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30/03/2018 07:13:00

Scrive Pietro Savona, sulle elezioni a Trapani, la riunione del Crystal e...

 Caro Direttore ,
devo dire che questo continuo tentativo di fare risaltare polemicamente la ormai famosa riunione del Crystal, quasi che da questa fossero dipesi scenari politici di chissà quale portata, non mi coinvolge né mi turba più di tanto; lo considero un espediente come un altro per cercare di creare confusione o fare scrivere qualche riga in più sui giornali, attribuendo una valenza particolarmente rilevante ad una iniziativa del tutto normale in campagna elettorale.

E’ bene chiarire che non sono stati coinvolti, in prima battuta, solamente quei candidati a Sindaco che già sapevo lo sarebbero stati con certezza a prescindere da qualunque tavolo, ed è servita a verificare come qualche altro, tra i presenti, aveva già scelto con chi stare; la presenza di qualche movimento o formazione politica è stata richiesta dai diretti interessati o da qualcuno dei partecipanti. Non è servita a niente probabilmente, ma se ha prodotto accelerazioni significa che è stata utile.

Si pone il solito problema che la vecchia pratica politica inciucista è adusa a perseguire, ricorrendo alle riunioni fatte di nascosto, che è sempre possibile negare, tranne quando altri ne danno conferma, per criticare chi fa le iniziative alla luce del sole e senza infingimenti di alcun genere, seppure liberamente opinabili da chiunque.

Per quanto mi riguarda preferisco l’ufficialità degli incontri ed ho dato ampia dimostrazione di chiarezza non solamente in tale occasione, ma anche nel corso delle scorse elezioni amministrative quando ho tenuto dritta la barra della linea politica che avevo tracciato assieme ai concittadini che avevano scelto di sostenermi, rifiutando sempre ogni accordo con i candidati della destra trapanese (D’Alì e Fazio) anche quando certi personaggi, sulla carta della mia parte politica, mi spingevano a “discutere” con questi perché con loro avevano solide intese.

Se lo avessi fatto probabilmente mi avrebbero fatto fare il Sindaco, ma non sarei stato libero di farlo.

Nel mio programma elettorale, e nella mia condotta politica, uno dei punti fondamentali, infatti, era la presa di distanza netta da qualunque forma di malaffare e la Fondazione intitolata a S.E. il Prefetto Sodano ne sarebbe stato lo strumento quotidiano; in questa ormai avviata campagna elettorale, ancora non ho sentito parlare di programmi, tranne il candidato Bologna in verità, di lotta alla corruzione e di come si vuole salvare questa città lanciata nel baratro da chi faceva gli accordi per vincere ma non per governare e sarei felice di essere invitato, poiché comunque, per il consenso ricevuto dai cittadini sento il dovere di impegnarmi in questa campagna elettorale, a discutere di tali problemi altro che fare accordi sottobanco che poi pagheranno i miei concittadini trapanesi .

Una buona Santa Pasqua a tutti