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28/01/2019 07:17:00

Sea Watch, la Procura indaga. I giovani a bordo: "Noi, torturati in Libia"

Comincia il decimo giorno in mare per  i migranti a bordo della Sea Watch 3 e il caso politico diventa un caso giudiziario. Perché la Procura di Siracusa ha aperto un'inchiesta, coordinata dal procuratore reggente Fabio Scavone. Un fascicolo modello 45, quindi per il momento senza indagati e senza ipotesi di reato, dove confluiscono giorno per giorno le relazioni della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, che si occupa della vigilanza marittima.

Al parlamentare di più Europa Riccardo Magi, salito a bordo un giovane del Gambia mostra le cicatrici che ha sul corpo e racconta: "Sono stato in Libia per 5 anni e tre volte mi hanno imprigionato. L'ultima volta in prigione non ho pagato i soldi che mi hanno chiesto e così mi hanno torturato e mi hanno buttato via, pensando fossi morto. Tutto quello che vedete sul mio corpo mi è stato fatto in Libia". E' costata mille euro la traversata del Mediterraneo: "Ho dovuto lavorare tre anni per guadagnarli". "Non posso tornare in Gambia, nella mia nazione non possono farmi tornare la persona che ero, non ci sono le conoscenze né i medici né le medicine che potrebbero aiutarmi". "Ero così felice quando sono stato salvato. Ci sembra incredibile essere in Europa", dice a bordo della Sea Watch da due giorni ferma davanti Siracusa.

 

Il blitz dei politici che hanno raggiunto la nave e sono rimasti a bordo per oltre sei ore, raccogliendo testimonianze e informazioni, ha dato il via a una staffetta che ha rapidamente mobilitato tutta l'opposizione. Il via lo hanno dato il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, e i deputati Riccardo Magi di +Europa e Stefania Prestigiacomo di Forza Italia: è stata lei, in possesso di patente nautica, a mettersi alla guida di un gommone; a bordo, gli altri due esponenti politici, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, un legale e un medico. Insieme hanno raggiunto la nave della Ong e sono saliti sull'imbarcazione. Pronta la reazione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini: «Non rispettano le leggi e favoriscono l'immigrazione clandestina». Illegale è «impedire un'ispezione», hanno risposto loro, affermando che questo genere di attività è «prerogativa costituzionale dei parlamentari».

Sulla nave ci sono 47 migranti di cui 13 minorenni, che attendono al largo del porto di Siracusa l'autorizzazione a sbarcare in Italia. Il vicepremier Luigi Di Maio ha spiegato quali saranno le mosse del governo per superare lo stallo: "Siamo impegnati su due cose: nel produrre i documenti per sequestrare questa imbarcazione e nel far arrivare in Olanda queste 47 persone. Le prossime saranno ore decisive. Il governo olandese è ambiguo – ha ribadito – se Sea Watch non batte la loro bandiera lo dica, vorrà dire che è una nave pirata e come tale sarà sequestrata". 

Sulla vicenda è intervenuto anche Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura: "Parlando di migranti, in genere era abbastanza comune dire: ‘perché la Chiesa continua a ripetere che e' necessario accoglierli? Perché non li accolgono loro?' In questo caso, noi vorremmo accoglierli però non c'è la possibilità di farlo. È stato dichiarato esplicitamente dalla Conferenza episcopale italiana e anche dall'associazione Giovanni XXIII e quindi esiste anche questa contraddizione. Al di sopra di tutto però c'è il tema dell'umanità. Il mio augurio – ha aggiunto il cardinale – è che ci sia questa prevalenza dell'umanità. Che è una questione corale che coinvolge tutta l'Europa ma che ha avuto il uso vessillo nel popolo italiano. Come è successo in Calabria dove i cittadini hanno costruito una catena umana per aiutare i migranti. Questo aspetto dell'umanità spero sia così forte da far sì che tutte le ragioni siano inferiori rispetto alla grandezza dell'essere uomini e donne".

 



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