L'omicidio di Rosaria Garofalo, uccisa dal marito. Dura pochi minuti la prima udienza
E’ durata pochi minuti, davanti al gup del Tribunale di Marsala Sara Quittino, la prima udienza preliminare per il mazarese Vincenzo Frasillo, 54 anni, accusato dell’omicidio della moglie, Rosalia Garofalo, di 52 anni.
La donna morì il 29 gennaio 2020 dopo essere stata picchiata per tre giorni di seguito. L’udienza è stata rinviata a giovedì prossimo su richiesta dell’avvocato difensore Antonino Carmicio, da poco subentrato ad un altro.
“Ho saputo della nomina solo venerdì scorso – ha spiegato l’avvocato Carmicio – Ho chiesto, quindi, un termine a difesa per avere la possibilità di studiare il fascicolo”
. Un breve rinvio che il gup ha concesso.
Rosalia Garofalo venne trovata morta all’interno della sua abitazione, in via Calipso. A chiamare i soccorsi, ma quando ormai era troppo tardi, fu lo stesso marito.
Gli indizi a carico dell'uomo, disoccupato e pregiudicato, furono subito evidenti. Poi, nell’interrogatorio cui fu sottoposto, arrivarono le prime ammissioni. Come ricostruito dal Ris dei carabinieri, il “pestaggio” andò avanti per tre giorni, senza che il Frasillo prestasse alcuna cura alla moglie. Eppure, qualche campanello d’allarme c’era stato. In precedenza, infatti, la donna aveva denunciato il marito, ma poi aveva fatto marcia indietro. Non si sa se per paura oppure nella speranza che l’uomo, al quale ha dato un figlio 28 anni fa, cambiasse atteggiamento. La polizia arrestò Vincenzo Frasillo poche ore dopo il terribile delitto. Gli agenti della Squadra Mobile di Trapani e del Commissariato di Mazara erano intervenuti nell’abitazione della coppia la sera del 29 gennaio, intorno alle 20,30, dopo che l’uomo aveva chiamato i medici del 118, segnalando il decesso della moglie, trovata riversa sul letto matrimoniale con chiari segni di percosse su tutto il corpo. “La violenza del marito – scrisse la polizia in un comunicato stampa - si è scatenata molto probabilmente per l’ossessione di essere tradito dalla donna”.
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