04/01/2020 07:23:00

Non solo Fortè, verso il fallimento anche i supermercati Spaccio Alimentare

 Crisi nera per la grande distribuzione in Sicilia. Non c'è solo il caso del gruppo Fortè, con i supermercati chiusi in tutta la Sicilia, provincia di Trapani compresa, ma c'è anche la crisi dello Spaccio Alimentare. 

I lavoratori, in cassa integrazione a zero ore  a causa della concomitante procedura di concordato presentata dalla società siciliana che opera nella grande distribuzione organizzata, sono molto allarmati per il mantenimento dei loro livelli occupazionali.

Un intreccio di varie situazioni, compresa quella legata alla procedura di concordato a sua volta presentata dalla proprietà Distribuzione Cambria che, di giorno in giorno, alimenta angoscia e smarrimento.

La crisi dei supermercati Fortè, invece, colpisce tutta la Sicilia. Lo sciopero ad oltranza continua anche nelle province di Trapani e Agrigento. Nel trapanese quasi tutti i market sono chiusi da Natale con una sessantina di lavoratori che temono seriamente di perdere il lavoro non percependo lo stipendio da cinque mesi.


"Il 07 gennaio 2020 - scrive in una nota il sindacato Confsal - scatterà l’ora zero fissata dal tribunale di Catania che, in caso di dichiarazione dello stato di insolvenza della società meridi srl, affiderà la gestione dell’impresa ai tre commissari giudiziali designati dal ministero dello sviluppo economico. Gli stessi commissari, accertato lo stato di insolvenza valuteranno la presenza di concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attivita' imprenditoriali che potrà realizzarsi - in via alternativa - tramite l’attuazione di un programma di cessione dei complessi aziendali, oppure tramite la ristrutturazione economica e finanziaria dell'impresa, sulla base di un programma di risanamento di durata non superiore a due anni".

Tra i lavoratori, che secondo il sindacato sarebbero in arretrato del 50 per cento della quattordicesima e degli stipendi di agosto, settembre, ottobre, novembre e tredicesima 2019, "serpeggia tra i dipendenti un crescente senso di sfiducia. qualcuno tra i lavoratori, in assenza di reddito impossibilitati a gestire dignitosamente le proprie famiglie, ha iniziato a presentare istanza di licenziamento per giusta causa per potere godere dell’erogazione trattamento di disoccupazione Inps".