La Sicilia sempre più in basso. Ecco come si sta spopolando
Non c’è futuro per la Sicilia, il presidente della Regione, Nello Musumeci , lo dice con una punta di rassegnazione ma cerca l’assist dal suo stesso governo per poter attuare tutte le riforme necessarie per fare ripartire l’Isola.
Senza riforme, annunciate da tutti i governi regionali che si sono susseguiti, questa terra è destinata non solo a vedere emigrare, senza più farvi ritorno, i giovani ma anche ad assistere ad un impoverimento senza precedenti.
C’è un dato che deve fare riflettere: il 3,7% della popolazione siciliana è costituita da stranieri, in massima parte donne.
La provincia di Trapani è una delle più esposte in termini di accoglienza, insieme a Messina e a Ragusa. Lo dice il Dossier statistico sull’immigrazione del 2018. La Sicilia solo nel 2017 ha perso 30 mila residenti. L'isola si sta svuotando.
La giunta regionale ha approvato la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza nel quale Musumeci affronta la crisi siciliana, una Regione che conta gli ultimi posti in tutte le classifiche europee. Non c’è possibilità alcuna di uscire dallo stagno se non con le riforme, immediate e concrete.
Il Pil siciliano resta basso rispetto al nord dell’Italia, a fronte di una scarsa efficienza dei servizi, della vivibilità e dei servizi sanitari. Non è tutta colpa, sostiene il governo regionale di centro destra, di chi finora ha governato ma di una politica nazionale che ha stanziato sempre meno fondi per l’Isola e per il Sud in generale.
I dati non sono confortanti, in Sicilia il 52,1% della popolazione è a rischio povertà, dai 15 anni in su sotto la soglia dell’indigenza ci sono il 41,3% dei cittadini. Un quadro deludente, questi sono i dati relativi all’anno 2017. Non va meglio per quanto riguarda l’Istruzione: crolla il numero degli iscritti, dettato dalla decrescita della natalità, mentre per l’università la tendenza è di far studiare i propri figli in atenei del nord Italia se non all’estero. Così per l’anno accademico 2016-2017 gli iscritti in Sicilia sono di diminuiti di 8000 unità.
Le condizioni di precarietà del lavoro o la totale assenza ha fatto emigrare molti conterranei, non solo giovani ma anche gli over 45 che hanno perso il lavoro.
A spopolarsi è soprattutto la provincia di Agrigento con 154.979 cittadini, mentre a lasciare la provincia di Trapani sono 44.772 mila abitanti del territorio.
Si lascia l’Isola per motivi non solo di studio ma soprattutto di sopravvivenza, la mancanza di lavoro detta la linea dell’emigrazione. La politica dovrebbe interrogarsi su cosa negli anni si sia costruito.
La speranza spezzata e un futuro negato hanno lasciato aperta solo la via di fuga dal luogo natio.
Gli ultimi dati sono disarmanti e preoccupanti, a lasciare sono proprio i giovani con un gradi di istruzione medio alto.
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