28/11/2020 06:00:00

Mafia e politica a Trapani. I due processi “Scrigno”, i primi verdetti. Facciamo il punto

I figli di Virga. Franco Orlando. L’ex deputato regionale Ruggirello. Il suo braccio destro Ciccio Todaro. L’ex assessore trapanese Inferrera.

E altri nomi eccellenti facevano parte dell’inchiesta antimafia “Scrigno”, che nel marzo del 2019 svelò l’esistenza di un rapporto molto stretto tra mafia e politica in provincia di Trapani. Una trentina di indagati, due processi, molte condanne, alcune assoluzioni. Un anno e mezzo dopo che risvolti processuali ha avuto l’inchiesta che ha fatto tremare i palazzi trapanesi (e anche palermitani)?.

Le strade si sono divise. Buona parte degli indagati ha deciso di farsi processare con il rito abbreviato. Altri, come l’ex Pd Paolo Ruggirello, che si è fatto un anno di carcere, hanno deciso di andare a dibattimento con il rito ordinario.

Prime condanne, assoluzioni “eccellenti” 
E nei giorni scorsi c’è stato un primo pesante verdetto sull’inchiesta “Scrigno” che ha svelato un rapporto stretto tra mafia ed esponenti politici in occasione delle tornate elettorali tra il 2014 e il 2018. Dalle comunali alle regionali, i candidati sarebbero entrati in rapporto con la malavita locale.
Il processo con rito abbreviato si è chiuso in primo grado con 14 persone condannate e 4 assolte.


Spiccano tra gli assolti Francesco Todaro e Ivana Inferrera, personaggi politici molto noti nel Trapanese. Tra i condannati per mafia i fratelli Virga, figli del boss trapanese Vincenzo Virga, e Franco Orlando.
Il Gup ha emesso una sentenza importante che conta in complesso 80 anni e 4 mesi di carcere, sommando le condanne inflitte.


Ad essere stati condannati Michele Alcamo, 3 anni di reclusione; Pietro Cusenza, 8 anni e 4 mesi; Ninni D’Aguanno, 3 anni e 4 mesi; Vincenzo Ferrara, 3 anni e 4 mesi; Stelica Iacob, 4 anni di reclusione e 4mila euro di multa; Mario Letizia, 8 anni e 4 mesi; Michele Martines, 5 anni e 4 mesi; Francesco Orlando 5 anni e 4 mesi; Francesco Peralta, 8 anni e 4 mesi; Giuseppe Piccione, 8 anni; Francesco Salvatore Russo, 4 anni e 4mila euro di multa; Leonardo Russo, 3 anni; Francesco Virga, 8 anni; Pietro Virga 8 anni. Questi ultimi figli dello storico boss Vincenzo Virga.


Per Michele Martines, Francesco Orlando e i fratelli Francesco e Pietro Virga, la pena viene inflitta in continuazione esterna con precedenti sentenze di condanna passate in giudicato.
Quattro come detto gli assolti, si tratta di Tommasa Di Genova, Ivana Inferrera, Carmelo Salerno, Francesco Todaro. Salerno è stato ritenuto personaggio organico all’organizzazione criminale nel corso delle indagini. Il giudice ha però ribaltato le risultanze investigative e oltre a disporne l’assoluzione ha anche ordinato la scarcerazione.
Il giudice ha disposto la confisca di alcuni beni che erano stati sequestrati in fase di indagine.
Come il Bar Efri, di Franco Orlando, in cui avvenivano i summit, e la gioielleria “Lo Scrigno”, riconducibile ai Virga, e la VM Costruzioni di Mario Letizia.
Il GUP inoltre ha condannato tutti gli imputati al risarcimento delle parti civili e al pagamento delle spese processuali da queste sostenute.


Ruggirello e gli altri
Con il rito ordinario si svolge il processo a carico di Paolo Ruggirello e di altri imputati. Tra gli indagati c’era anche Luigi Manuguerra, “il mago”, il politico trapanese deceduto nei mesi scorsi.
Oltre all'ex deputato regioniale sono imputati Antonino Buzzitta, decano della “famiglia” trapanese, Vito D’Angelo, presunto boss della cellula di Favignana, Giuseppa Grignani, Vito Gucciardi, Vito Mannina, Alessandro Manuguerra, e Michele Pollara.
Il processo è alle battute iniziali. L’ultima udienza è stata incentrata sulle trascrizioni che presentano delle discrasie. In aula anche l'ex deputato regionale Paolo Ruggirello.
E' stato ascoltato il perito Pasqualina Amata al quale il Pm ha fatto notare che alcune trascrizioni delle intercettazioni non sono corrispondenti alle reali conversazioni. Parte delle intercettazioni ambientali, peraltro, sono incomprensibili.
Nella prossima udienza fissata per il 3 dicembre i giudici decideranno se riconfermare l'incarico al perito o se conferire l'incarico ad un altro esperto.

 



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