18/11/2019 06:00:00

Persi in Sicilia quasi 16mila posti di lavoro nel 2019. La crisi è preoccupante

 Il quadro della situazione economica della Sicilia è più che mai sconfortante. Nei primi mesi del 2019 l’economia regionale ha registrato ulteriori segnali di indebolimento. E’ questo il quadro delineato dal lavoro redatto dalla sede di Palermo della Banca d’Italia svolto con la collaborazione delle altre filiali della Regione.

Il segno negativo dei ricavi nel settore dei servizi, è stato influenzato dalla riduzione dei flussi turistici, ed è proseguita la flessione dell’attività nell’edilizia. Le vendite delle aziende manifatturiere hanno mostrato una maggiore tenuta, nonostante il calo delle esportazioni; la crescita degli investimenti industriali, che aveva caratterizzato il biennio precedente, si è arrestata.

L’elevato grado di liquidità delle aziende, favorito anche dai buoni risultati reddituali degli ultimi anni, ha frenato la domanda di nuovi finanziamenti. Nella media del primo semestre dell’anno l’occupazione in Sicilia è diminuita rispetto allo stesso periodo del 2018, a fronte di un incremento in Italia. Il numero dei lavoratori autonomi è ancora calato mentre è leggermente cresciuto quello dei dipendenti; per questi ultimi, nel settore privato si è osservato un aumento delle posizioni a tempo indeterminato. In connessione con una riduzione nell’offerta di lavoro, il tasso di disoccupazione è diminuito, rimanendo però doppio rispetto a quello medio nazionale. Alla fine di giugno i prestiti bancari all’economia siciliana sono risultati stazionari rispetto a dodici mesi prima, interrompendo la debole crescita in corso da circa un triennio. L’andamento ha risentito in particolare della contrazione del credito al settore produttivo; è invece proseguita l’espansione dei finanziamenti alle famiglie consumatrici. Il flusso dei nuovi crediti deteriorati è rimasto contenuto e inferiore al livello pre-crisi; segnali di peggioramento si sono rilevati tuttavia per le imprese, soprattutto per quelle manifatturiere e delle costruzioni. Si è intensificato l’aumento dei depositi bancari detenuti dalle famiglie e dalle imprese.

Occupazione in calo - Nella prima parte del 2019 è proseguita la riduzione dell’occupazione iniziata alla fine dello scorso anno. Il numero di occupati, nella media del semestre, si è ridotto di circa 15.600 unità rispetto allo stesso periodo del 2018 (-1,1 per cento;) il calo è stato più marcato che nel Mezzogiorno (-0,4 per cento) e si confronta con un incremento nella media nazionale (0,5 per cento). La riduzione del numero di occupati, che è stata particolarmente elevata nelle costruzioni, ha interessato anche gli altri principali settori di attività economica ad eccezione dell’agricoltura. La flessione dell’occupazione riguarda sia gli uomini sia le donne ed è dipesa dalla diminuzione del numero dei lavoratori autonomi, a fronte di un lieve aumento dei dipendenti.

I dati dell’industria – Nella prima parte dell’anno l’attività industriale ha fatto registrare una debole crescita. Secondo i risultati del sondaggio della Banca d’Italia, condotto presso un campione di 130 imprese con almeno 20 addetti, nei primi nove mesi del 2019 circa il 40 per cento delle aziende ha indicato un incremento dei ricavi, a fronte del 20 per cento che ne ha segnalato un calo. Nel primo semestre del 2019 le esportazioni sono diminuite del 17,3 per cento a prezzi correnti. Le vendite di prodotti petrolchimici, che rappresentano oltre il 60 per cento dell’export regionale, sono diminuite drasticamente anche in quantità. Tra gli altri comparti di specializzazione, si è ridotto l’export agricolo, mentre quello dell’industria alimentare è cresciuto solo lievemente; il principale contributo positivo è derivato dall’elettronica. Il calo delle vendite è stato diffuso tra i principali mercati di sbocco e più intenso per i paesi extra-UE, in ragione soprattutto dei raffinati del petrolio. Per il complesso dei settori non oil sono cresciute le esportazioni verso i mercati americano e, soprattutto, asiatico.

Le costruzioni e il mercato immobiliare – Le condizioni nel settore delle costruzioni permangono sfavorevoli. Dopo essere diminuite del 7,2 per cento nel corso del 2018 le ore lavorate denunciate alle casse edili si sono ridotte del 4,6 per cento nei primi sei mesi dell’anno. Il calo, concentrato territorialmente nelle province di Caltanissetta e Palermo, è stato più marcato nel segmento dei lavori pubblici. Secondo i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, le compravendite di immobili residenziali sono cresciute a un ritmo meno intenso rispetto al 2018 (3,1 per cento nei primi sei mesi del 2019; 7,5 nel 2018). La crescita ha riguardato i comuni diversi dai capoluoghi di provincia e si è accompagnata a una stabilizzazione dei prezzi medi di vendita, che erano ancora diminuiti nel 2018. I bandi per la realizzazione di opere pubbliche sono cresciuti in valore (4,0 per cento; 19,5 nel 2018), nonostante la riduzione del numero di gare; la crescita ha riguardato la provincia di Palermo e, in misura minore, Agrigento.

La demografia delle imprese – Nella prima metà dell’anno il numero di imprese attive è rimasto sostanzialmente stabile, con dinamiche differenziate tra i settori: sono diminuite le imprese dell’industria e del commercio, in particolare al dettaglio, mentre è aumentato il numero di operatori negli altri comparti del terziario.

Redditi imprese - Secondo i risultati del sondaggio congiunturale della Banca d’Italia la redditività delle imprese siciliane è leggermente migliorata: quasi l’80 per cento delle aziende prevede di chiudere l’esercizio in utile (69 per cento nella rilevazione del 2018), meno di una su dieci si attende una perdita (13 per cento nel 2018). Il rafforzamento ha interessato in misura analoga le imprese industriali e quelle dei servizi e ha riguardato soprattutto le imprese più piccole, che partivano da risultati reddituali inferiori. Il miglioramento della redditività ha contribuito a rafforzare il grado di liquidità del settore produttivo: a giugno del 2019 il valore delle attività maggiormente liquide detenute dalle imprese presso il sistema bancario (depositi con scadenza entro un anno e titoli quotati) era pari a 2,0 volte quello dell’indebitamento a breve termine (1,7 alla fine dell’anno precedente); all’incremento dell’indicatore ha contribuito prevalentemente l’aumento dei depositi.

I consumi e l’indebitamento delle famiglie - Nel 2019 per il Mezzogiorno il clima di fiducia dei consumatori è peggiorato: l’indicatore, elaborato dall’Istat, nei primi nove mesi dell’anno si è mantenuto su livelli mediamente inferiori rispetto a quelli registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. Nell’ambito dei consumi delle famiglie siciliane, tra i beni durevoli, i dati forniti dall’Associazione nazionale filiera industria automobilistica (ANFIA) mostrano, nei primi nove mesi del 2019, una modesta riduzione delle immatricolazioni di autovetture (-0,5 per cento). Il reddito disponibile delle famiglie ha beneficiato, a partire da aprile, dell’avvio delle prime erogazioni del Reddito di cittadinanza, una misura di contrasto alla povertà a supporto dei redditi delle famiglie più in difficoltà economica, avente anche finalità di politica attiva del lavoro (cfr. L’economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali, Banca d’Italia, Economie regionali, 22, 2019). Secondo i dati più recenti dell’INPS riferiti al mese di settembre, in Sicilia i nuclei familiari beneficiari di Reddito di cittadinanza o di Pensione di cittadinanza (cfr. il capitolo 5: Le famiglie nella Relazione annuale sul 2018) ammontavano a oltre 163.200, pari a poco più dell’8 per cento delle famiglie residenti in regione (la corrispondente quota per il Mezzogiorno è di quasi il 7 per cento) e a oltre il 17 per cento dei nuclei beneficiari in Italia. L’importo medio mensile erogato è stato di 530 euro per famiglia (482 nella media italiana).

I finanziamenti e la qualità del credito - I finanziamenti bancari alla clientela residente in Sicilia hanno rallentato nel corso del primo semestre del 2019; a giugno il tasso di crescita risultava pressoché nullo. Sulla debolezza dei prestiti ha inciso l’andamento del credito al settore produttivo che, dopo la modesta espansione registrata negli ultimi mesi del 2018, è tornato a diminuire nel secondo trimestre dell’anno risentendo anche della debolezza degli investimenti. I finanziamenti alle famiglie consumatrici hanno invece continuato a crescere a ritmi sostenuti, sospinti dall’aumento della domanda di credito al consumo.



https://www.tp24.it/immagini_banner/1600867314-ct-24.gif
https://www.tp24.it/immagini_banner/1599840395-amministrative-2020-consigliere.gif
https://www.tp24.it/immagini_banner/1600701005-amministrative-2020-consigliere.jpg
https://www.tp24.it/immagini_banner/1601406175-amministrative-2020-consigliere.jpg