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03/03/2019 06:00:00

Birgi, Angius/2: “Polo degli aeroporti in Sicilia, unica via per evitare fallimento”

Qualche mese fa è stata presentata a Marsala una nuova compagnia aerea, la Topjet World Wide. Paolo Angius, presidente di Airgest, che compagnia è? E soprattutto, non succederà come in passato che vista la crisi dell'aeroporto di Birgi alcune pseudo compagnie illudono il territorio per poi fare flop e si scopre che non hanno neanche i requisiti per viaggiare?

 

La TopJet è stata da noi in aeroporto prima di fare il giro dei Comuni. Ho avuto l'impressione di aver incontrato manager seri. Io ho una tattica, quando mi si presentano soggetti che non sono quelli istituzionali, e lo dimostra che siamo riusciti a scansare People Fly, e siamo stati i primi a denunciare il caso all'Enac e alle autorità quando abbiamo capito che i voli che si volevano mettere in pista non esistevano. Con questa nuova compagnia abbiamo usato la massima disponibilità, ma soprattutto abbiamo tenuto fermi i punti normativi previsti. Prima che voli in degli aeroporti ci sono degli accordi, normative, garanzie, e pagamenti da rispettare. Tenendo alta questa asticella e una attenzione ai voli si è evitato il danno con People Fly.

 

Avete evitato il pacco...

 

Ho letto che stanno risarcendo tutti. Bisogna dire che quando qualcuno mette dei voli non è responsabilità dell'aeroporto, però l'aeroporto fornisce un servizio e l'assistenza a chi resta a terra, e per questo ha un interesse. Anche con questa nuova compagnia abbiamo tenuto un'attenzione molto alta. Ci stiamo tenendo fuori in questo rapporto che stanno tessendo con il territorio. Se dovesse funzionare potrebbe essere anche un modello, perchè il territorio mette mano al portafoglio e diventa come un'impresa, con tutti i rischi del caso. Noi abbiamo un preaccordo che scade ad aprile. Se loro dovessero avere tutti i documenti, le autorizzazioni necessarie, il certificato di controllo sugli aeromobili, e i pagamenti in regola nei nostri confronti, ci metteremo a disposizione perchè loro volino. Dalle ultime informazioni, non ufficiali, il primo aeroplano dovrebbe cominciare a volare da metà maggio.

 

Che voli opererebbero?

 

Su questo li ho bloccati. Nel senso che non volevo che sparassero in alto, con 10 rotte, e poi ridimensionassero tutto all'ultimo minuto. E poi non volevo che si entrasse in conflitto con quella gara del co-marketing. Ma da quanto ci hanno detto starebbero guardando Londra con molto interesse. Qualora dovessero funzionare si potrebbe pensare di avere, attraverso Londra, una sorta di hub che consente di volare per il Canada o altre zone del Nord America.

 

All'Airgest in questo momento manca un membro del cda, manca il direttore generale, è difficile amministrare così.

 

E' drammatico.

 

Ma la Regione perchè ancora non ha nominato il successore della Ferraro?

 

La Regione spesso è prigioniera del suo labirinto di norme, di poteri. E'un cinema complesso. Sono senza un amministratore, senza direttore generale. Credo che nel giro di 10 giorni riusciamo a chiudere la partita per il direttore generale. Il bando per la selezione è arrivato quasi a conclusione.

 

 

Un po' di tempo fa a Marsala la Lega organizzò un convegno in cui intervenne anche Tommaso Dragotto, di Sicilybycar, che ha detto che l'aeroporto così non può funzionare e che l'unica cosa che può fare Musumeci è metterlo in vendita.

 

E chi lo compra? Non è fattibile.

 

Perchè?

 

Un socio privato ha investito negli anni passati più di 25 milioni di euro, tra aumenti di capitale e altre spese. Un socio che non aveva interessi in provincia di Trapani, che non aveva hotel, alberghi, e attività imprenditoriali, che stava tra Milano e Buenos Aires. Questa persona credeva nella creazione del polo aeroportuale della Sicilia Occidentale. Era un quadro normativo diverso. Adesso è cambiato tutto. Prima potevamo avere il co-marketing e gestirlo con la Camera di Commercio, adesso non più. In quel quadro lì, se i Comuni avessero ai tempi fatto qualcosa in più e di diverso l'aeroporto sarebbe andato in un quadro di sostanziale equilibrio di gestione. E poteva essere anche appetibile.

 

Adesso invece è dura.

 

In questo momento, con un quadro normativo complesso e diverso, chi se lo compra compra dei potenziali debiti.

 

La vecchia compagine societaria è da rimpiangere, metà pubblica e metà privata.

 

Allora sbagliò la parte pubblica. Se si fosse stati intelligenti si poteva arrivare a stabilizzare l'aeroporto di Birgi. Quando parlo i un polo con Palermo, sempre che lo voglia, lo dico perchè è l'unico modo per cui Trapani possa strutturarsi per i prossimi 20 anni. Se non fa un passaggio di questo tipo, o la politica non reputa di dover cambiare il quadro normativo, aeroporti come quello di Birgi possono durare un paio d'anni.

 

Poi chiuderebbe?

 

O il pubblico ricapitalizzerà o la liquidazione. Si stanno facendo accordi di rete tra aeroporti marchigiani e abruzzesi, lo stesso si sta facendo in Sardegna. Al più presto lo dobbiamo in Sicilia.