Marsala: ancora a giudizio Maurizio Planeta, lo stalker di Antonella Lusseri
Un altro processo per stalking in danno della giornalista Antonella Lusseri attende il 49enne pregiudicato marsalese Maurizio Planeta. Già condannato in primo grado a un anno e mezzo di reclusione per “atti persecutori” contro la Lusseri, il Planeta è stato, infatti, nuovamente rinviato a giudizio con la stessa accusa sempre in danno della stessa vittima.
I fatti che stavolta gli vengono contestati sarebbero avvenuti da giugno 2017 ad aprile 2018. E cioè nel corso del primo processo e successivamente alla condanna emessa il 6 dicembre 2017. A rinviare il Planeta a giudizio è stato il gup Annalisa Amato. A difendere il pregiudicato è l’avvocato Francesca Frusteri, che nella prima udienza del processo, da poco iniziato, sempre davanti al giudice monocratico Matteo Giacalone, lo stesso che ha condannato Planeta nel dicembre di due anni fa, ha tentato, senza fortuna, la strada del “ne bis in idem”. Sostenendo, cioè, che per lo stesso reato il suo assistito era già stato giudicato.
Di parere opposto, naturalmente, il legale di parte civile, Concetta Inglese. E il giudice, condividendo la tesi della difesa della Lusseri della “non identità tra i fatti contestati nei due procedimenti penali”, ha respinto l’eccezione. Planeta deve rispondere di stalking perché, quale vicino di casa della Lusseri, una volta cessata l'efficacia della misura cautelare adottata nei suoi confronti nell'ambito del procedimento penale sfociato nella sentenza del 6 dicembre 2017, avrebbe compiuto “ulteriori atti reiterati consistiti nell'appostarsi in attesa della parte offesa, nel pedinarla e nel fissarla con aria minacciosa nonché nell'inviarle una lettera anonima dal contenuto delirante recante il disegno di una pistola con la scritta ‘ti sparo’, minacciava e molestava la Lusseri costringendola a cambiare definitivamente abitazione”.
Intanto, sempre per stalking, il giudice di pace di Marsala ha condannato Maurizio Planeta alla pena di 900 euro di multa, nonché al risarcimento dei danni, per la cui determinazione ha rimesso la Lusseri davanti al giudice civile, e al pagamento delle spese processuali, per avere minacciato la Lusseri il 4 marzo 2015 dicendole: “Ti stocco pezza pezza”. Anche il giudice di pace l’eccezione di improcedibilità per “ne bis in idem”.
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