Legge sugli appalti, le associazioni accanto alla Regione contro il no del Governo
Associazioni dell'edilizia accanto alla Regione contro l'impugnativa da parte del Consiglio dei ministri dell'articolo 5 del collegato alla finanziaria che ha bocciato la modifica del criterio di aggiudicazione degli appalti sotto una certa soglia. Ance Sicilia, Cna costruzioni, Anaepa Confartigianato, Claai, Casartigiani, Legacoop, Confcooperative e Creda sono intervenute e si sono schierate a fianco della Regione che adesso pensa se opporsi all'impugnativa decisa a Palazzo Chigi. Venerdì prossimo la questione sarà discussa a Catania nel corso di un incontro convocato dall'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone.
«Le poche opere aggiudicate sono state appannaggio di imprese spesso non siciliane e che per risparmiare non hanno rispettato le regole sulla qualità dei materiali e sui contratti di lavoro», si legge in una nota congiunta delle associazioni. «La Sicilia - proseguono le associazioni - è disseminata di incompiute e crolli ed è una delle poche regioni d'Italia in cui sono aumentati infortuni e morti sul lavoro. La Regione siciliana è l'unica che ha avuto il coraggio di opporsi varando per ben due volte una norma che propone un sistema alternativo, beninteso al di sotto della soglia di importo di interesse comunitario, trasparente, non predeterminabile, contro i ribassi anomali e a tutela delle regole, della sana concorrenza e della sicurezza dei lavoratori. Su questo tema mancano il dialogo, il confronto e la proposta di alternative. L'azione della Regione va sostenuta in ogni modo».
Il primo passo sarà la trasformazione del tavolo tecnico tra Regione e associazioni in un organismo permanente: appuntamento a Catania venerdì prossimo. «In quella sede, mettendo assieme il contributo delle varie sigle, concorderemo una linea d'azione comune sulla difesa della nostra riforma del sistema regionale degli appalti pubblici e l'opportunità di resistere dinanzi alla Corte costituzionale», spiega Falcone.
Il settore edile continua a mostrare segnali di debolezza, nonostante il miglioramento della congiuntura a livello nazionale. Secondo i dati delle casse edili, le ore lavorate si sono ridotte dell'11,9% (del 10,8% nel 2017), con una flessione più intensa nel segmento dei lavori pubblici. Secondo i dati del Cresme, l'importo dei bandi di gara per lavori pubblici nell'Isola è ancora cresciuto nel 2018 (19,5%), a fronte di un numero di gare sostanzialmente analogo a quello del 2017. Secondo i dati di Ance Sicilia, riportati sull'ultimo rapporto regionale della Banca d'Italia, alla fine di ottobre del 2018 risultavano aggiudicate poco più di un quinto delle gare bandite nel 2017.
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