Segesta senza tempo, la magia e la cultura con le "Dionisiache"
di Marco Marino
È particolarmente ricca e seguita quest’anno la stagione teatrale delle «Dionisiache - Calatafimi Segesta Festival», sotto la supervisione del Direttore del Parco Archeologico di Segesta, Rossella Giglio, e del direttore artistico, Nicasio Anzelmo.
Quando d’estate si vuole passare un pomeriggio a Segesta, ad accoglierci certo non è soltanto il semplice botteghino di una comune rassegna teatrale, che per caso dispone di un teatro antico come spazio per le rappresentazioni. Quando si arriva, ci si accorge subito di respirare un’aria diversa, di essere entrati in un idillio senza tempo in cui ogni elemento - il teatro, il tempio, allo stesso modo della biglietteria e del bar - partecipa all’esperienza di farci sentire parte di una bellezza raggiungibile, che sentiamo intimamente nostra.
Per la dottoressa Giglio, il principale obiettivo del suo lavoro è permettere a tutti i visitatori di diventare “segestani”, di riconoscere la passione greca per la cultura e la natura: binomio irrinunciabile se vogliamo ancora dirci cittadini consapevoli.
Quest’anno sono tante le novità del festival, e una delle più significative è stata quella di installare un palcoscenico nella collina del tempio.
"Nel palcoscenico della collina del tempio - ci riferisce il Direttore del Parco Archeologico - faremo dei concerti di musica. Che, io questo lo vorrei chiarire, non è un “intrattenimento”. Ma un’opportunità per mantenere aperta l’area archeologica".
Il programma delle manifestazioni si impreziosisce ulteriormente di un ciclo di conferenze tenute da studiosi di fama internazionale. E dal 2 all’8 settembre uno spazio dedicato alle realtà artistiche del territorio con spettacoli di Giacomo Bonagiuso, Giorgio Magnato, Giacomo Frazzitta e molti altri.
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