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24/01/2019 06:00:00

Le indagini, e non solo. Passa da Birgi la strategia anti Ryanair dei Cinque Stelle

Paolo Angius, presidente del Cda dell'Airgest, la società che gestisce l'aeroporto di Trapani - Birgi, è tre volte tranquillo, in merito alla notizia delle indagini sui vertici Airgest degli ultimi sette anni. Tranquillo perchè probabilmente qualcosa aveva intuito: nell'ultimo anno, infatti, erano stati diversi gli accessi della Guardia di Finanza negli uffici Airgest, per chiedere copia di documentazione contabile sulla società. Tranquillo perchè le indagini riguardano le gestioni precedenti, dove lui era comunque nel CdA, ma non propriamente la sua. E tranquillo perchè, come ha spiegato già, le indagini della Procura riguardano,  per un troncone, un'interpretazione contabile del bilancio Airgest e dei contributi indiretti a Ryanair. 

Alzando lo sguardo, però, c'è poco da stare tranquilli. Sull'aeroporto di Trapani sembra esserci una sorta di congiura. L'Airgest infatti non ha direttore generale, dopo che il precedente, Di Perna, si è dovuto dimettere quando Tp24.it ha pubblicato il suo curriculum, che dimostrava (pur con la sua esperienza) di avere una laurea non in ambito giuridico - economico, come richiesto dal bando, ma in lettere. L'Airgest manca inoltre di un componente del Cda, dopo le dimissioni polemiche di Elena Ferraro, membro indicato dalla Regione Siciliana,  e cioè dal presidente Nello Musumeci. La Regione, ricordiamolo, ha il 99,93% delle quote societarie. E poi c'è il dramma "operativo". L'aeroporto ha pochissimi voli, l'intero comparto turistico - alberghiero è in ginocchio, la gara per assegnare le rotte con il contributo della Regione è andata quasi deserta, e il pallino è adesso nelle mani del Sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, che guida la coalizione dei Comuni aderenti al "patto" per l'aeroporto. In questo contesto l'indagine della Procura di Trapani, al di là del suo sbocco (per i reati ipotizzati è difficile capire con esattezza le responsabilità penali e il rischio prescrizione è dietro l'angolo) mette benzina sul fuoco, perchè provoca ulteriori tensioni. 

Gli avvisi di conclusione indagine per peculato e falso, sono stati notificati a Salvatore Castiglione, Franco Giudice, Salvatore Ombra (che è all'estero e ha dichiarato di non aver ricevuto nulla), Paolo Angius (attuale presidente del Cda di Airgest), Fabrizio Bignardelli, Vittorio Fanti, Giuseppe Russo, Giancarlo Guarrera, Luciana Giammanco, Letteria Dinaro, Michele Angelo Maggio, Antonino Di Liberti, Antonio Lima, Antonino Galfano.

 «L'indagine riguarda un tema di interpretazione tecnica - spiega Angius - gli interventi dell’Airgest con Ryanair erano di puro marketing e fino al 2015 venivano ripartiti nel quinquennio. Nel 2016 ci fu il cambio della normativa e da quel momento l’intero costo iniziò a gravare su un unico bilancio». 

Sulle indagini abbiamo scritto ieri. 

C'è però un aspetto da considerare. Una parte delle indagini prende il via da un esposto di senatori e deputati dei Cinque Stelle. I grillini, che tengono saldamente in mano il ministero dei Trasporti e quello dello Sviluppo Economico, hanno un'idea ben chiara dello sviluppo del trasporto aereo nel nostro Paese: ed è un orientamento sovranista, cioè pro Alitalia, a danno delle low cost. Salvare Alitalia, sembra essere la parola d'ordine, anche a costo di danneggiare i piccoli aeroporti come Birgi.

Un altro indizio viene da quanto sta avvenendo in Sardegna. Si sono fatte le gare per la continuità territoriale, e Alitalia ha fatto il pieno, nonostante la presenza sull'isola di Air Italy (ex Meridiana). Air Italy si è lamentata, anche perché fa base in Sardegna e la perdita di queste rotte rischia di compromettere investimenti e assunzioni,  e a difendere Alitalia è intervenuto proprio il Ministro Toninelli, che, tanto per cambiare, ha detto una cosa fuori posto: «Air Italy è sotto monitoraggio da parte del sottoscritto e del ministero perché ha ricevuto aiuti con soldi pubblici». Replica Air Italy: "Al contrario di quanto affermato dal ministro dei Trasporti italiano, Air Italy non ha beneficiato di finanziamenti pubblici, mentre il vettore risultato primo nella graduatoria per l’assegnazione delle due rotte fra Olbia, Milano Linate e Roma Fiumicino (cioè Alitalia, ndr) è in amministrazione straordinaria e beneficia di un prestito concesso dallo Stato Italiano pari a 900 milioni di euro, senza contare i finanziamenti miliardari versati nelle casse della ex compagnia di bandiera negli ultimi dieci anni».

Infine un terzo indizio. Qualche giorno fa abbiamo raccontato su Tp24.it che i Cinque Stelle hanno presentato un disegno di legge anti Ryanair. La proposta di legge punta non solo a rivedere la pratica dei contratti di comarketing attraverso la quale i piccoli aeroporti sovvenzionano le compagnie low cost (è previsto, a questo scopo, un sistema sanzionatorio: quindi un aeroporto come Birgi è destinato a chiudere), ma anche a stabilire contratti di lavoro uguali per tutti tra il personale dei vettori a basso costo stranieri che operano e fanno base in Italia e quelli dei lavoratori delle altre compagnie italiane.