01/10/2019 06:00:00

I cani investiti e uccisi a Marsala. Caccia al suv "killer". Ma qualcosa non ha funzionato

 Commozione e sdegno a Marsala per i due cani investiti e uccisi venerdì mattina nei pressi del Monumento ai Mille.


Erano circa le 10 quando un suv ha investito due cagnoline randagie, con il conducente che, senza fare una piega, ha pigiato sull'acceleratore ed è fuggito via.

Una delle due cagnoline è morta sul colpo, l’altra dopo un’ora di agonia. Le telecamere del posto e il racconto dei testimoni presenti, tutto regolarmente verbalizzato, dovrebbero fare individuare il colpevole. Investire e non soccorrere un animale, infatti, è reato.


Ma ha destato altrettanta irritazione quello che è successo dopo. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti subito dopo i Vigili Urbani di Marsala, diretti dalla Comandante Michela Cupini, mettendo in atto tutta la procedura del caso. Infatti è stato immediatamente chiamato il canile municipale, i cui operatori in un primo momento sono intervenuti sul posto accertando la morte di uno dei due cani. Ma non è stato possibile trasportarlo in canile perché struttura chiusa per esubero.


Il paradosso si manifesta ogni giorno, il canile è allo sbando, vive la sua stagione peggiore. Quel cane senza vita non avrebbe occupato nessun box ma un posto in cella frigorifera attendendo la ditta di Menfi che smaltisce le carcasse.
Quel cadavere di cane è rimasto sulla strada fino alle ore 18 del pomeriggio, coperto con un lenzuolo bianco, con i vigili a presidiare la zona.
In tutto questo non si dimentichi che l’altro cane è morto perché nessuno ha prestato soccorso. Lasciato in agonia per poi perire dopo un’ora dall'incidente.

Perfino i sanitari del 118, che passavano da lì, si sono fermati e hanno tentato di salvare il cane, mentre dal canile nessun intervento. Il Comando dei Vigili, tiene a precisare Cupini, non solo è intervenuto appena investito della questione ma ha immediatamente attivato i canali di comunicazione con la struttura del canile e con la ditta di Menfi per smaltire la carcassa del primo cane deceduto.

Fino alle ore 14 il primo veterinario in forza al canile municipale non è intervenuto, il cane sopravvissuto non è stato trasportato in canile o in struttura privata per le cure dovute. Si è aspettato il veterinario reperibile, trapanese, che non ha potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi i cani.

Gravi carenze all’interno del canile che evidentemente nel rimpallo delle responsabilità ha dimenticato che sul ciglio della strada non c’era un orsacchiotto ma un cane morente, divenuto poi carcassa.
E’ evidente che vanno riviste le sensibilità in questa città ma è anche chiaro come una struttura, nata sotto la sindacatura di Renzo Carini, non ha più l’efficienza di un tempo.

A questo si aggiunga che il problema del randagismo, certamente, non si risolve con la partenza di 37 cani che dopo anni di vita dentro un box finiranno chissà in quale struttura, per di più con un costo esorbitante di 50 mila euro. I box vuoti si riempiranno nell’immediato. Manca la consapevolezza di cosa significhi sensibilità all’adozione e campagna di sterilizzazione.

Il canile per molti è solo un problema, trattato con superficialità, tanto lì dentro i cani non votano e se muoiono sono bocche in meno da sfamare.

E questa mattina, riguardo ai cani randagi, riportiamo sulle pagine di tp24.it la notizia di un'aggressione ai danni di un uomo che è stato morso ai testicoli. L'uomo si trovava in un suo magazzino, nei pressi del Salato, insieme alla moglie che lo ha soccorso e accompagnato in ospedale.