26/11/2018 06:00:00

Che novità ci sono sull’aeroporto di Trapani Birgi? Facciamo il punto

 Tutti vogliono la fusione con Palermo, il presidente Airgest ha annunciato trattative con altre compagnie, l’Assessore Regionale Mimmo Turano spinge i Comuni a mettere i soldi e ha detto di essersi "rotto i cabasisi"...


Sono queste le principali novità dopo il consiglio comunale aperto di venerdì a Trapani sulla situazione dell’aeroporto di Birgi.
Doveva essere un consiglio comunale in cui i principali attori dovevano dare delle risposte, dovevano spiegare quale sarà il futuro e le strategie da mettere in campo. E’ stato un mezzo flop, invece, con il tentativo della politica di cercare parole nuove per nascondere l’imbarazzo davanti ad una situazione allo stato attuale disastrosa.


E la situazione è questa
. Il bando finanziato dalla Regione Siciliana per trovare delle compagnie aeree per incrementare il traffico turistico in provincia di Trapani è stato un insuccesso. Hanno presentato offerte solo Alitalia e Blue Air per un totale di tre destinazioni, Lazio, Lombardia, Piemonte. Destinazioni che già collegavano con Birgi anche senza ricevere i soldi che adesso arrivano con questo bando. Nessuna tratta internazionale quindi, e 12 milioni di euro rimasti da piazzare (il bando, compreso Iva, prevedeva somme per 14 milioni di euro). Girano, nel frattempo, voci su una possibile trattativa privata con Ryanair per portare nuove rotte, questo avviene al di fuori del bando, con la compagnia irlandese che tornerebbe a giocare sui tavoli che preferisce, quelli in cui ha il coltello dalla parte del manico.
Nel frattempo si spinge per la fusione di Airgest con Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo, con l’obiettivo di creare un polo aeroportuale della Sicilia Occidentale. A questo sono contrari i 5 Stelle che hanno accusato il governo regionale di fare il doppio gioco: “prima ricapitalizzano Airgest e poi vogliono privatizzarla?”.


E cosa si è detto a Palazzo Cavarretta, venerdì?
Paolo Angius, presidente di Airgest, ha detto che oltre Ryanair e Alitalia arrivano altre due compagnie aeree a Trapani. Angius ci ha tenuto a difendere alcuni meriti della sua gestione: "Ryanair vola questo inverno da Trapani senza prendere un euro, e questo non era un risultato scontato. Se la compagnia irlandese continua a volare da e per Trapani vuol dire che noi abbiamo credibilità". E a dimostrazione di ciò Angius ha annunciato la chiusura di due contratti con due compagnie aeree, una piccola, e una invece importante, che assicurerà due collegamenti internazionali, tra cui Londra. "Non posso fare nomi - ha detto - perchè finchè non firmiamo i preliminari, abbiamo un obbligo di riservatezza". ”Un vettore - afferma Angius - che sarebbe intenzionato a far diventare Trapani la sua seconda base assicurando i collegamenti anche con altri aeroporti stranieri”.


In consiglio comunale, a Trapani, c’era anche l’assessore regionale Mimmo Turano. L'esponente del Governo Musumeci ha difeso l'operato della Regione: "Ha messo tanti soldi per salvare l'aeroporto, non facciamo che la Regione mette soldi per salvare la situazione e alla fine la colpa è la sua...".


Turano se la prende un po' con tutti, ad iniziare dal Governo italiano che non ha messo un euro per Birgi. E si chiede come mai in altre città d’Italia si può trattare direttamente con le compagnie e a Trapani, invece, si deve fare il bando. Turano si è ancora una volta scagliato contro Alitalia, per aver fatto il ricorso e bloccato il primo bando. La discussione in aula continua sul possibile accordo con Gesap che per Turano non può essere fatto solo dalla Regione, ma con la partecipazione dei Comuni. Poi Turano posta un video in cui dice di essersi "rotto i cabbasisi" di quelli che dicono che la Regione non ha fatto niente per l'aeroporto. 

 

 


Intanto per molti consiglieri quel consiglio comunale aperto, a Trapani, non è stato altro che una passerella.
“Un’occasione perduta”, la definiscono le consigliere 5 Stelle Chiara Cavallino e Francesca Trapani, che non hanno firmato il documento prodotto dalla maggioranza. “Nessuna chiara indicazione sulla via che si intende percorrere nel reale interesse dello scalo trapanese”, hanno detto le consigliere, “speriamo che a Regione Siciliana, non fosse altro perché detiene la quasi totalità delle quote di Airgest, non liquidi il problema con un fantomatico progetto di fusione con Gesap, del quale non conosciamo i dettagli né gli effettivi vantaggi per lo scalo trapanese, e che si apra ad un costruttivo dialogo con tutti i soggetti interessati, in modo da valutare soluzioni alternative”. Perplesso anche il consigliere Gaspare Gianformaggio, che si chiede, sostanzialmente, quali garanzie avrà l’aeroporto di Birgi a seguito della fusione “in termini di numero di passeggeri, di tratte da e per località che possano portare passeggeri con buone capacità di spesa?”. E se si avvierà, come si dice in giro, una trattativa privata con Ryanair.



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