18/01/2020 07:30:00

Un libro per ricordare Onofrio Zappalà, siciliano ucciso nella strage di Bologna

 Il 2 agosto di quest’anno saranno quarant’anni esatti dalla strage alla stazione di Bologna, tra le 85 vittime di quel maledetto giorno c’era Onofrio Zappalà, un ragazzo siciliano di appena 27 anni.

Alle 10.25 la sua giovane vita venne spezzata dalla violenza fascista dei NaR, i Nuclei armati rivoluzionari. Pochi giorni fa Gilberto Cavallini è stato condannato, dalla Corte di assise di Bologna presieduta da Michele Leoni, all’ergastolo per aver collaborato alla strage fornendo la macchina che portò il commando da Villorba di Treviso( in Veneto) a Bologna, un rifugio e documenti falsi agli altri terroristi neri. Gilberto Cavallini è il “quarto uomo”, gli altri suoi compagni: Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini. Cavallini che si è sempre proclamato innocente è stato condannato per strage( articolo 442) ma non con finalità eversive(285) ed è detenuto in semilibertà a Terni.
Il 15 gennaio è uscito in anteprima un libro di Natale Caminiti e Antonello D’Arrigo dal titolo “dalla strage di Bologna-Quindici su Quaranta”.


Secondo Antonello D’Arrigo- uno dei due autori del volume, anche se “ io non sono sono un autore ma semplicemente un compagno di classe che insieme ad altri compagni e ad una associazione( l’associazione si chiama “Amici di Onofrio Zappalà”) vogliono consegnare il ricordo scritto di Onofrio Zappalà”-, il 1980 è stato un anno orribile per la storia italiana, “dalla morte del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella alla morte del capitano Basile( 4 maggio 1980) piuttosto che del Procuratore Costa (6 agosto 1980), in quel solo anno ci furono tante vittime a causa del terrorismo e della mafia. Il dovere della memoria ci impone di ricordare, di ricordare a noi stessi che abbiamo vissuto quel periodo terribile e di ricordarlo ai giovani che non l’hanno vissuto e per questo ci è sembrato doveroso scrivere un libro che parli della strage, che parli di Onofrio ma che con il percorso dell’associazione e degli incontri che ci sono stati fornisce spunti di riflessione e di approfondimento”.


Il libro si avvale della prefazione di Nando Dalla Chiesa e di alcuni contributi di personalità a tema come l’ex giornalista di rai 3 Roberto Scardova per il quale “ grazie al lavoro incessante dei volontari, dei membri delle associazioni dei parenti delle vittime del terrorismo si sono ottenuti dei risultati, si è obbligato lo Stato a mettere insieme i documenti che prima venivano nascosti, abbiamo messo insieme informazioni che prima era impossibile mettere insieme e così abbiamo saputo con certezza che l’Italia è stata per tanti anni, dopo la seconda guerra mondiale, in balia di una strategia che pur di impedire a questo paese di andare in una certa direzione, diciamo a sinistra, per impedire all’Italia di essere governata dalle sinistre si facevano operazioni di terrorismo per spaventare i cittadini e impedirgli di scegliere liberamente”; o di Paolo Bolognesi, Presidente della Associazione nazionale familiari vittime della strage del 2 agosto 1980, che ha ribadito l’importanza della conoscenza della storia italiana. “ Noi come associazione di Bologna siamo stati molto vicini all’associazione “Amici di Onofrio Zappalà” perché la vediamo come un’operazione di memoria e un’altra operazione di conoscenza come le altre iniziative che ci sono state nel passato che hanno contribuito a diffondere la memoria e la conoscenza della strage del 2 agosto. I terroristi di quegli anni non erano spontaneisti armati, una strage del genere aveva bisogno di un’organizzazione ben precisa”. L’emozione nel volto di Bolognesi è evidente, il giorno della sentenza che ha condannato Cavallini all’ergastolo, il presidente della associazione bolognese ha atteso il verdetto fuori dall’aula. I suoi avvocati non si fermeranno. “ Adesso abbiamo questo dovere che ci muove: continuare in tempi brevi una battaglia sui mandanti” ha detto il legale Andrea Speranzoni. Si arriverà mai ad una verità?
Il libro è stato presentato nella sala Piersanti Mattarella all’Assemblea regionale siciliana.