09/07/2020 11:46:00

Terremoto giudiziario ad Erice. Le reazioni: "La sindaca deve dimettersi"

 Arrivano tante reazioni al terremoto giudiziario di Erice, dove la sindaca Daniela Toscano è stata raggiunta dalla misura cautelare del divieto di dimora con l'accusa di abuso d'ufficio e calunnia.


In molti chiedono le dimissioni della sindaca Toscano, dalla Lega a Fratelli d'Italia a Diventerà Bellissima.
Non chiede direttamente le dimissioni, ma di fare “chiarezza”, invece, il Movimento 5 Stelle. Ecco la nota a firma dei Portavoce al Consiglio comunale di Erice Alessandro Barracco, Eugenio Strongone, e il Senatore Vincenzo Maurizio Santangelo.


Si apprende, in queste ore, dalla stampa che la Sindaca di Erice, Daniela Pecorella Toscano, il marito, Francesco Rallo, e il fratello, il consigliere di Trapani Massimo Pecorella Toscano, hanno ricevuto una notifica di misura cautelare di divieto di dimora nei Comuni di Trapani ed Erice, in esecuzione di ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Trapani su richiesta della Procura della Repubblica. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono abuso d'ufficio, calunnia, atti persecutori, minaccia e traffico di influenze illecite.
E' l'ennesima, triste, notizia di fatti di cronaca giudiziaria che vedono la Sindaca di Erice nel mirino degli inquirenti.
Non c'è ordine politico senza giustizia, né giustizia senza ordine politico; e l'ordine politico, come la giustizia, è essenzialmente un fatto di misura. Questa visione della Politica centrata sulla misura è rappresentato dalle azioni della Pubblica amministrazione ispirate a principi di equità sociale e politica, destinate a TUTTI i cittadini, non invece pensate per i singoli: dare dignità a tutta la comunità, sottrarla alla tirannia, al dominio di uno sui molti. Misura che è mancata a Erice: ne è dimostrazione quanto si legge sulla stampa e che è sotto la lente d'ingrandimento da parte degli organi inquirenti.
Ribadiamo il rispetto del principio di non colpevolezza garantito dalla nostra Costituzione, ma questa volta è necessario che il primo cittadino anteponga il bene della Res pubblica, dei cittadini Ericini, della Città di Erice ai propri interessi. Chiediamo che venga fatta quanto prima chiarezza dai soggetti interessati, magari con una Conferenza Stampa strumento ampiamente utilizzato in altre occasioni- e confidiamo nel preziosissimo lavoro svolto dagli organi inquirenti e giudiziari. Ma soprattutto che questa bruttissima vicenda possa trovare un rapido epilogo, per il bene della comunità tutta.

 

Questa la nota di Diventerà Bellissima che chiede le dimissioni della sindaca Toscano.


Diventerà Bellissima apprende della misura cautelare notificata questa mattina alla Sindaca di Erice, indagata per diversi reati che riteniamo gravi, la quale, oltre a non poter dimorare nei Comuni di Erice e Trapani non potrà svolgere al momento il suo mandato.
Alla “questione morale” che abbiamo già richiamato quale presupposto indefettibile posto a fondamento per ogni pubblico amministratore, assessore o consigliere che sia, si pone adesso una questione ben più grave e delicata e sono i capi d’imputazione da cui si dovrà difendere la Sindaca. Ma lo dovrà fare da libera cittadina nell’ambito di un giusto processo.
Per questo chiediamo che dia respiro alla città e agli ericini e abbia il buon senso di trasmettere subito le dimissioni.

La sindaca deve lasciare anche per Fratelli d'Italia.


Fratelli d’Italia, anche alla luce del provvedimento cautelare applicato nei confronti del sindaco Daniela Toscano e del di lei fratello Massimo, attualmente consigliere comunale a Trapani, non può che insistere nelle già perorate richieste di dimissioni.
Dimissioni per le disfunzioni gestionali, per la pedana per ipovedenti, per le gravi mancanze nella gestione dell’ordinaria amministrazione, per le tante falle registrate nel corso di questo sventurato mandato, dimissioni per la questione morale.
Avevamo denunciato come manifestamente inopportuna la consultazione di certi capi elettori, abbiamo chiesto senso responsabilità rispetto al possibile inquinamento del voto che ha consentito la vittoria al primo turno del sindaco Toscano, abbiamo perfino presentato, con la nostra parlamentare, On. Varchi, interrogazione affinché il Ministro competente verificasse con le autorità di polizia quanto stesse accadendo a Erice e nonostante tutto ciò nessuno dei sostenitori di questa amministrazione si è sentito in dovere di riportare al voto la città, anzi, fino a sabato era Giacomo Tranchida, in uno sproloquio televisivo al TG sud, a vantare il suo sostegno a Daniela Toscano, sino alla settimana scorsa il “golden boy” del sindaco di Trapani, Assessore Safina, osservatore evidentemente distratto, negava che a Erice vi fosse una questione morale.
Speriamo inoltre che il Partito Democratico, che avevamo avvisato, cui era stato chiesto di intervenire, di associarsi alla nostra richiesta di dimissioni, adesso abbia finito di riflettere e con un sussulto di dignità inviti alle dimissioni Daniela Toscano e il di lei fratello.
Crediamo convintamente nella presunzione di innocenza, siamo fiduciosi nell’operato degli inquirenti e ci auguriamo che le persone coinvolte possano difendersi nelle sedi istituzionali ma non da vertici istituzionali, da cittadini.
V’è inoltre una responsabilità politica grave in capo al sindaco Tranchida, che con Daniela Toscano e Angelo Catalano ha governato per quasi quindici anni Erice, direttamente e indirettamente, l’uno attinto da misura poi ricorso all’istituto del patteggiamento, l’altra nelle condizioni note, e ci chiediamo come possa non essersi accorto di nulla, ci chiediamo con quale criterio selezioni la classe dirigente, ci chiediamo come in questi anni abbia gestito il potere a Erice.
Insistiamo, pertanto, nella richiesta di dimissioni del sindaco di Erice Toscano e del consigliere comunale di Trapani Toscano, per incapacità governativa e per garantire finalmente a Erice una gestione serena delle proprie prerogative amministrative.

Al coro si aggiunge anche la Lega con la nota a firma del coordinatore comunale Leonardo Torre.

Ipotesi di reato: calunnia e abuso d'ufficio. Misura cautelare: divieto di dimora nel comune che amministra. Quale peggiore misura può essere applicata ad un Sindaco? E, soprattutto, quale peggiore ipotesi di reato dell'abuso d'ufficio nell'esercizio della propria attività politica? Fino a pochi giorni fa il Sindaco Toscano ha dichiarato apertamente che ad Erice non esiste alcuna questione morale. Anche questo è un tentativo di screditare la sua azione politica? Siamo stanchi di continuare a chiedere le sue dimissioni. Caro Sindaco, si rende conto che non è soltanto la politica a chiederle di lasciare l'amministrazione del comune in cui le è stato imposto il divieto di dimora? A chiederlo ormai è tutta la parte sana della nostra società, stanca dei continui scandali e delle continue accuse di moralità tra lei e l'opposizione. Quello che emerge da quest'ultima indagine giudiziaria non rientra in una semplice questione morale, viene fuori un quadro tristissimo di abuso del proprio ruolo politico. Non è più una questione di garantismo o giustizialismo; secondo la magistratura, da oggi e fino a data da destinarsi, sul Sindaco di Erice pende il divieto di dimora nel comune che dovrebbe amministrare. E questo per noi è talmente grave da imporre al Sindaco una seria riflessione sulla necessità di dimettersi immediatamente.



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