18/12/2019 06:00:00

La Sicilia ultima per qualità della vita. La provincia di Trapani al 101° posto

La provincia di Trapani è al 101° posto della classifica della qualità della vita in Italia, redatta dal sole 24ore. A farle compagnia in questa sorta di disastro collettivo sugli indicatori della vita dell’Isola, ci sono quasi tutte le altre province siciliane.

Sette, infatti, sono negli ultimi undici posti della classifica. L’indagine 2019 sulla qualità della vita fotografa una Sicilia che non sta affatto bene. Caltanissetta si trova al 107° posto, ultimo della classifica che vede tutte le province dell’Isola perdere terreno.

Si salvano o meglio restano a galla, Ragusa all’80° posto anche se è scesa di sette posizioni rispetto ad un anno fa e Siracusa che perde 8 posizioni e rispetto all’anno scorso e si colloca così alla posizione numero 90.

Poi si scende ancora e nei gradini più bassi troviamo alla posizione numero 97, Catania, che perde 13 piazze e rimane davanti a Palermo al 98° posto e scesa di 11 caselle posizioni.

Messina si trova al numero 100 ed è fra le città peggiorate di meno, 4 posizioni perse rispetto al 2018 e precede Trapani, come detto, centounesima e in calo di 12 posizioni, e Agrigento (centoduesima e arretrata di 9), prima di arrivare alla posizione 104 di Enna (meno due posizioni) e il fanalino di coda Caltanissetta, descritta dal Sole24Ore come un luogo che ha perso 11mila abitanti per aver sofferto di “decenni d’isolamento e criminalità”.

Questo il commento del governatore della Sicilia, Nello Musumeci, riguardo ai dati sulla qualità della vita nelle province italiane del Sole 24 ore:


"Le province siciliane sono all'ultimo posto della graduatoria nazionale da 73 anni e vi staranno ancora per molto se non saremo capaci di cambiare mentalità noi che facciamo finta di voler cambiare ma ci adagiamo sul proverbio meglio il cattivo conosciuto che il buono da scoprire".  "Dobbiamo recuperare tantissimo arretrato - ha detto - ci sono 4 miliardi da spendere, ma non ho trovato alcun progetto nei cassetti della Regione; non abbiamo trovato tecnici perché dal 1991 non si fanno concorsi mentre qualche uccello del malaugurio cerca di far dimenticare il disastro del passato. E siccome non sono ricattabile e non mi faccio per la giacca da nessuno, vado avanti tranquillo perché devo rendere conto solo al popolo siciliano". In merito alla viabilità in Sicilia, Musumeci ha detto che: "le strade nella nostra isola sono una tragedia, una vergogna. La manutenzione è a carico o dello Stato o delle Province su 3 mila 700 km di strade statali e 17 mila km di strade provinciali. Ebbene, hanno distrutto le province e nessuno si è preoccupato di dire chi si deve occupare delle strade provinciali".

Guglielmo Maggio, rappresentante dell'Associazione Strutture Extralberghiere e Locazioni Brevi di Marsala: "La qualità della vita in provincia peggiora. Siamo infatti al 101esimo posto (su 107) nell'edizione 2019 della classifica del Sole 24 Ore: 12 posizioni più in basso rispetto al 2018. Ma le brutte notizie non finiscono qui: dall'indagine, che prendendo in considerazione 90 indicatori fotografa il benessere nelle province italiane, emerge chiaramente che nel settore che più interessa il comparto turistico, le cose non vanno meglio. Infatti la provincia, nel settore "cultura e tempo libero", passa dall' 81esimo al 92esimo posto. Auspichiamo che la prossima amministrazione prenda in considerazione questi dati e si adoperi per farci risalire la classifica".

La classifica generale - Milano conferma la sua leadership e vince per il secondo anno consecutivo la Qualità della vita 2019, la graduatoria del Sole 24 Ore giunta alla trentesima edizione e pubblicata oggi sul quotidiano e sul sito. L’ultima classificata, quest’anno, è Caltanissetta. La Qualità della vita 2019 è una versione extra large della tradizionale indagine del quotidiano sul benessere nei territori, su base provinciale: rispetto all’anno scorso, infatti, il numero di indicatori è aumentato da 42 a 90, divisi in sei macro aree tematiche che indagano altrettante componenti dello star bene. Le classifiche di tappa sono: “Ricchezza e consumi”, “Affari e lavoro”, “Ambiente e servizi”, “Demografia e società”, “Giustizia e sicurezza”, “Cultura e tempo libero”.

Il capoluogo lombardo vanta più record: oltre alla prima posizione nella classifica generale, ottiene anche il primato nella categoria “Affari e lavoro”, il secondo posto nella classifica di tappa “Ricchezza e consumi” e il terzo in “Cultura e tempo libero”. È negativa, invece, la performance in “Giustizia e sicurezza”: il capoluogo lombardo, con la sua provincia, si piazza in ultima posizione soprattutto per numero di reati denunciati e litigiosità. Un dato che potrebbe essere letto anche come segno che a Milano, a differenza di altre realtà geografiche, i cittadini denunciano di più i reati.

La top 10 tra province autonome e new entry. I vincitori delle 6 macroaree.
Subito dietro il capoluogo lombardo, nella classifica generale 2019, si confermano le province dell’arco alpino: sul podio ci sono anche Bolzano e Trento, rispettivamente al secondo e al terzo posto, seguite da Aosta. A spingerle sono i record “di tappa”, ovvero le macro aree tematiche di cui è composta la classifica generale: Aosta è prima in “Ricchezza e consumi”, Trento vince in “Ambiente e servizi” e Bolzano in “Demografia e società”. Per gli altri record di tappa, Oristano è prima in “Giustizia e sicurezza” e Rimini in “Cultura e Tempo libero”.
Nella top ten delle province più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (5ª) e Treviso (8ª), quest’anno entra la provincia di Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e - a chiudere la top ten - Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti.

I TREND 2019: Il Sud ancora in coda - Le grandi città in crescita - La coda della classifica è occupata dalle province del Sud: Caltanissetta occupa l’ultimo posto per la quarta volta nella storia dell’indice dopo le performance negative del 1995, nel 2000 e nel 2008. Foggia (105ª) e Crotone (106ª) la precedono di poco. Se il caso di Milano è emblematico, questa classifica fotografa le performance positive di tutte le province delle grandi città: Roma, diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Napoli, pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81°), rispetto alla scorsa edizione della Qualità della vita ha all’attivo una salita di 13 posizioni. Sulla stessa linea le performance di Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20°), Genova sale di 11 gradini (45°), Firenze di sette (15°) e Torino è 33esima (+ 5 sul 2018). Infine, Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67° posto. Bologna in calo pur restando nella parte alta della classifica al 14° posto.

Le performance regionali - Allargando il focus dell’analisi dei dati su base regionale, riemerge la contrapposizione Nord-Sud, con Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna - che cresce, soprattutto nella classifica di tappa “Affari e lavoro” - e dalla Lombardia. In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria, rispettivamente ultima e penultima.