Alcamo, quel patrimonio non è di origine mafiosa. Revocata la confisca a Montalbano
L'impreditore di Alcamo Giuseppe Montalbano venne arrestato nel 2015 con l'accusa di avere distratto ingenti somme di denaro in Oman. Rimase nove mesi in carcere, anche se i suoi avvocati Giuseppe Oddo e Tiziana Pugliesi dichiararono, sin dall'interrogatorio di garanzia che avesse dimostrato la regolarità di quelle operazioni.
Ora la Corte d‘appello di Palermo ha stabilito che quel patrimonio è frutto della sue capacità imprenditoriali e non inquinato da infiltrazioni mafiose, revocando la confisca di beni mobili, immobili e conti correnti, per un valore di 10 milioni di euro, all'imprenditore alcamese. Lo Stato dovrà restituire tutto a Montalbano. Il patrimonio però è più che dimezzato poiché i beni versano in abbandono dal giorno del sequestro avvenuto nel novembre del 2011.
Montalbano, assistito dagli avvocati Giuseppe Oddo e Tiziana Pugliesi, è intenzionato a intraprendere la via del risarcimento dei danni, compresi quelli per l'ingiusta detenzione. «Ho sempre avuto fiducia nella magistratura - dice Montalbano- sin dal primo momento ho cercato di dimostrare, carte alla mano, la liceità di provenienza del mio patrimonio. Ora i giudici mi hanno dato ragione e non ci sarà ricorso in Cassazione contro il decreto della Corte d'appello».
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