14/05/2019 07:18:00

Calcio,Palermo: dal sogno della serie A all'incubo della C

Bilanci falsificati, almeno dal 2015 al 2018: con quest'accusa il Palermo è passato dal sogno della promozione in serie A, all'incubo della retrocessione in Serie C, come stabilito ieri dalla giustizia sportiva. Una vera e propria mazzata per la città. 

La sentenza è giunta nella giornata di ieri da parte del tribunale federale della Figc, ed è immediatamente esecutiva, di conseguenza valida fin da ora. Il motivo, l’illecito amministrativo contestato alla società rosanero dalla procura. Assolto invece l’ex presidente della compagine palermitana, Maurizio Zamparini, all’epoca dei fatti, numero uno del cda rosanero, con il tribunale che ha dichiarato inammissibile il suo deferimento, accogliendo la richiesta dei suoi legali. Le altre decisioni riguardano Anastasio Morosi, presidente del Collegio sindacale, a cui sono stati inflitti cinque anni con preclusione (la radiazione), e 2 anni e inibizione invece a Giovanni Giammarva, presidente del cda del Palermo.

Secondo quanto stabilito dalla legge, il club rosanero può ora ricorrere alla corte d’appello federale, come già comunicato dalla stessa società siciliana. «Presentiamo appello per dimostrare che questo è un altro Palermo – le parole rilasciate dal presidente attuale del Palermo, Alessandro Albanese, vice presidente vicario di Sicindustria – che può contare sul forte impegno finanziario del gruppo che ha acquistato la società. È una decisione incomprensibile su tutta la linea». Secondo quanto riferito dallo stesso Albanese, la sentenza nei confronti della sua società è un duro colpo non soltanto per la squadra ma per l’intera città che “non merita la Serie C”. Il numero uno rosanero ha aggiunto che gli imprenditori non sono affatto intenzionati a tirarsi indietro: «sono determinati più di prima, hanno intenzione di dimostrare la solidità del gruppo e che quella aperta con loro è un’altra storia». Scioccato anche il sindaco del capoluogo della Sicilia, Leoluca Orlando, che facendo eco alle parole di Albanese ha spiegato: «Una decisione che colpisce tutta la città, che non tiene conto dei risultati sportivi ed ancor più dolorosa se si tiene conto dei risultati raggiunti dalla squadra durante la stagione. Una decisione rispetto alla quale valuteremo, anche come amministrazione comunale, quali siano i margini di appello». Si tratta senza dubbio di un colpo durissimo per la dirigenza della squadra di calcio palermitana, tra l’altro in carica da pochi giorni, che di fatto pagherebbe sulla sua pelle quanto commesso, se mai verrà confermato anche nel secondo grado di giudizio, dall’ex presidente Maurizio Zamparini, che avrebbe “truccato” i bilanci di modo da poter iscrivere la società nei precedenti campionati.