20/08/2018 06:00:00

Incendio al parco archeologico di Selinunte. Fiamme anche sui reperti, forse più inneschi

Le fiamme del grande incendio al parco archeologico di Selinunte, avvenuto il 10 agosto scorso, hanno interessato anche i reperti. Il fuoco ha infatti raggiunto le antiche strutture abitative situate ad est delle rovine del tempio D. Le pietre, che segnano il perimetro di stanze un tempo forse adibite anche a negozi, sono state annerite dalle fiamme che si sono sviluppate proprio in quell’area circoscritta. Un’area distante almeno 300 metri dal resto dell’incendio, a giudicare dalle tracce di bruciatura del terreno. Non si può quindi escludere che quelle stanze (che erano piene di erba secca) possano essere state oggetto di un innesco a parte.

Un particolare che sarà sicuramente sfuggito al direttore del Parco, Enrico Caruso che, ad incendio appena domato, aveva legittimamente rassicurato i cittadini escludendo qualsiasi tipo di danno ai monumenti.
L’incendio potrebbe essere stato doloso, anche perché alcuni hanno visto il fuoco originarsi da più punti. Al momento ci sarebbero delle indagini in corso, volte ad accertare dirette responsabilità penali.

Non è però la prima volta che il parco archeologico viene torturato dalle fiamme.
L’incendio più recente è avvenuto il 7 agosto del 2016. Sviluppatosi intorno alle undici di sera, interessò una vasta zona, originandosi probabilmente da diversi focolai e lambendo l’alloggio in zona Manuzza della delegazione tedesca che si occupava degli scavi archeologici che, inseguita dal rogo si allontanò più in fretta possibile. Anche in quel caso molte aree di macchia mediterranea andarono in fumo, mentre le difficili operazioni di contenimento, a causa del forte vento, andarono avanti fino a notte fonda.
Un incendio, quello di due anni fa, che non sembrò compatibile con le erbacce che in passato venivano bruciate in modo che si rinnovasse l’erba per i pascoli. Le zone erano infatti distanti da quelle periferiche utilizzate per il pascolo.

In quelle circostanze, l’allora sindaco Felice Errante aveva considerato “inverosimile che alle 23.30 di una domenica sera possa essersi generato un fenomeno di autocombustione naturale. Ma, per quanto questa città sia ricca di persone strane e difficilmente classificabili – aveva aggiunto - sfugge a qualsiasi logica che si possano mettere a rischio le millenarie vestigia selinuntine solo per il capriccio di qualche delinquente, paragonabile per gravità a quello di chi per giorni ha incendiato i rifiuti per strada”.
Chissà se, oltre al capriccio di qualche delinquente, alla base degli incendi ci sia dell’altro. Nel 2016 purtroppo, l’augurio di Errante al che gli organi inquirenti potessero individuare gli eventuali responsabili assicurandoli alla giustizia, non si avverò.

Quest’anno è stato necessario l’intervento di elicotteri e canadair che, oltre a salvare il parco, hanno permesso lo svolgimento dei tre eventi previsti organizzati da Tony Ciotola della Wonder Manage: l’Holi Color, il concerto di Martin Garrix e quello di Sean Paul.
Anzi, due e mezzo per essere precisi, dato che l’Holi Color si è svolto “senza color”, annullato intorno alle otto di sera, lasciando il posto alla sola musica da discoteca. Inoltre, ironia della sorte, mai pubblicizzato nella stessa pagina facebook “Holi One Big Color Festival del Colore”, a parte il post in cui si comunicava l’annullamento.
Per fortuna, dunque, è andato quasi tutto come previsto. La Wonder Manage ha portato a casa un altro successo, un bis rispetto al primo concerto di Garrix organizzato l’anno scorso, dopo aver ricevuto dieci “no” da altre location simili ed essendo stati accolti dal parco archeologico di Selinunte che, col cappello in mano da troppo tempo, ha dovuto mettere da parte tutte le riserve sull’opportunità di concedere il sito per un concerto da molti considerato inadeguato al contesto.
Quest’anno, per entrambi gli eventi (Garrix e Sean Paul), il parco ha ricevuto 30 mila euro. E, parrebbe, anche una piccola percentuale (5%) sui biglietti.

Insomma, al di là del prevedibile successo dei due grandi eventi eccezionali che, compreso l’indotto, hanno prodotto un giro di denaro superiore alle 600 mila euro, il parco archeologico quest’anno è stato abbastanza sfortunato. Anche l’incendio infatti, è stato eccezionale, nel senso che di queste proporzioni non si era mai visto.
E, rispetto agli anni precedenti, la pulizia dopo i concerti ha lasciato molto a desiderare, facendo lamentare i turisti per i rifiuti ancora presenti sullo sfondo dei templi a distanza di diversi giorni dagli eventi musicali.
Per non farsi mancare niente, sono stati rubati i punti luce distribuiti lungo il percorso che va dalla biglietteria all’area del tempio di Hera, un coperchio di una condotta d’acqua è stato spaccato dal passaggio di un mezzo pesante e, una settimana dopo i concerti, è stato divelto un water dei servizi igienici dell’acropoli.

“Selinunte è un posto pieno di magia” ha affermato Martin Garrix. Intanto la procura di Marsala sta cercando il prestigiatore del fuoco.

Egidio Morici