iPhone nuovo vs ricondizionato: pro e contro di entrambi
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“L’aeroporto di Birgi non solo non può chiudere ma deve essere rilanciato per garantire alla comunità locale il diritto alla continuità territoriale e perché si confermi una infrastruttura indispensabile per lo sviluppo di un’area particolarmente dotata per le sue risorse materiali ed immateriali”. Lo afferma il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina che parla anche come presidente nazionale di Assoturismo.
“La Sicilia – sottolinea Vittorio Messina – ha bisogno di incrementare e non certo di diminuire le sue infrastrutture a servizio della mobilità interna e dall’isola e verso l’isola. I dati dell’aeroporto di Trapani, in questi ultimi anni, dimostrano ampiamente il contributo che lo stesso ha offerto allo sviluppo del territorio e all’incremento dei flussi turistici verso lo stesso. Pertanto l’impegno assunto dal presidente Musumeci a favore di Birgi va sostenuto da tutta la politica affinchè si trovino le idonee soluzioni per una gestione virtuosa dello scalo in un progetto che coinvolga partner pubblici e privati. L’idea di accorpare la gestione di più scali può essere la strada giusta come dimostrano modelli di successo a cui si può fare riferimento – aggiunge Messina – ma al di là delle scelte che toccano in primo luogo al governo regionale non c’è dubbio che occorre una mobilitazione generale per impedire che la Sicilia occidentale venga privata di un asset fondamentale per aumentare l’appeal del territorio, a vantaggio del turismo e delle attività commerciali di un’area particolarmente vocata.
In questo senso – conclude Messina – un accorato appello va rivolto a tutte le istituzioni locali e in particolare alla Camera di commercio affinchè non facciano mancare ogni sforzo per supportare una soluzione positiva della vicenda”. Sulla stessa linea il Presidente Provinciale Giuseppe Mineo "le vicende, che ruotano attorno all'aeroporto Vincenzo Flrorio di Birgi, hanno ormai messo in ginocchio una rilevante fetta di territorio che aveva investito nel settore turistico. L'incapacità delle istituzioni di dare chiarezza sul futuro dell'aereoporto ha lasciato che la crisi di passeggeri divenisse crisi economica, prima, e sociale poi. La triste realtà è sotto gli occhi del più inesperto tra i conoscitori delle dinamiche turistche. Il territorio trapanese risulta sprovvisto delle adeguate infrastrutture che possano sopperire all'eventuale mancanza di uno scalo aereoportuale. Sia il trasporto passeggeri su gomma, che quello su strada ferrata, risulta essere totalmente inadeguato per le necessità della provincia trapanese. CONFESERCENTI ha deciso di istituire un tavolo tecnico permanente per monitorare le continue evoluzioni della questione. - continuando Giuseppe Mineo espone una possibile soluzione - Un reale coinvolgimento dei privati e delle loro forme di aggregazione può essere la strada che porta fuori dal tunnel. Il contesto imprenditoriale trapanese è colmo di figure in grado di fornire adeguati apporti affinchè si possano trovare strade alternative ad una lenta morte del nostro aereoporto.
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