Alcamo, indennizzo all’ex capo dell’Avvocatura Giovanna Mistretta: ecco perché
Si chiude con un assegno da quasi diecimila euro una vicenda che per anni ha attraversato tribunali penali e civili.
Il Comune di Alcamo ha riconosciuto un indennizzo economico a Giovanna Mistretta, ex dirigente e per lungo tempo titolare dell’Avvocatura comunale, ponendo fine a un contenzioso che affonda le radici nel 2014.
Dopo l’assoluzione in appello dall’accusa di peculato, l’ex dirigente ha ottenuto un accordo transattivo con l’ente. Una soluzione che evita ulteriori strascichi giudiziari e chiude definitivamente la partita.
Dalla condanna in primo grado all’assoluzione in Appello
La vicenda giudiziaria comincia tra il 2014 e il 2015, quando la Mistretta finisce sotto processo con l’accusa di peculato. In primo grado arriva una condanna a un anno, dieci
mesi e venti giorni di reclusione (pena sospesa), per essersi auto-liquidata – secondo l’originaria accusa – alcune somme destinate alle spese legali dell’ente.
Lo scorso anno, però, la Corte d’Appello di Palermo ha ribaltato completamente quella decisione. I giudici hanno assolto la dirigente con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.
Nelle motivazioni si legge che le irregolarità contestate erano il frutto di una cattiva organizzazione interna del Comune. In particolare, non era mai stato istituito il conto corrente dedicato previsto dai regolamenti comunali per la gestione delle spese legali. Un’omissione attribuita non solo all’imputata, ma anche ad altri uffici dell’ente, in primis quelli finanziari e di ragioneria.
La Corte ha inoltre valutato l’esiguità delle somme contestate – circa 2.700 euro – e il fatto che gran parte di esse fossero state effettivamente utilizzate per contenziosi del Comune, con le eventuali eccedenze poi restituite.
Elementi che hanno portato all’assoluzione definitiva.
L’accordo economico: quasi 10 mila euro
Dopo la chiusura del procedimento penale, la vicenda si è spostata sul piano civile e lavoristico.
L’intesa raggiunta tra la Mistretta e il Comune di Alcamo prevede il pagamento complessivo di 7.500 euro in favore dell’ex dirigente:
– 6.000 euro netti a titolo di indennizzo, considerati omnicomprensivi e definitivi rispetto a qualsiasi ulteriore pretesa legata al rapporto di lavoro;
– 1.500 euro come contributo spese.
Tenendo conto anche degli oneri a carico dell’ente, l’importo complessivo liquidato ammonta a 9.790,80 euro.
L’accordo ha comportato la dichiarazione di improcedibilità dell’appello promosso dalla Mistretta contro una precedente sentenza del Tribunale di Trapani in sede civile, chiudendo così definitivamente il contenzioso.
La transazione è stata formalizzata senza riconoscimento di responsabilità da parte del Comune, che ha scelto la strada della conciliazione per evitare il protrarsi del giudizio.
Una vicenda che, a distanza di oltre dieci anni dai fatti contestati, trova ora il suo epilogo amministrativo ed economico.
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