Con rito abbreviato, cinque persone sono state condannate dal gup di Marsala Francesco Parrinello nell’ambito del procedimento “Caronte”: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di sigarette estere.
La pena più severa (cinque anni e 4 mesi di carcere) è stata inflitta Montasar Bouaicha, di 30 anni, tunisino. A difenderlo è stata l’avvocatessa Luisa Calamia. A cinque anni e 20 giorni è stato, invece, condannato Salvatore Calcara, di 51, di Sambuca di Sicilia, a cinque anni Marco Bucalo, di 33, di Menfi, a quattro anni e 8 mesi Angelo Licciardi, di 60, pregiudicato, di Marsala, e a otto mesi Lillo Barbera, di 50, di Menfi. Bouaicha, Calcara e Bucalo sono stati, inoltre, condannati al pagamento di una multa di 340 mila euro ciascuno. Per Licciardi, difeso dall’avvocato Luigi Pipitone, la multa è stata invece di 220 mila euro. Licciardi e Barbera sono stati condannati nonostante il pm Giulia D’Alessandro ne avesse invocato l’assoluzione. Altri due imputati, i tunisini Fathi Taleb, di 35 anni, e Nabil Zayar, di 37, residente a Petrosino, entrambi attualmente latitanti, sono stati rinviati a giudizio davanti il Tribunale di Marsala (prima udienza: il prossimo 20 ottobre nell’aula “Borsellino”). Sono stati, infine, assolti Giuseppe Morreale, di 50 anni, di Santa Margherita Belice, Girolamo Stassi, di 58, di Partanna. L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Sciacca (Ag) e coordinata dalla Procura della repubblica di Marsala. L’operazione “Caronte” scattò nel marzo 2018 a seguito di indagini, con pedinamenti e intercettazioni, nel corso delle quali gli investigatori riuscirono a documentare le varie fasi organizzative ed esecutive delle traversate, attuate con potenti motoscafi che, dalle spiagge di Al Huwariyah, in Tunisia (punto più vicino alle coste italiane), raggiungevano i litorali di Marsala e Mazara del Vallo. I fatti contestati risalgono al 2017. Le indagini presero spunto dalla denuncia di furto di un gommone, poi risultata infondata, fatta proprio da uno dei componenti dell’organizzazione presso la stazione Carabinieri di Menfi. Sin dai primi accertamenti era, infatti, emerso il sospetto che il natante fosse stato invece utilizzato per una delle traversate.
E’ stato appurato, in particolare, che il gruppo criminale avrebbe portato a termine vari sbarchi, tra cui quelli del 2 gennaio 2017 e del 17 febbraio 2017, avvenuti sulle coste del Trapanese.