11/03/2019 07:00:00

Economia e rinascita del Mezzogiorno. A Trapani il libro di Pietro Busetta

 Il Polo Universitario di Trapani ha ospitato il nuovo libro del Prof. Pietro Busetta “Il coccodrillo si è affogato. Mezzogiorno: Cronache di un fallimento annunciato e di una possibile rinascita”.

La presentazione del libro è stata organizzata dall’Ordine dei Commercialisti di Trapani, con il patrocinio del Comune di Trapani, del Polo Universitario di Trapani e dell’Agenzia Generali Italia Trapani Garibaldi e in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati. Nell’ambito della tavola rotonda si è fatta un’analisi sul periodo particolarmente difficile che stiamo attraversando ed è stato un momento di riflessione sulle occasioni di mancata crescita e di sviluppo del mezzogiorno. Hanno partecipato, oltre all’autore, Giacomo Tranchida -Sindaco di Trapani; Fabio Mazzola– Professore Ordinario di economia politica, Palermo; Antonio Purpura – Professore Ordinario di economia industriale; Leonardo La Piana – Segretario Generale CISL Trapani e Palermo; Vincenzo Favara – Agente Generale Generali Trapani Garibaldi e Financial Planning Agent Banca Generali.

Dichiara Mario Sugameli, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti - La professione del commercialista sta cambiando pelle, c’è in qualche modo un ritorno al passato, quando, prima della riforma tributaria del 1973, i commercialisti si occupavano di consulenza aziendale, di curare l’azienda in tutti i suoi aspetti: gestionali, finanziari e di crescita. Il commercialista in versione 4.0, dell’era della digitalizzazione, deve occuparsi sì di contabilità e fisco, ma soprattutto delle attività fondamentali dell’azienda, dalla crescita ai processi di internazionalizzazione, dalla prevenzione della crisi d’impresa alla competizione sul mercato globale. La presentazione del libro è un segnale un messaggio di cambiamento - continua Mario Sugameli - che vogliamo lanciare ai colleghi e alla comunità trapanese tutta: il commercialista è utile alle imprese ed è utile al paese.

In questo contesto - dichiara Vincenzo Favara- si rende quanto mai necessario porre l’attenzione sul passaggio generazionale e sullo sviluppo delle aziende, in particolare quelle del Mezzogiorno. Una gestione attenta del fenomeno contribuirà nel cambiare positivamente il preoccupante trend attuale in cui al primo passaggio generazionale il 50% delle aziende chiude, mentre con il secondo passaggio generazionale chiude, in totale, il 65% delle aziende. Gli illustri relatori e gli interventi programmati si sono confrontati sui problemi del Mezzogiorno che rappresenta un’area di 21 milioni di abitanti, che al momento dell’unificazione italiana era in una condizione arretrata. E che malgrado l’intervento dei fondi comunitari, che dovrebbero essere aggiuntivi rispetto a quelli ordinari, e non sostitutivi, presenta un grosso gap sul piano infrastrutturale, del capitale sociale, dello sviluppo del territorio.

Il Prof. Pietro Busetta, individua come causa del mancato sviluppo l’autonomia, sostenendo che essa sia applicabile a quelle realtà a sviluppo compiuto, mentre per le realtà sottosviluppate è il centro che si deve fare carico di spingere le comunità locali, spesso bloccate dalla mancanza di ascensore sociale e in mano a élite fameliche che stentano e impediscono qualsiasi processo di evoluzione, perché attente a mantenere la loro rendita di posizione sociale ed economica. Infine, l’autore, sostiene che lo sviluppo del Mezzogiorno non potrà avvenire se non si rivoltano gli schemi, non più disimpegno automatico dei fondi comunitari non spesi ma sostituzione dei poteri. Laddove una comunità non riesce a utilizzare le risorse disponibili, spesso per conflitti relativi alle spartizioni, o laddove non attui le decisioni necessarie, ma sostituzione dal potere decisionale superiore.