Marausa, inaugurato il busto commemorativo del poliziotto trapanese Giuseppe Montalto
Venerdì, 30 novembre, all’Istituto comprensivo “Giuseppe Montalto”, di Marausa, guidato dalla Dirigente, Maria Letizia Natalia Gentile, è stato inaugurato il busto commemorativo del poliziotto trapanese, da cui la scuola prende il nome da giugno scorso.
L’agente carcerario, assassinato dalla mafia, il 23 dicembre 1995, a soli 30 anni, di origine di Palma, ha frequentato la scuola di Marausa. L’opera scultorea, in resina, è stata realizzata dall’artista Nadia Brucia. Alla cerimonia sono intervenuti, la vedova di Montalto, Liliana Riccobene, le autorità locali, il sindaco Giacomo Tranchida, con un assessore e il presidente del Consiglio comunale, il Prefetto, Darco Pellos, sua Eccellenza il Vescovo, Pietro Maria Fragnelli, il direttore del carcere di Trapani Renato Persico, alcuni amici fraterni di Moltalto, poliziotti in servizio a Trapani e a Palermo, i genitori ed altri cittadini del territorio che hanno conosciuto il giovane agente.
Gli alunni e le alunne dell’Istituto hanno salutato questo momento di memoria e legalità, con pensieri e riflessioni, accompagnati al pianoforte, dal Professore Renato Terzo. Canti per la Legalità, dalle voci del coro dell’Istituto, formato da bambini, bambine, ragazze e ragazzi dei tre ordini di scuola e diretto dalla Maestra Angela Candela, collaborata da Silvana Alagna. Il coro ha interpretato brani del compositore Nunzio Ortolano. Danza per la legalità, sulla musica dei Cento passi, dei Modena City Ramblers, curata dall’insegnante di educazione motoria, Nicola Catalano e ginnastica artistica, con coreografia sulla canzone Volare di Domenico Modugno, creata dall’Istruttrice Miriam Catalano.
A coordinare la manifestazione, le docenti Claudia Piro e Stefania Pipitone. Commozione e sentimenti di valore civile, morale e istituzionale, nel ricordare la figura del giovane agente. Queste le parole della Dirigente Maria Letizia Gentile:-Giuseppe è tornato a questo luogo. La criminalità organizzata ha spento i suoi sogni, ma oggi Giuseppe è vivo. Contrastare la criminalità organizzata è nostro dovere di educatori, attraverso l’educazione al rispetto delle regole, nella vita quotidiana.
Oggi abbiamo dato anche un volto al nostro Giuseppe Montalto, per i nostri giovani alunni. Nessuno muore, se viene ricordato e soprattutto se continua l’opera di contrasto alla mafia. Se la mafia pensava di chiudere la bocca a Montalto, quella bocca continua a parlare col suo esempio e con la nostra azione educativa. Viva Giuseppe, viva la libertà.-.
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