Alcamo: arrestato a Milano il boss Carlo Zacco, figlio di "Nino il bello"
E' stato arrestato a Cesano Boscone Carlo Zacco, 48 anni, originario proprio di Alcamo e figlio del boss Antonino, detto "Nino il bello", che negli anni '80 per conto di Cosa nostra mise su ad Alcamo la più grande raffineria di droga mai scoperta in Sicilia. Descritto dall'inchiesta "Duomo connection" come un ottimo alleato al Nord delle famiglie di mafia e passato alla storia come il "sommelier".
Carlo Zacco è stato fermato con l'accusa di aver ucciso il 39enne cingalese Saruanathan Rasarantam.
Stando all'inchiesta, lunga e articolata, c'era lui alla guida della Bmw 520d che alle 23.40 del 29 settembre 2017 aveva travolto e ucciso il cingalese in Italia con un regolare permesso di soggiorno e che quella sera - come sempre - stava percorrendo in bici la Vigevanese per andare a vedere rose nei ristoranti del centro di Milano. Il suo viaggio, però, era finito molto prima: all'altezza dell'Auchan di Cesano Boscone la macchina lo aveva centrato in pieno, lo aveva scaraventato a oltre cento metri di distanza e poi il conducente aveva fatto perdere le proprie tracce.
Gli investigatori in breve tempo scoprirono che l'auto era in uso ad un panettiere, tale Kevin Arudine, 21 anni, il quale però raccontò subito che l'auto gli fu rubata e che non aveva denunciato il furto. I carabinieri grazie a facebook, hanno scoperto che prima dell'incidente a bordo dell'auto c'era una donna, la fidanzata del panettiere e continuando nelle ricerche hanno scoperto che al volante la sera dell'incidente non c'era la giovane ma il padre Carlo Zacco. Il genere ha cercato di proteggere il suocero che nel milanese è considerato un uomo d'onore e in Lombardia era diventato il boss della droga.
Un anno e mezzo dopo è stato scoperto il vero autore dell'incidente, che ha causato la morte di Rasarantam Saruanathan, venditore di rose, originario dello Sri Lanka. Per Carlo Zacco le accuse sono di omicidio stradale e omissione di soccorso.
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