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08/08/2018 06:00:00

Troppe aggressioni negli ospedali siciliani. Ora si chiede più sicurezza

 Gli ospedali come luoghi in cui si consuma violenza mediante atti di aggressione al personale medico e paramedico.
Non casi isolati ma episodi che si ripetono quasi in tutti i nosocomi della Sicilia.


A Roma si discute di un apposito piano sicurezza, che però avrà bisogno di risorse economiche oltre che umane ma soprattutto si cercherà di varare una norma che preveda l'inasprimento delle pene e l'arresto in flagranza di reato.
I medici dei Pronto Soccorso lavorano in un clima difficile sia per il numero di pazienti che vi si rivolge sia per la paura di essere aggrediti dai loro familiari.
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di correre ai ripari grazie anche all'intervento del Ministro alla Salute, Giulia Grillo.
Le ultime aggressioni si registrano presso gli ospedali di Acireale e di Palermo, ma si aggiungono a quelle che si sono registrate nelle settimane scorse.


Fa sentire la sua voce l'Ugl Sanità regionale che chiede fatti e non più parole, la sigla chiede l'utilizzo dei militari negli ospedali in quella che si chiama operazione “Ospedali sicuri”.
Lo chiedono i segretari regionali di Ugl Medici, Raffaele Lanteri, e di Ugl Sanità, Carmelo Urzì: “Ci auguriamo che la tutela del personale sanitario sia, per l'esecutivo e per le camere, una priorità e non uno slogan, perchè c'è estremo bisogno di azioni urgenti prima che sia troppo tardi, così come prioritaria deve essere in Sicilia e nel resto d'Italia la rivalutazione delle piante organiche (ridotte oggi all'osso) con l'incremento dei dipendenti anche attraverso l'indizione di nuovi concorsi. E' l'ennesimo grido di allarme che lanciamo, dalla nostra isola che è purtroppo la terra, la stessa del ministro Grillo, maggiormente colpita dalla problematica, poichè il clima ormai è sempre più pesante ed i colleghi non possono continuare a prestare un servizio salva vita, continuando a lavorare ed operare con il terrore che possano essere vittime di violenza”.


A chiedere che venga denunciato qualunque tipo di aggressione, anche verbale, è Emanuele Scarpuzza, Presidente dell'Associazione Anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-Emergenza Area Critica.
Scarpuzza interviene in seguito al pronunciamento del Tribunale di Marsala in favore di un medico anestesista rianimatore dell'ospedale Paolo Borsellino, iscritto all'associazione, dopo essere stata aggredita sia fisicamente che verbalmente per aver comunicato ai familiari del paziente che il congiunto era deceduto.


I fatti risalgono al 2015. La sentenza ha condannato gli aggressori al pagamento dei danni arrecati alla dottoressa oltre alla multa prevista dalla legge.
Per il presidente dell'associazione la situazione è nettamente peggiorata, quindi si esortano i medici a segnalare e denunciare ogni episodio di violenza, oltre al danno fisico c'è il danno all'immagine della professione svolta: “Occorre mettere in campo tutte le forze per arginare e risolvere il gravissimo fenomeno delle aggressioni contro il personale sanitario. È necessario agire sugli utenti con un programma di sensibilizzazione e di recupero del rapporto medico-paziente, ma è altrettanto importante che anche il più piccolo episodio di violenza venga segnalato e correttamente condannato. Ben venga, quindi, la proposta di rendere i medici in servizio pubblici ufficiali in modo che i procedimenti in caso di aggressione partano d’ufficio”.


Le problematiche sono poi ovviamente legate alla mancanza di personale che in Sicilia ha numeri risicati e che non consente di avere le prestazioni immediate.
La proporzione è addirittura di un medico ogni 1000 abitanti, la denuncia dell'emergenza è avvenuta per mano della deputata regionale grillina Valentina Palmeri.
Il diritto alla salute dei cittadini viene minato da livelli di assistenza e di prestazione non adeguati.