerandolo strategico per la Sicilia occidentale. L’intesa con Ryanair ha portato alla riapertura della base operativa, all’incremento delle rotte e a una crescita del traffico internazionale.
Oggi da Birgi si vola verso numerose destinazioni italiane ed europee, con collegamenti che stanno riportando in provincia migliaia di turisti stranieri. E i dati di aprile sembrano confermare che la scelta sta funzionando.
Quasi un passeggero su due arriva dall’estero
Il dato forse più interessante è proprio quello relativo al traffico internazionale: quasi il 50% dei passeggeri arriva o parte verso destinazioni estere.
Un elemento che cambia profondamente il ruolo dell’aeroporto. Birgi non è più soltanto uno scalo “locale” o legato all’emigrazione siciliana, ma diventa porta d’accesso turistica per la provincia di Trapani e per tutta la Sicilia occidentale.
Marsala, Trapani, San Vito Lo Capo, le Egadi, Erice e la Valle del Belice stanno beneficiando di un flusso crescente di visitatori europei, in un momento in cui il turismo internazionale continua a trainare l’economia del territorio.
La sfida adesso è consolidare la crescita
Adesso la vera sfida sarà mantenere questi numeri anche nei prossimi mesi e trasformare la crescita in un dato strutturale.
Perché Trapani, lo si è visto negli anni, può crescere rapidamente ma può anche perdere terreno con la stessa velocità. Servono continuità negli investimenti, servizi adeguati, infrastrutture efficienti e soprattutto una strategia turistica integrata.
Intanto però i numeri parlano chiaro. Dopo anni difficili, il “Vincenzo Florio” torna a riempirsi di passeggeri, trolley e voli internazionali.
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