11/04/2019 06:00:00

Birgi, il flop della trattativa negoziata, le proteste. Cosa succede adesso?

 Se continua così l’aeroporto di Trapani Birgi non farà altro che chiudere i battenti. E’ ormai assodato che nessuna compagnia aerea di traffico consistente vuole volare a Birgi.


La conferma arriva dalla seconda puntata del bando per trovare compagnie aeree. Una seconda puntata drammatica, perchè la procedura negoziata ha visto la partecipazione soltanto di quattro compagnie aeree, sempre se così si possono chiamare. Perchè c’è anche una tv, la Tele 2000 di Urbino, che ha presentato l’offerta per effettuare voli. Allora è chiaro che il flop è servito. Non c’è una compagnia importante, non c’è soprattutto Ryanair che ha spostato i suoi interessi a Palermo già da anni. La procedura negoziata è il secondo step, dicevamo, nella ricerca di vettori, con 11 milioni di euro rimasta da quelli concessi dalla Regione, e 22 destinazioni da assegnare. Un fallimento il progetto di marketing - viene chiamato così - che era destinato a favorire l'incremento di visitatori nell'ambito territoriale che gravita attorno allo scalo aeroportuale provinciale e che vede assieme Marsala, Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi Segesta, Campobello, Custonaci, Castellammare, Favignana, Paceco, Salemi e Valderice.
I lotti non ancora assegnati comprendono Regioni italiane (Sardegna, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Veneto e Friuli VeneziaGiulia) e Paesi esteri (Francia, Polonia, Belgio, Germania, Malta, Olanda, Slovacchia, Spagna, Repubblica Ceca, Regno Unito e Scandinavia).
Un altro episodio, quello del fallimento della trattativa negoziata, che mette ancora più rabbia agli operatori del settore turistico della provincia di Trapani.
Nei giorni scorsi si è tenuta a Marsala la manifestazione #sevolovoto. Un incontro che si è tenuto al Monumento ai Mille, in cui gli imprenditori del turismo hanno fatto il punto sulla crisi del turismo in provincia.
Le idee sono chiare e lo stesso slogan che sta girando è una provocazione alla classe politica per dare un segnale che se non si vola non si vota. L'iniziativa nasce dopo la manifestazione di Trapani, “No all'isolamento”, si sta facendo una raccolta di firme, una petizione in cui si dichiara che fino a quando non si risolvono i problemi di Birgi le schede elettorali resteranno nei cassetti. Un movimento di protesta che sta raccogliendo diverse adesioni, già sono circa 4 mila dicono gli organizzatori.


All’evento di Marsala sono intervenuti in molti, non c’erano politici, nè altri rappresentanti delle istituzioni. C’era l’ex presidente di Airgest Salvatore Ombra che ha ribadito il suo pensiero sulla situazione: “Non c'è la volontà politica di risollevare l'aeroporto, c'è una volontà di mantenere questo territorio in depressione. Come mai ci sono 11 milioni di euro dentro un cassetto e alla gara partecipano una tv, una compagnia rumena con un solo aeromobile, una compagnia che non ha licenza, e Air Malta che ha solo 10 aerei?. E' possibile che non ha partecipato nessuno? Chi ha interloquito con le maggiori compagnie, chi ha pubblicizzato il bando?”, si chiede Ombra.


Sullo sfondo la fusione con l’aeroporto di Palermo. Una possibilità auspicata da molti perchè ritenuto l’unico modo per salvare il Vincenzo Florio. Palermo è molto titubante, il successo che sta avendo in questi anni non lo vuole spartire con nessuno. Anche se si fanno delle prove di dialogo.
Migliorare i collegamenti tra gli aeroporti di Palermo e Trapani e incentivare la promozione anche turistica dei territori della Sicilia occidentale. Due temi che hanno riguardato il confronto tra Gesap e Airgest, le società di gestione degli aeroporti di Palermo Falcone Borsellino e Trapani Birgi. All’incontro avvenuto qualche giorno fa erano presenti il presidente della Gesap, Tullio Giuffré, il direttore generale della Gesap, Natale Chieppa e il presidente dell’Airgest, Paolo Angius.

Le due società di gestione si sono impegnate a trovare soluzioni operative con l’obiettivo di facilitare la mobilità dei viaggiatori in caso di voli dirottati da Palermo a Trapani e viceversa, coinvolgendo anche le società di rent a car che operano nei due aeroporti.

“C’è l’esigenza di un confronto su argomenti che riguardano il benessere dei passeggeri dei due aeroporti - ha dettoTullio Giuffré - entreremo nel merito di questi temi consentendo il confronto delle esperienze tra i nostri settori tecnici/amministrativi. Naturalmente - conclude Giuffré - si tratta di un approccio operativo, improntato anche sui principi dell’user’s experience. Trattasi di collaborazione gestionale che, nel rispetto della distinzione tra le due società, la Gesap intrattiene con operatori pubblici e privati nel settore dei trasporti”.

“Far nascere sinergie tra le due società significa principalmente riuscire a fornire un buon servizio ai passeggeri - ha detto Paolo Angius, presidente di Angius - Questo incontro è servito a stabilire le modalità di collaborazione per i collegamenti tra le due strutture”.