26/11/2020 06:00:00

Giornata contro la violenza sulle Donne: i numeri e il report di tutte le iniziative 

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne appena trascorsa, è stata caratterizzata purtroppo, anche per i due i nuovi casi di femminicidio avvenuti in Italia. Due donne sono state uccise a coltellate dai loro partner, nel Veneto e in Calabria, proprio mentre si celebrava la Giornata internazionale.

Tante le iniziative ieri organizzate da istituzioni pubbliche, associazioni, scuole e tanti gli interventi di sensibilizzazione. Qui un report con i numeri, le parole di sensibilizzazione al tema e tutte le inziziative organizzate ieri: 

 Dalla Questura, un anno di codice rosso. Reati spia e femminicidi e la campagna "Non è amore" - “La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia”. Con queste parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, si apre la pubblicazione realizzata dalla Direzione centrale della polizia criminale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.  L’obiettivo è quella di fornire un’analisi specifica dei dati disponibili provenienti da tutte le forze di polizia perché “ogni strategia complessa, che risente peraltro di retaggi culturali completamente superati, di stereotipi e pregiudizi, deve fondarsi su di un’approfondita conoscenza delle problematiche, basata su di un solido patrimonio informativo”, sottolinea Vittorio Rizzi, alla guida della Direzione centrale della polizia criminale che ha preparato la pubblicazione.

I dati sono anzitutto quelli relativi ad un primo bilancio ad un anno dall’entrata in vigore, avvenuta il 9 agosto 2019, del cosiddetto “Codice Rosso”, legge 19 luglio 2019, n.69, che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Dei quattro delitti di nuova introduzione, quello che ha fatto registrare più trasgressioni (1.741 dal 9 agosto 2019 all’8 agosto 2020), spesso sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare (art. 282-bis cpp) o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (282-ter cpp) o la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare (ar. 384-bis cpp). Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio ed il Piemonte. 11 reati in un anno relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis cp), altra figura introdotta dalla legge 69/2019 e volta a contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine: il 36% delle vittime è risultato minorenne.
Il reato di deformazioni dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso di nuova introduzione (art. 583-quinquies cp) prevede l’ergastolo se dal fatto consegua un omicidio. Dei 56 casi denunciati, il 76% hanno riguardato vittime di sesso maschile e gli autori sono al 92% uomini: segno che tali fattispecie si riferiscono ad ipotesi di reato prima inquadrate nel delitto di lesioni personali gravissime di cui all’art. 583, comma 2, n.4 (abrogato dalla l. 69/2019) e non riconducibili alle dinamiche uomo/donna.
Ultimo reato introdotto dalla l. 69/2019 è la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, cosiddetto revenge porn (art. 612-ter cp). Dei 718 reati denunciati, l’81% hanno riguardato vittime di sesso femminile (per l’83% maggiorenni e per l’89% italiane), episodi distribuiti nell’anno con un andamento altalenante e un picco nel mese di maggio con 86 fattispecie. La regione che registra più denunce è la Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.
La pubblicazione prosegue con un’analisi dei cosiddetti reati spia, vale a dire di tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere (come lo stalking, i maltrattamenti in famiglia e le violenze sessuali).
Nel periodo gennaio-settembre di quest’anno, confrontato con lo stesso periodo del 2019, si registrano numeri inferiori rispetto a quelli dello scorso anno, che risentono evidentemente anche della difficoltà di denunciare del periodo del lockdown, dove tutte e tre le fattispecie fanno registrare un calo. La fascia d’età più colpita è quella che va da 31 a 44 anni, le vittime sono italiane nell’80% dei casi (81% nel 2019), mentre, tra le vittime straniere, predominano quelle di nazionalità romena, anche in relazione alla maggior presenza sul territorio nazionale. Anche gli autori di tali reati hanno un’età compresa tra 31 e 44 anni (39%), in prevalenza sono italiani (74%) e solo il 2% sono minorenni (1% nel 2019).

I numeri della violenza di genere - Quanto ai provvedimenti amministrativi in materia di violenza di genere, nel periodo 1° gennaio-19 novembre 2020, i Questori hanno emanato 1.055 ammonimenti per stalking, 956 per violenza domestica e 352 provvedimenti di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.
Se il trend è in diminuzione per gli omicidi di donne nel 2019 (111) rispetto al 2018 (141), in linea con la diminuzione generale degli omicidi, una controtendenza si registra nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un aumento del 7, 3% (88 donne uccise nel 2020 a fronte di 82 del 2019). Stesso trend in aumento se analizziamo le vittime in ambito familiare/affettivo che passano dal 68 a 77 (con un aumento del 13,2%), uccise in prevalenza da partner o ex partner (e solo per il 28% nel 2020 per mano di genitori o figli).
I moventi più frequenti dei femminicidi sono la lite e i motivi passionali. Sia nei primi nove mesi del 2020 che nello stesso periodo del 2019, l’omicida ha fatto in prevalenza uso di un’arma impropria, come un coltello o un utensile da lavoro (martello, cacciavite, ecc.), seguono l’uso di un’arma da fuoco, l’asfissia/soffocamento/strangolamento, le percosse e l’avvelenamento.
Come per i reati spia, anche per gli omicidi volontari di donne, la fascia di età più colpita nei primi 9 mesi del 2019 è quella tra i 31 e 44 anni, che è la stessa più frequente anche per gli autori. Mentre nei primi nove mesi del 2020 la fascia più colpita è quella delle donne over 65 che rappresentano il 30% del totale delle vittime.
La parte dedicata ai femminicidi si conclude con un breve racconto delle storie riportate dalla cronaca nera di quest’anno, perché venga conservata memoria del dolore che le morti di queste donne (e spesso dei loro figli) provocano in tutta la comunità, oltre che all’interno delle famiglie. Considerato che la Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi, rappresenta il polo operativo per la cooperazione internazionale di polizia, il report offre anche uno spaccato sulla violenza di genere nell’anno del lockdown, con tendenze registrate in vari Paesi europei ed extraeuropei.

La raccolta e il monitoraggio dei dati, indispensabili per tracciare le strategie di prevenzione e contrasto, richiede evidentemente un ampio ricorso alla tecnologia e la pubblicazione si chiude con l’anticipazione di un app, chiamata Scudo, in fase di ultima sperimentazione, di cui saranno dotate tutte le forze di polizia e che consentirà di possedere tutte le informazioni utili sui precedenti interventi effettuati presso il medesimo indirizzo (presenza di minori o di soggetti con malattie psichiatriche o dipendenti da droghe o alcol, disponibilità di armi, lesioni personali subite in passato dalla vittima) e di calibrare così nel modo migliore l’operatività.

La campagna permanente di prevenzione “Questo non è amore” e finalizzata a fornire informazioni alle donne in situazione di rischio, è giunta alla quarta edizione. Con il coordinamento nazionale della Direzione Centrale Anticrimine diretta dal Prefetto Francesco Messina, il personale della Polizia di Stato a bordo dei camper dedicati al progetto, ha incontrato negli anni migliaia di persone nelle piazze di italiane fornendo informazioni, aiuto, supporto operativo. Quest’anno le restrizioni Covid non consentono la stessa diffusione capillare sul territorio, ma è stata ugualmente preparata la brochure del progetto e, per facilitare la diffusione in rete degli stessi messaggi di vicinanza della Polizia di Stato, è stato realizzato un video messaggio al quale ha preso parte anche il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli. Come si ricorderà, infine, dallo scorso lockdown la app YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.
Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Trapani - Con la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani, coglie l’occasione per sottolineare l’impegno quotidiano che l’Arma pone in essere per contrastare questo odioso fenomeno.  Infatti, il tema della tutela delle vittime di violenza di genere rappresenta un settore di primissimo piano nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto con particolare attenzione al c.d. piano sommerso della violenza di genere, ovvero il numero oscuro dei maltrattamenti, per lo più consumati in ambito familiare e relazionale, e spesso non denunciati.
L’impegno dell’Arma nella Provincia di Trapani, così come nel resto d’Italia, nel corso degli anni si è sempre più concentrato su un duplice obbiettivo: migliorare l’approccio alla vittima al fine di favorire l’istaurazione di un dialogo basato sulla fiducia, in un ambiente confortevole che rassicuri la persona e la faccia sentire protetta ed al sicuro, promuovendo, nel contempo, una campagna di sensibilizzazione sul tema che parte dalle scuole primarie.
Per raggiungere questo scopo, già a partire dal 2014, l’Arma si è dotata della “Rete Nazionale di Monitoraggio sul Fenomeno della Violenza di Genere” composta da personale appositamente addestrato con il compito di sostenere i reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini.
Nel mese di giugno 2018, anche presso la sede del Comando Provinciale di via Orlandini, è stato avviato il progetto denominato “Una stanza tutta per sé”, in collaborazione con l’associazione “Soroptimist International d’Italia”, che consiste nell’allestimento – grazie al contributo dell’associazione- di locali idonei all’ascolto protetto di donne e minori vittime di violenza.
Sul piano delle collaborazioni iter-istituzionali, sia presso la Procura della Repubblica di Trapani che di Marsala, sono stati istituiti gli “Sportelli Antiviolenza” gestiti da associazioni di volontari, in cui sono presenti come referenti per la polizia giudiziaria anche Ispettori dell’Arma dei Carabinieri specializzati nella delicata materia, che si occupano di audizioni protette di minori e vittime di abusi, così come della collocazione delle vittime nelle strutture anti violenza anche ad indirizzo segreto.
Sotto il profilo dell’attività di contrasto, accanto alle molteplici esecuzioni di misure cautelari appositamente istituite per realizzare una “protezione anticipata” della vittima in modo efficace e celere, quali il divieto di avvicinamento alla persona offesa, l’ammonimento del Questore, l’allontanamento dalla casa famigliare o la collocazione in struttura protetta, l’Arma nell’anno in corso ha proceduto per 54 casi di maltrattamenti in famiglia e 37 casi di atti persecutori a fronte dei 45 episodi di maltrattamento e di 35 di atti persecutori registrati nell’anno precedente. Un dato in leggera crescita che si pone in netta controtendenza rispetto alla diminuzione generalizzata della delittuosità, anche per l’azione di sensibilizzazione svolta sul territorio dalle Stazioni Carabinieri che hanno convinto le donne vittima di violenza a rivolgersi alle Istituzioni per un aiuto. Ieri si è svolto un incontro in videoconferenza  dal titolo “Non è Amore”, nell’ambito del progetto “Donna: una strada in salita”, nato dall’idea dell’Assessore alle politiche Sociali, Culturali, Giovanili e alle Pari Opportunità del Comune di Pantelleria, organizzato in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, la Procura della Repubblica di Marsala, lo sportello Antiviolenza, i Servizi Sociali del Comune di Pantelleria, le Associazioni Metamorfosi, Le Onde e Casa di Venere che lavorano a vari livelli con lo sportello antiviolenza.
Il Carabiniere, oggi più che mai, è chiamato a “leggere” la situazione emotiva della vittima che si trova inevitabilmente in uno stato di crisi aiutandola a riconoscere le forme di violenza cui è sottoposta per chiedere aiuto per sé o per gli altri.

Il Vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli - Conosco la complessità del problema e so quanto impegno ci vuole da parte di tutti. Come Vescovo incoraggio una profonda revisione della cultura mondiale, non solo occidentale, per far crescere il senso nobile del dialogo tra i ragazzi e le ragazze, i giovani e le giovani, l’uomo e la donna visti nella loro arricchente comunione. Non mi illudo che la comunicazione tecnologica faccia da sola la novità che tutti desideriamo: dobbiamo impegnarci a costruire vera comunione tra gli esseri umani. Questo è il disegno di Dio: la dignità piena dell’uomo e della donna al servizio della vita e di tutti i più alti valori dell’umana convivenza su questa terra. In questa giornata vi riconsegno la convinzione profonda di tutti i credenti, cui dà voce Papa Francesco nella recente enciclica Fratelli tutti: “Come cristiani non possiamo nascondere che se la musica del Vangelo smette di vibrare nelle nostre viscere, avremo perso la gioia che scaturisce dalla compassione, la tenerezza che nasce dalla fiducia, la capacità della riconciliazione che trova la sua fonte nel saperci sempre perdonati-inviati. Se la musica del Vangelo smette di suonare nelle nostre case, nelle nostre piazze, nei luoghi di lavoro, nella politica e nell’economia, avremo spento la melodia che ci provocava a lottare per la dignità di ogni uomo e donna”.

Le manifestazioni a Marsala e le interviste al sindaco Massimo Grillo e all'assessore Antonella Coppola - A Marsala in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, il Palazzo VII Aprile alle ore 18 è stato illuminato di rosso. In mattinata si è tenuta una manifestazione in Tribunale Marsala per dire NO ad ogni forma di violenza contro le donne, fisica, verbale, psicologica. Le interviste all'assessore Antonella Coppola, al sindaco Massimo Grillo, al Procuratore Vincenzo Pantaleo e all'avvocato Adele Pipitone:

 Illuminate di arancione le caserme dei Carabinieri che ospitano “Una stanza tutte per sé” -  In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, da oggi saranno illuminate di arancione le caserme dell’Arma dei Carabinieri che ospitano le 150 stanze del progetto “Una stanza tutte per sé”, nato per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite, grazie a una collaborazione istituzionale tra l’Arma e il Soroptimist International d’Italia, l’associazione di donne impegnate nel sostegno all’avanzamento della condizione femminile nella società.
“Una stanza tutta per sé” è un ambiente allestito in modo che la donna possa sentirsi a proprio agio nel raccontare di volta in volta le emozioni negative vissute, accolta in un luogo dedicato da personale specializzato.
Per questo, il 25 novembre del 2019, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. Giovanni Nistri e la Presidente del Soroptimist Mariolina Coppola hanno sottoscritto un formale protocollo finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, contenente le linee guida per l’arredamento delle stanze che deve tener conto della psicologia dei colori e delle
immagini. Ogni stanza, inoltre, è dotata di un sistema audio-video per la verbalizzazione computerizzata che evita alla vittima più momenti di testimonianza e che può servire per la fase processuale successiva.
In ogni caserma, dove lo spazio lo ha consentito, è stato previsto un angolo per l’accoglienza o lo svago dei bambini che accompagnano la mamma, che potrebbero essere stati oggetto di violenza diretta o assistita. L’invito a una maggiore sensibilizzazione verso la violenza di genere e l’attività dei club locali del Soroptimist hanno consentito al progetto di estendersi in poco tempo in moltissime caserme italiane, oggi illuminate simbolicamente di arancione secondo quanto previsto dalla campagna internazionale “Orange the World”, a cui anche Arma dei
Carabinieri e Soroptimist hanno aderito.


Le iniziative ad Erice - L’Amministrazione comunale di Erice, nelle persone della sindaca Daniela Toscano e dell’assessora Rossella Cosentino, stamattina ha preso parte a due iniziative organizzate in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre proprio oggi e che fu istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999. Nel dettaglio, la società sportiva AC Life Style Handball Erice ha installato una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, lungo il marciapiede che costeggia il parcheggio della stazione valle della Funivia. Alla cerimonia hanno preso parte anche i dirigenti della società sportiva, i membri dello staff e le giocatrici. La Handball E.rice ha anche provveduto alla tinteggiatura di rosso di una panchina già presente in via della Pace (centro storico – Giardini del Balio). Sempre in mattinata, ma a piazza Pertini, l’associazione CO.TU.LE.VI., presieduta dalla dott.ssa Aurora Ranno, ha posto una “pietra d’inciampo” che fungerà da monito in memoria delle donne vittime di violenza. Oltre alla sindaca e all’assessora erano presenti anche alcuni componenti del corpo di Polizia municipale. «Sono segni permanenti di memoria e speranza che puntano ad accendere i riflettori su un argomento che resta purtroppo di stretta attualità – commentano la sindaca e l’assessora -. Troppe donne, infatti, sono vittime di umiliazioni fisiche e psicologiche, costrette a vivere le loro vite nel segno della paura, sottomesse ai voleri di chi, con viltà e codardia, scaglia su esse le proprie frustrazioni ed il proprio odio. Tutto ciò non è accettabile. Da donne, ancor prima che da amministratrici di un Ente pubblico, riteniamo importante qualsiasi momento di confronto e riflessione, affinché si possa trovare il coraggio di denunciare. Per questo ringraziamo gli organizzatori degli eventi».  Alla cerimonia hanno preso parte i dirigenti, il presidente Michele Ingardia ed il direttore generale Norbert Biasizzo e le giocatrici della AC Life Style. La Handball Erice, inoltre, ha anche provveduto a tinteggiare di rosso una panchina già presente  ai Giardini del Balio, a Erice Vetta. Presente anche il sindaco Daniela Toscano.

 



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