25/04/2019 06:00:00

I Misteri e le polemiche: il perché del decadimento della processione simbolo di Trapani

Soffiano venti di burrasca sulla processione dei misteri di Trapani; l’associazione che cura il  Sacro gruppo “L’Ascesa al Calvario”, ovvero il gruppo più rappresentativo della processione trapanese, ha inviato pochi giorni fa una pec all’Unione Maestranze dichiarando la propria intenzione di dissociarsi dall’Associazione che dal 1974 cura l’organizzazione della processione del venerdì Santo.

Non si tratta di sicuro di un fulmine a ciel sereno, visto che era da mesi che circolavano voci nell’ambiente dei Misteri su di un’ipotetica uscita del gruppo del “popolo” dall’Unione Maestranze, i cui componenti hanno voluto attendere la chiusura del portone del Purgatorio per trasformare questa ipotesi in una decisione ferma, rendendo pubblica la loro intenzione.

I primi malumori erano sorti già a febbraio quando fu stilato il calendario delle “Scinnute” quaresimali che quest’anno in occasione del quinto venerdì di quaresima, che tradizionalmente (e non solo a Trapani) è sempre stato dedicato al gruppo de “L’Ascesa al Calvario”, fu deciso di effettuare una bizzarra “scinnuta” a quatto gruppi: un colpo alla storia dei riti quaresimali trapanesi già più volte colpita di anno in anno da decisioni altrettanto bizzarre da parte sia dei vertici dell’Unione Maestranze che dei singoli ceti.

Di certo, la fallimentare edizione della processione appena conclusasi, ha in un certo senso spinto i consoli del gruppo a “battere il ferro finché è caldo”, proprio in questi giorni in cui gran parte della cittadinanza trapanese ha criticato l’organizzazione della processione, mettendo anche in dubbio l’utilità dell’Unione Maestranze stessa che, negli ultimi vent’anni, ha dato più spazio alle novità, a discapito della storia e tradizione della secolare processione trapanese, dando inoltre più importanza alle diatribe personali tra i vari ceti, piuttosto che alla buona riuscita della processione.

In vent’anni è cambiato davvero tutto, proprio dal giorno in cui l’allora vescovo Miccichè congelò la Confraternita di San Michele che rappresentava il fulcro nonché l’origine della processione. Fatto sta che quando gli incappucciati della confraternita di San Michele non aprirono più la processione dei Misteri, a parte il primo periodo di indignazione generale, tutto rimase silente, con l’Unione Maestranze che non doveva più “subire” l’ingerenza della Confraternita di San Michele per l’organizzazione della processione, e così di anno in anno, tra una novità e un’altra, è iniziato un progressivo processo di decadimento generale della processione dei Misteri, una processione esteticamente bella nella sua imponenza, ma vuota di contenuti, e sopratutto saccheggiata nella sua identità.

Ad ogni modo la decisione del gruppo del popolo, non avrebbe senso se dietro la dissociazione non ci sia qualcosa di più concreto per il futuro prossimo, perché a questo punto molti si chiedono cosa succederà adesso. I risvolti sono molteplici: per assurdo altri gruppi potrebbero seguire il “popolo” e dissociarsi anch’essi dall’UM, oppure ci potrebbe essere un passo indietro da parte del gruppo “scissionista”. Inoltre adesso dovrebbe entrare il gioco il comune di Trapani e la Diocesi, considerando che l’Unione Maestranze risulta essere affidataria dei gruppi, poiché gli stessi appartengono all’intera cittadinanza. Ci si auspica che la diocesi potrebbe scongelare la Confraternita di San Michele che ritornerebbe protagonista alla pari dell’Unione Maestranze, ipotesi purtroppo molto remota. 

Tutto ciò potrebbe rappresentare uno scossone per i silenti addetti ai lavori che in tutti questi anni non hanno mai preso posizione dinanzi a discutibili scelte dei vari consigli di amministrazione che si sono susseguiti nel corso del tempo e si potrebbe aprire una fase di riflessione e di confronto che coinvolga persone esterne all’Unione Maestranze, persone di cultura che sicuramente hanno una visione più completa (nonché una maggiore conoscenza storica) rispetto ai componenti dell’associazione presieduta da Giuseppe Lantillo; sembrerebbe però che l’Unione Maestranze ha dichiarato che “i panni sporchi si lavano a casa”, e quindi è chiaro che le conseguenze di questa burrasca rimangono per il momento incognite.

 

Francesco Genovese



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