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09/09/2019 16:10:00

Stagnone, Letizia Pipitone (Legambiente) replica a Cerami: "Non vogliamo la gestione"

Continua il botta e risposta a distanza sullo Stagnone di Marsala. Alla replica del commissario del Libero Consorzio di Trapani Raimondo Cerami (potete leggere qui) e al naturalista Enzo Sciabica (qui l'altro articolo) risponde, oggi, il presidente del Circolo di Legambiente Marsala Petrosino, Maria Letizia Pipitone, che precisa di non aver mai detto di volere la gestione della Riserva ma di rivendicare un ruolo nel comitato scientifico della stessa Riserva, quello sì.

Altra cosa sottolineata dalla presidente Pipitone è che l'Ente gestore continua a non voler bloccare o regolamentare la pratica del kitesurf che ha provocato ben quattro morti. "Un'attività che è vietata dal regolamento della Riserva - afferma la Pipitone - e non in regola con quanto disposto dalla Guardia Costiera". Qui la nota integrale del presidente del circolo di Legambiente Marsala Petrosino:

Caro direttore,
non vogliamo alimentare sterili quanto inutili polemiche, ma riteniamo opportuno fare alcune precisazioni in merito alle reazioni piccate del Commissario del Libero Consorzio della provincia di Trapani ed altri sulla questione della tutela effettiva della R.N.O. dello Stagnone di Marsala.
In primo luogo non abbiamo mai detto di volere la gestione della Riserva che, ribadiamo, non vogliamo. Critichiamo, e non siamo i soli a farlo, l’attuale gestione e siamo contrari, per le ragioni indicate nella nostra nota pubblicata il 5/9/2019, alla gestione comunale della riserva.
Rivendichiamo invece un ruolo nel comitato scientifico della riserva che, a nostro avviso, deve prevedere la presenza (a titolo gratuito, naturalmente) di una delle più rappresentative associazioni ambientaliste del territorio, come è Legambiente.
Precisiamo a tal fine che la stragrande maggioranza dei soci del nostro circolo sono impiegati, insegnati, avvocati, magistrati e pensionati che non hanno certo bisogno di stipendio.
In secondo luogo contestiamo che le riserve gestite dalle associazioni ambientaliste in Sicilia siano meri “stipendifici”.
Nonostante le difficoltà conseguenti alla scarsità di risorse economiche che la Regione Siciliana destina al Patrimonio Naturale dell’Isola, Legambiente, WWF, Italia Nostra, Rangers e la Lipu, queste svolgono egregiamente il compito di enti gestori di riserve naturali. Potremmo citare molti esempi, ma ci limitiamo a quelli a noi più vicini: la R.N.O di lago Preola e Gorghi Tondi a Mazara del Vallo, la R.N.O. delle Saline di Trapani gestite entrambe dal WWF, e la R.N.O. grotte di S. Ninfa, gestita da Legambiente. Invitiamo Lei, Direttore, ed i Suoi lettori e, perché no, anche il commissario del Libero Consorzio, a visitarle e raccontare, tramite il Suo giornale, se ci sono o meno differenze con la gestione della riserva dello Stagnone.
Infine, riteniamo una vera e propria caduta di stile l’accusa mossaci dal Commissario della provincia per la gestione della R.N.O. delle Macalube di Aragona.
Ricordiamo al Commissario che compito dell’Ente gestore, Legambiente, per legge, era proprio quello di rendere fruibile l’accesso alla visione del fenomeno naturale del vulcanesimo secondario, con il solo compito di impedire eventuali danni, provocati dai visitatori, ai vulcanelli di fango e alla natura circostante.
L’incidente naturale, improvviso e imprevedibile, come è noto, ha provocato la morte di due persone, ma per un’attività non solo lecita, ma addirittura rientrante nei compiti dell’ente gestore.
Nella R.N.O. dello Stagnone, invece, sono morte quattro persone nella pratica di uno sport che non solo è vietato dal regolamento della riserva e che l’Ente gestore si guarda bene dal non consentire o almeno regolamentare, ma che è addirittura non in regola con le norme dettate dalle ordinanze della guardia costiera.



Maria Letizia Pipitone

Presidente del Circolo Legambiente Marsala-Petrosino