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26/04/2020 08:00:00

L'emergenza Covid, il lockdown per imprese e professionisti e la mancanza di risposte concrete del Governo

 L’emergenza da Covid-19 ha bloccato il lavoro di molti, dalle attività come ristorazione e bar, dagli hotel ai taxi, dalla vendita delle auto ai centri estetici. Attività paralizzate causa lockdown, del resto la salute viene prima di ogni cosa.

I panifici sono allo stremo, il crollo delle vendite li ha costretti a ridurre anche la quantità di pane sfornato, contano un 70% di fatturato in meno.

In molti si chiedono come faranno a riaprire, con quali risorse. I bar sono stati costretti a mettere in cassa integrazione i loro dipendenti, anche quella ancora arenata nelle sabbie mobili della burocrazia.

Purtroppo la situazione è più grave di quella che emerge a colpo d’occhio, se la pandemia non ha causato milioni di morti, come accaduto in Lombardia, potrebbe provocare una guerra sociale. Il governo regionale è impreparato ad affrontare la situazione, quello nazionale idem.

Non si può affermare di avere emesso dei provvedimenti in emergenza per curare le imprese, i piccoli imprenditori, le partite iva, quando poi i cittadini continuano a non ricevere nulla. Se tutto andrà bene sarà ancora peggio tra qualche mese.

Perché la crisi, sia sanitaria ma ancor di più quella economica, non terminerà il 3 maggio. Ci sarà molto da lavorare e da sbracciarsi, lo faranno come al solito gli imprenditori, gli autonomi, che sanno cosa significa lavorare, che sanno quando fare sacrifici e sanno anche che il governo ha allisciato loro l’anima per una becera propaganda.

Allo stesso modo ci sono i professionisti che hanno gli studi chiusi, dagli avvocati agli odontoiatri.
I commercialisti e i consulenti stanno lavorando per i loro clienti, lo stanno facendo gratis, pagheranno quando potranno.
Lavorano su decreti e provvedimenti del governo nazionale che puntualmente vengono aggiornati, quindi il lavoro va rifatto.

I notai non lavorano, del resto chi ha venduto e acquistato in questo tempo così difficile? Ma soprattutto chi acquisterà dopo? Chi potrà farlo?
Il periodo emergenziale è destinato a durare per ancora tanti anni, due mesi di stop provocano una rottura nel sistema economico produttivo che non potrà essere ricomposta in un tempo breve.

Molti di questi professionisti hanno fatto richiesta del sussidio dei 600 euro, un emolumento che ancora non è arrivato a tutti creando ulteriori difficoltà. Il sostegno morale del Premier Giuseppe Conte non basta più, è necessario intervenire immediatamente con misure che non siano inefficaci. Le tasse andranno comunque pagate, sarebbe stata utile una misura da “anno bianco”, senza il pagamento delle imposte.
Si tratta di interi ordini professionali, dai medici con studi privati ad ingegneri, avvocati, geometri, architetti. Gli enti pubblici non pagano al momento il dovuto, i privati non saldano le loro fatture: con le aziende chiuse e le attività sospese non hanno introiti.

Non si può fare finta che tutto questo non accada. Studi vuoti, cantieri chiusi, poca liquidità in giro. Quello che verrà dopo sarà sempre emergenziale, la gente avrà timore, spenderà con oculatezza, penserà all’essenziale, non acquisterà mobili o oggetti di lusso, non ristrutturerà casa. La politica deve affrettarsi a dare delle risposte celeri e concrete al cittadino.



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