10/06/2020 08:14:00

Marsala, barista assolto da maltrattamenti, ma condannato per violenza e danneggiamento

Assolto da maltrattamenti in famiglia con il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale (“quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso”, etc.), il 37enne barista marsalese Ignazio Liuzza è stato, però, condannato a quattro mesi e 10 giorni di reclusione per i reati di violenza privata in danno dell’ex moglie (M.L.P., di 33 anni) e danneggiamento aggravato.

La sospensione della pena è stata subordinata al risarcimento del danno liquidato dal giudice con la stessa sentenza. La subordinazione della sospensione è dovuta al fatto che l’uomo, in passato, ha subito un’altra condanna.

A precisare i termini della vicenda giudiziaria è l’avvocato Vincenzo Forti, legale di parte civile per la donna. La condanna per violenza privata è collegata allo stesso fatto per il quale, lo scorso febbraio, Liuzza è stato assolto dall'accusa di calunnia in danno della moglie.

Secondo l’accusa, in quel caso, l’uomo, il 5 maggio 2017, con una querela orale sporta ai carabinieri, accusò la moglie di lesioni volontarie e omissione di soccorso. Disse che il giorno prima la donna lo aveva investito con l’auto, per poi ripartire a tutta velocità senza prestargli soccorso. E per questo, l’uomo finì sotto processo per calunnia. Il reato di violenza privata per il quale adesso Liuzza è stato condannato è stato contestato perché, secondo l’accusa, avrebbe costretto la donna a fermarsi mentre questa passava in auto. L’uomo, in pratica, si è messo davanti all’automobile. La donna, dopo essersi fermata, ripartì. Secondo il Liuzza, rischiando di travolgerlo. Fu uno degli episodi che ha caratterizzato questo infelice rapporto coniugale. Nello stesso processo davanti al giudice monocratico di Marsala Lorenzo Chiaramonte era imputata, per violazione della corrispondenza (sempre in danno di M.L.P.), anche la sorella di Ignazio Liuzza, Rosaria Silvana Liuzza, che per il reato contestato è stata anche lei condannata. “Mi congratulo sinceramente con l’ottimo collega Duilio Piccione – dice l’avvocato Vincenzo Forti - soprattutto perché ha compreso una regola aurea di vita in questo mondo: non conta ciò che è ma conta solo ciò che appare”. Nel frattempo, M.L.P. fa sapere che sta valutando la possibilità di querelare l’avvocato Piccione per diffamazione a mezzo stampa per alcune affermazioni del legale della sua controparte che secondo la donna non corrisponderebbero “al vero”. E in particolare quelle relative alla possibilità dell’ex marito di vedere i figli. Intanto, il Liuzza è attualmente sotto processo anche per omesso mantenimento dei due figli. La prossima udienza sarà il 13 ottobre, mentre tra pochi giorni, il 17 giugno, si terrà invece la prima udienza preliminare per un altro procedimento a carico del Liuzza, con l’accusa di stalking, nonché per l’ulteriore reato di violazione dolosa del divieto di avvicinamento alla persona offesa.