29/03/2019 06:00:00

Aeroporto e non solo. Cosa si è detto nell'incontro sull'area vasta a Marsala

 Doveva essere un incontro sull’Area vasta, ma si è finito per parlare principalmente dell’aeroporto di Trapani Birgi, mercoledì a Marsala, con lo scontro tra il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e quello di Palermo Leoluca Orlando. Il tutto contornato dalla protesta degli operatori turistici partita da Trapani e arrivata a Marsala.


Il quadro sulle infrastrutture in provincia di Trapani, e in particolare sull’aeroporto di Birgi, resta sempre caotico. Le iniziative sulla cosiddetta Area vasta puntano all’ottenimento di fondi per ampliare le infrastrutture e i collegamenti in Sicilia Occidentale. Proprio per questo ai tavoli sull’Area vasta ci sono i sindaci delle principali città della Sicilia Occidentale, Marsala, Trapani, Palermo, i vertici delle società che gestiscono gli aeroporti, i vertici regionali delle Ferrovie dello Stato e altri soggetti.
Cosa si è detto mercoledì? Fari puntati, ovviamente, sull’aeroporto di Trapani Birgi. Con lo scontro tra Orlando e Tranchida.
Il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha parlato prima di "mobilità alternativa" e dice che l'Amat, la municipalizzata dei trasporti di Palermo, è a disposizione, ad esempio per potenziare il collegamento tra Trapani e Punta Raisi, o per incentivare il car - sharing: "Risolveremmo così la metà dei problemi, con un collegamento veloce tra Birgi e Punta Raisi”. "Il problema - continua Orlando - non è salvare Birgi, ma uscire fuori dalla logica dell'emergenza, andare oltre".


Non l’avesse mai detto. Per Tranchida, sindaco di Trapani, quello che Palermo ha fatto è stato cannibalizzare Birgi. ”Si è creata una situazione inaccettabile - ha dichiarato Giacomo Tranchida -. Al Sindaco Orlando ho detto con forza e chiarezza che non si può venire in questa provincia a parlare di area vasta, sistema integrato e ... volemose bene ... quando invece si pensa di continuare a cannibalizzare il nostro territorio che, per la sua vocazione naturale, punta il suo futuro sull’unica industria strategica di cui può godere: il turismo”.
Il problema sta sul sistema aeroportuale Siciliano. Sia Tranchida che Orlando sembrano essere d’accordo ad un polo aeroportuale della Sicilia Occidentale.l
Fuori nel frattempo gli operatori turistici venuti da Trapani, dove in mattinata avevano marciato davanti i palazzi istituzionali. “Riprendiamoci la nostra dignità” è stata la manifestazione indetta che è arrivata fino a Marsala con l’intenzione di farsi sentire. E’ loro il grido di dolore di un’economia, quella turistica della provincia di Trapani che sta morendo seppellita da parole, incontri, tavoli tecnici, ma mai nulla di concreto.
Parlano proprio i presidenti degli aeroporti di Trapani e Palermo.


Tullio Giuffrè presidente della Gesap, la società che gestisce Punta Raisi, pone l’attenzione sulla movimentazione passeggeri negli aeroporti che in Italia è di 180 milioni di passeggeri e che nel 2030 arriverà a 300 milioni. In Sicilia attualmente vengono movimentati 17 milioni di passeggeri con una proiezione per il 2030 di 27 milioni ciò di 10 milioni in più. Rileva che per motivi oggettivi l’implemento dovrebbe ricadere per la stragrande maggioranza su Palermo e Trapani. Lamenta che l’autostrada che serve l’aeroporto è solo a doppia corsia. Sottolinea che bisogna accelerare l’accordo di programma quadro con la Regione per lo sviluppo della rete aeroportuale Punta Raisi e Birgi che peraltro prevede investimenti pubblici per oltre 180 milioni di euro e privati per altri 61. Si dichiara favorevole all’incontro con i vertici regionali per lo sviluppo degli aeroporti.

Paolo Angius, presidente di Airgest chiarisce che è stato chiamato dal Presidente della Regione Siciliana a modulare l’unione degli aeroporti in Sicilia per il suo curriculum. Preannuncia un incontro per il prossimo 3 aprile sulla gestione di Birgi così come farà la Gesap per Palermo. Lamenta la carenze di personale nell’azienda. Precisa che come Airgest, che non fa nessuno spreco, è in regola con tutte le normative. Il personale è adeguatamente aggiornato. L’Airgest è sotto la sorveglianza della regione con costi gestionali non indifferenti. Fino a quando l’aeroporto non avrà un traffico di passeggeri intorno ad un milione e 800 mila passeggeri sarà sempre in deficit. Auspica che la gestione aeroportuale di Birgi si unisca con quella di Palermo o con quella di Punta Raisi oppure ancora con altre autorità che incentivino l’arrivo di compagnie aeree a Birgi. Parla di Bandi oculati che si augura possano dare risultati (lo si saprà il prossimo 5 aprile). Se così non sarà bisognerà capire quale sarà la volontà dell’Ente maggiore azionista e cioè della Regione.


Nel suo intervento il Sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, ha parlato dei collegamenti tra le città, e ha puntato l’attenzione sui mezzi di trasporti che negli anni, non sono migliorati. Il treno ad esempio che collega la stazione di Marsala con quella di Palermo impiega lo stesso tempo di diversi anni addietro. Il Porto ancora con i suoi fondali impedisce l’attracco a navi che prima vi ormeggiavano per il carico e scarico di merci. Grande attenzione del Sindaco anche per la bretella autostradale che, una volta realizzata consentirà di migliorare considerevolmente la viabilità su gomma nel nostro territorio, unendo peraltro la zona del Belice con l’aeroporto di Birgi. A proposito di treni, c’era anche Nicola Scarpitta, Nicola Scarpitta della Direzione Investimenti Area Sud di Rfi Italia. Ha parlato degli interventi fatti in Sicilia e di quelli in programma per migliorare la rete ferroviaria nel periodo 2017-2021. In Sicilia Occidentale precisa che è stato attivato il collegamento fra aeroporto e la stazione di Palermo. E che si sta lavorando in provincia per riattivare la linea Trapani-Palermo via Milo, interrotta nel 2013 per circa 144 milioni, già disponibili. E’ prevista l’elettrificazione della linea. Preannuncia che verrà soppresso il passaggio a livello di via Libica a Trapani.


Ora c’è da vedere cosa nel tempo verrà portato avanti, cosa resterà solo su carta, cosa potrà, ancora una volta etichettarsi, come “fumo negli occhi”.