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02/03/2026 14:04:00

Trapani, un’opera per Mauro Rostagno nata dai percorsi di giustizia riparativa

Un’opera dedicata a Mauro Rostagno, realizzata da persone in esecuzione penale esterna, sarà inaugurata venerdì 6 marzo, alle 11, nell’atrio esterno situato all’ingresso posteriore del Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani.

Si intitola “Liberaveramente” e nasce da un progetto dell’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Trapani, in collaborazione con il Comune e il Distretto Socio-Sanitario 50.

Il luogo scelto non è secondario. L’opera sarà collocata in uno spazio pubblico, dentro un quartiere fragile della città, e porterà con sé una doppia memoria: quella di Rostagno, giornalista e sociologo ucciso dalla mafia, e quella di un percorso di responsabilità compiuto da persone che stanno cercando una strada di reinserimento.

Alla cerimonia parteciperà Carla Rostagno, sorella di Mauro. Seguirà un momento musicale a cura degli allievi del Conservatorio “Scontrino”.

La memoria di Rostagno

Mauro Rostagno fu assassinato il 26 settembre 1988 in contrada Lenzi, a Valderice. Rientrava alla comunità Saman, che dirigeva, dopo aver trascorso la giornata negli studi dell’emittente locale RTC, dove curava il notiziario e denunciava affari, connivenze e potere mafioso nel Trapanese.

La sua figura attraversa più stagioni della storia italiana: il movimento del Sessantotto, l’esperienza di Lotta Continua, il lavoro sociale, la comunità Saman, il giornalismo d’inchiesta in una provincia dove raccontare la mafia significava esporsi in prima persona.

Nel 2014 la Corte d’Assise di Trapani ha riconosciuto l’omicidio come delitto di mafia, condannando all’ergastolo Vito Mazzara come esecutore e il boss Vincenzo Virga come mandante. Secondo la ricostruzione giudiziaria, Rostagno fu ucciso perché con la sua attività giornalistica aveva alzato il velo sugli interessi di Cosa nostra a Trapani alla fine degli anni Ottanta.

Dedicargli un’opera nata da un percorso di giustizia riparativa significa riportare quella memoria dentro la vita della città. Non come rito commemorativo, ma come domanda ancora aperta sul rapporto tra legalità, responsabilità e comunità.

Il progetto “Liberaveramente”

“Liberaveramente” è l’esito finale di un percorso promosso dall’ULEPE di Trapani. Ha coinvolto persone sottoposte a misure e sanzioni penali esterne, inserite in programmi terapeutici residenziali attivi in quattro comunità del territorio trapanese: Faro, Saman, La Forza, Salute e Benessere.

I partecipanti sono stati definiti “Autori della riparazione”. Hanno preso parte a laboratori di responsabilizzazione e di arte-terapia guidati dallo psicologo Saverio Mazzara e dall’arteterapeuta Vanni Quadrio.

La metodologia è stata esperienziale. Il progetto ha accompagnato i partecipanti in un lavoro sul proprio passato, sulla responsabilità individuale e sulla possibilità di restituire qualcosa alla comunità attraverso un’opera collettiva.

È qui che l’iniziativa assume un valore pubblico. Non si limita a produrre un manufatto artistico. Mette in relazione chi sta vivendo un percorso penale esterno con la città, con la memoria di una vittima di mafia e con uno spazio urbano da riqualificare.

Giustizia di comunità

“Un vero esempio di giustizia di comunità che produce un circolo virtuoso”, ha affermato Alessandra Camassa, presidente del Tribunale di Trapani.

Camassa ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: si ricorda un atto violento e criminale come l’omicidio Rostagno, ma attraverso un’opera creativa realizzata con il contributo di persone che stanno cercando di riconciliarsi con la società.

È una lettura importante, perché sposta il tema dalla punizione alla responsabilità. La pena, in questa prospettiva, non è soltanto tempo da scontare. Può diventare occasione per riconoscere il danno, rielaborare il proprio percorso e costruire un gesto utile alla collettività.

La giustizia riparativa non cancella il reato e non semplifica la responsabilità. Prova però a introdurre un elemento ulteriore: la possibilità che la persona condannata, dentro un percorso controllato e guidato, produca un atto di restituzione sociale.

Arte, recupero e reinserimento

Per la direttrice dell’ULEPE di Trapani, Rosanna Provenzano, “Liberaveramente” rappresenta una visione del sistema penale orientata al recupero e alla valorizzazione del potenziale umano.

La scelta dell’arte non è casuale. I laboratori di arte-terapia hanno permesso ai partecipanti di lavorare su emozioni, memoria, limite, responsabilità e possibilità di trasformazione.

Un’opera pubblica, in questo caso, diventa il punto di arrivo di un processo. Non è solo ciò che si vede alla fine. È il risultato di un percorso costruito con operatori, comunità terapeutiche, istituzioni e persone in esecuzione penale esterna.

Il sindaco Giacomo Tranchida ha sottolineato il valore dell’iniziativa come simbolo di speranza e monito contro l’illegalità. La coordinatrice del Distretto Socio-Sanitario 50, Marilena Cricchio, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e comunità nei percorsi di riabilitazione.

Un quartiere fragile e un segno pubblico

La collocazione dell’opera in uno dei quartieri più fragili della città rafforza il significato del progetto. La memoria civile non viene chiusa in una sala istituzionale, ma portata in uno spazio attraversato da studenti, cittadini e residenti.

Il Conservatorio “Antonio Scontrino” aggiunge un ulteriore elemento. È un luogo di formazione e cultura, e la presenza degli allievi nella cerimonia restituisce all’inaugurazione una dimensione comunitaria.

Trapani, città segnata da una lunga storia di poteri mafiosi, collusioni e resistenze civili, conserva nella figura di Rostagno una memoria scomoda e necessaria. Ricordarlo significa tornare a parlare di informazione libera, responsabilità pubblica e coraggio civile.

“Liberaveramente” prova a mettere insieme questi piani: la memoria di chi è stato ucciso per avere raccontato la verità, il percorso di chi tenta di ricostruire un rapporto con la società, e la città che sceglie di trasformare un luogo in spazio di testimonianza.

Le informazioni utili

La cerimonia di inaugurazione di “Liberaveramente” si terrà venerdì 6 marzo, alle 11, nell’atrio esterno situato all’ingresso posteriore del Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani.

L’opera è dedicata a Mauro Rostagno, giornalista e sociologo ucciso dalla mafia nel 1988.

Il progetto è promosso dall’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Trapani, in collaborazione con il Comune di Trapani e il Distretto Socio-Sanitario 50.

Hanno partecipato persone sottoposte a misure e sanzioni penali esterne, inserite in programmi terapeutici residenziali nelle comunità Faro, Saman, La Forza, Salute e Benessere.

Alla cerimonia sarà presente Carla Rostagno. Seguirà un momento musicale a cura degli allievi del Conservatorio “Scontrino”.

Per Trapani, l’opera è un segno civile: ricorda Mauro Rostagno e, nello stesso tempo, racconta una possibilità di responsabilità. Non la retorica della redenzione facile, ma un percorso concreto in cui memoria, legalità e cultura provano a diventare pratica pubblica.

 

Ines D’Orazio