Auto, più che ecotassa quella del Governo sembra una nuova stangata per gli italiani
Più che ecotassa sulle auto quella che è stata proposta dal Governo e poi modificata al Senato sembra una vera e propria stangata, forse l’ultima, nei confronti degli automobilisti italiani, del mercato dell’auto in genere e di conseguenza dell’economia di questo Paese.
Sarà pure meno aggressiva rispetto alla prima versione che addirittura prevedeva di colpire anche l’auto più venduta in Italia, la Fiat Panda, e quindi la stragrande maggioranza della popolazione che compra l’auto non per piacere o lusso ma per necessità, ma andrà ad incidere negativamente sul mercato.
Ad oggi non si capisce il senso di una sovrattassa per delle auto che comunque costituiscono, sicuramente una parte minoritaria del parco auto e che si va ad aggiungere al superbollo che già colpisce una parte importante di queste macchine con la tassa automobilistica varata nel 2011 dal governo Berlusconi e modificata e resa più dura dal governo Monti.
Questo Governo del cambiamento che fino a questo momento ha cambiato solo la manovra pensa di incentivare la vendita delle auto ecologiche ma evidentemente non ha il quadro dei numeri dell’auto elettrica o ibrida che in Italia rispetto alla totalità del mercato rimane una piccolissima nicchia.
Non saranno questi incentivi a cambiare le abitudini e a trasformare la modalità di andare in auto e non saranno i cinque milioni di euro destinati alle colonnine elettriche a cambiare o rivoluzionare, come si vuole far credere, la mobilità del nostro Paese. Per fare questo ci vuole una programmazione ben precisa, un coinvolgimento diretto anche delle case automobilistiche e un intervento sulle infrastrutture, specie quelle del sud Italia che invece sono completamente assenti in questa manovra.
Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede la manovra finanziaria che interessa i cittadini italiani che da marzo 2019 acquisteranno una vettura nuova. Da un lato c’è l’ecotassa, dall’altro l’ecobonus.
Ecotassa sopra quota 160 g/km. Riguarderà tutte le auto nuove con emissioni di anidride carbonica superiori a 160 g/km che saranno acquistate e immatricolate nel periodo compreso tra l’1 marzo 2019 e il 31 dicembre 2021. Potrà essere applicata anche alle auto precedentemente immatricolate all’estero. L’imposta sarà progressiva in base al seguente schema:
161-175 g/km: 1.100 euro;
176-200 g/km: 1.600 euro;
201-250 g/km: 2.000;
uperiore a 250 g/km: 2.500 euro
La nuova tassa, che si aggiungerà a tutte le altre (Iva, imposta provinciale di trascri-zione e tassa automobilistica) e si dovrà pagare una tantum all’atto dell’immatricolazione, dovrà essere versata dall’acquirente o da chi chiederà l’immatricolazione utilizzando il modello F24. Ne saranno esentati gli acquirenti di camper, veicoli blindati, auto con accesso per sedie a rotelle, caravan e auto funebri.
Ecobonus, per l’acquisto di auto “ecologiche” tetto di 54.900 euro. Per quanto ri-guarda, invece, l’ecobonus, l’incentivo sarà limitato ai veicoli con emissioni di ani-dride carbonica fino a 70 g/km e prezzi di listino inferiore a 45 mila euro Iva esclusa (54.900 euro Iva compresa). E aumenterà se l’acquisto di un’auto a basse emissioni sarà accompagnato dalla rottamazione di un’auto Euro 0, 1, 2, 3, 4. In particolare, senza rottamazione il bonus sarà di 4 mila euro per auto con emissioni di CO2 com-prese tra 0 e 20 g/km e scenderà a 1.500 euro se le emissioni saranno comprese tra 21 e 70 g/km. Con la rottamazione, invece, il bonus salirà, rispettivamente, a 2.500 e 6.000 euro.
L’incentivo però non sarà illimitato. L’emendamento prevede un limite di 60 milioni di euro per il 2019 e di 70 milioni per gli anni 2020 e 2021. Come per le altre rottamazioni, l’auto da togliere dalla circolazione dovrà essere intestata alla per-sona che acquista la macchina nuova o a un suo familiare convivente. E il bonus sarà corrisposto, sotto forma di riduzione del prezzo di acquisto, dal venditore a cui sarà rimborsato dalla Casa che, a sua volta, lo recupererà sotto forma di credito d’imposta.
Carlo Rallo
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