Marsala, parrucchiere ed estetiste continuano a lavorare di nascosto. La protesta
Parrucchieri ed estetisti di Marsala continuano ad andare a casa dei loro clienti o a riceverli nelle loro abitazioni.
Continuano, dunque, a lavorare nonostante i divieti imposti dal decreto (abbiamo scritto anche qui) per il contenimento e la diffusione del covid-19. E' questo l'allarme lanciato dall'associazione di categoria che assieme alla CNA hanno scritto al sindaco Alberto Di Girolamo affinché intervenga con dei controlli per fermare quello che sta accadendo a discapito della salute pubblica e anche di chi correttamente si sta attenendo alle regole.
"Egregio sig.sindaco, l'Ass.P.e.r.(parrucchiere estetiste riunite) e la CNA siamo rammaricati di dover rendere noto, in un momento così difficile e doloroso per la nostra comunità, un fenomeno di abusivismo di queste professioni - si legge nella nota inviata al primo cittadino - che si verifica sia presso il domicilio dei soggetti abusivi sia andando a casa dei cittadini che richiedono tale servizio. Ci rendiamo conto che le priorità delle Istituzioni e delle Forze dell'ordine siano altre,ma noi oltre ad essere cittadini siamo lavoratori con scadenze ,oneri e doveri da rispettare. Rispettando i decreti del Governo,e ancor prima della loro emanazione,per tutelare la salute dei nostri clienti abbiamo chiuso le nostre attività".
"Pertanto riteniamo grave che parrucchiere ed estetiste abusive continuano ad esercitare presso la propria abitazione o quella dei loro clienti. Non solo implementando il lavoro nero dilagante nel nostro territorio ma soprattutto non rispettando le attuali restrizioni. Basta guardare sui social
per rendersi conto di come queste persone si facciano pubblicità per il loro lavoro. Sicuramente non è il momento di affrontare il tema del lavoro sommerso - continua la nota -, ma è il momento di intervenire sul mancato rispetto delle attuali restrizioni, considerato che la "depilazione o la messa in piega" non solo non sono esigenze essenziali ma soprattutto vengono svolte a stretto contatto. Le chiediamo, pertanto, di svolgere i dovuti controlli - concludono - per la tutela non solo della nostra professione ma soprattutto della salute della nostra comunità".
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