31/01/2021 06:00:00

Coronavirus, 17 casi su quasi cinquemila test nel trapanese. Sicilia in "zona arancione"

Sono 17 i positivi registrati ieri su 4943 test rapidi nel corso della prima giornata di screening in provincia di Trapani, eseguiti sulla popolazione scolastica (scuole medie e superiori).

A Trapani su 1043 test 0 positivi, a Erice 611 test e 2 positivi, ad Alcamo 524 test e 3 positivi, a Marsala 556 test 1 positivo, a Mazara 638 test e 5 positivi, a Salemi 522 test effettuati e 1 positivo, a Partanna 474 e 0 positivi e a Castelvetrano 575 test e 5 positivi.

Si abbassa ancora la curva epidemiologica in Sicilia. Scende ancora il rapporto tra positivi e tamponi effettuati, ora 3,4%  e gli 846 nuovi positivi registrati dato più basso nelle ultime due settimane, confermano quell'andamento che da domani porterà la l'Isola in zona arancione.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha firmato ieri sera la nuova ordinanza (potete leggerla qui)qui con la quale si specificano le nuove misure introdotte, ma allo stesso tempo si appella alla  responsabilità di tutti: "Abbiamo vinto la nostra battaglia. Se non avessimo dichiarato la zona rossa, il 17 gennaio, saremmo stati condannati a restare “chiusi” per tutto il mese di febbraio. Certo non è ancora vinta la guerra, resta massima l’allerta e c’è bisogno della responsabilità e della condivisione di tutti i siciliani". 

I dati in Sicilia - Alla diminuzione dei nuovi contagi purtroppo fa contraltare il numero ancora elevato di decessi, sono 35 quelli registrati ieri dato che porta il totale a 3.443. Contuinuano a scendere i ricoveri in terapia intensiva sono 208 (-3 rispetto a ieri) e in regime ordinario (-28 nelle ultime 24 ore). Sono 2.210 i guariti oggi, mentre ieri era stato raggiunto il record con 2.816 guariti.La distribuzione nelle province vede Catania con 200 casi, Palermo 328, Messina 85, Trapani 69, Siracusa 51, Ragusa 34, Caltanissetta 30, Agrigento 38, Enna 11.

Ecco le regole dal 1 al 15 febbraio per la zona rossa istituita in Sicilia - Spostamenti: Divieto di spostamento tra Comuni, consentiti solo per lavoro, salute o necessità;Consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune e dei piccoli Comuni fino a 5mila abitanti ed entro i 30 km, con l’esclusione dei capoluoghi di provincia, sempre solo tra le 5 e le 22. Visite ad amici e parenti consentite una sola volta al giorno, nel proprio Comune, tra le 5 e le 22, ma solo in 2 persone oltre ai conviventi non autosufficienti o minori di 14 anni.

Negozi, supermercati, parrucchieri: Chiusi i centri commerciali nel weekend, nei giorni festivi e prefestivi. Restano aperti al loro interno farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie e vivai. Negozi aperti fino alle 22. Aperti parrucchieri e centri estetici.

Bar e ristoranti: Chiusi bar e ristoranti. consentito l’asporto dei bar fino alle 18 e dei ristoranti fino alle 22, con divieto di consumare cibi e bevande in strade o parchi dalle 18 alle 5. Sempre consentita la consegna a domicilio.

Musei e teatri, piscine e palestre: Chiusi musei, mostre, teatri, cinema, palestre e piscine.

Scuola: Scuola in presenza al 100% per infanzia, elementari e medie. Alle superiori didattica alternata per minimo il 50% fino al 75% degli studenti. Università aperte o chiuse su decisione autonoma del singolo ateneo, a seconda dell’andamento dell’epidemia.

Trasporti: Riempimento massimo al 50% dei mezzi di trasporto pubblico.

Sale gioco: sospese attività di sale scommesse, bingo, sale giochi e slot machine, anche in bar e tabaccherie.

Scuola, Lagalla: confermato rientro differito in classe tra medie e superiori - Da lunedì 1 febbraio sarà riattivata la didattica in presenza al 100 per cento anche per gli alunni di seconda e terza media (scuole secondarie di primo grado) che fino allo scadere della zona rossa hanno operato in Dad. Per le le scuole superiori (secondarie di secondo grado), da lunedì 8 febbraio, saranno ammessi alla didattica in presenza il 50 per cento degli studenti. Lo conferma l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana, Roberto Lagalla, a seguito dell’ordinanza del ministro della Salute che riporta la Sicilia in zona arancione. «Il differimento di una settimana del ritorno alla didattica in presenza per le scuole secondarie di secondo grado – afferma Lagalla - trova giustificazione nel principio di cautela comportamentale adottato dal Governo Musumeci, che intende per rassicurare le famiglie e l’opinione pubblica. Questa soluzione è indice di come ogni scelta sia stata adottata con ponderazione per garantire la più adeguata protezione degli operatori scolastici e degli studenti con l’obiettivo di evitare, nella settimana dall’1 al 6 febbraio, la sovrapposizione tra la riammissione completa della secondaria di primo grado e quella parziale della secondaria di secondo grado e di assicurare che studenti di età superiore ai 14 anni e operatori scolastici continuino a sottoporsi ai test nei siti di screening sanitario. Inoltre, il differimento del ritorno a scuola per le superiori intende consentire agli istituti scolastici e ai servizi territoriali (inclusa l’applicazione dei Piani provinciali per il rafforzamento dei trasporti) di ottimizzare l’organizzazione, in vista della ripresa delle attività didattiche in presenza. Infine, consente di monitorare ulteriormente, su scala regionale, l’andamento della curva epidemiologica a seguito della riammissione in presenza del 100% dell’utenza della scuola primaria e secondaria di primo grado, oltre che della scuola dell’infanzia». Contestualmente alla ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado verranno adottate, su conforme disposizione dell’assessorato alla Salute, d’intesa con l’assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale, ulteriori e regolari azioni di monitoraggio sanitario all’interno degli istituti scolastici, tanto su richiesta di questi ultimi, quanto per effetto di specifica programmazione da parte delle Asp competenti. «Tutto – conclude l’assessore Lagalla - con il primario obiettivo di coniugare l’indifferibile diritto alla studio con il fondamentale principio del diritto alla salute».

Piano Scuole, Falcone: "Trasporti potenziati in tutte le nove province" - Oltre 600 corse aggiuntive in tutta l'Isola, più di altri 300 bus messi in campo anche col contributo di licenze Ncc, taxi e bus turistici opportunamente contrattualizzati dalle aziende. Questi i servizi aggiuntivi messi a punto per il trasporto in sicurezza sanitaria della popolazione scolastica nelle nove province siciliane da lunedì 8 febbraio, giorno in cui rientreranno in classe gli studenti delle scuole superiori, seppure al 50 per cento. La percentuale di tali servizi che sarà operativa si aggirerà fra il 15 e il 20 per cento di quanto preventivato per le lezioni in presenza al 75 per cento. E qualsiasi ulteriore esigenza di trasporto, in ogni caso, potrà essere subito compensata dalle aziende del trasporto pubblico locale, nel quadro di un generale potenziamento dei servizi in tutte le nove Province dell’Isola.

«In vista della riapertura parziale delle scuole - afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Falcone - con il fondamentale contributo delle Prefetture, degli istituti e degli attori del trasporto pubblico in Sicilia, il Governo Musumeci ha messo a punto un Piano emergenziale di supporto alla mobilità studentesca che sarà garanzia di efficienza e di sicurezza sanitaria per i nostri ragazzi, le famiglie e la scuola. Nel corso delle ultime settimane, attraverso numerosi tavoli tecnici e in collaborazione con l'assessore Roberto Lagalla, abbiamo elaborato un dettagliato studio dei fabbisogni territoriali di ciascuna provincia contando sulla virtuosa regia prefettizia e la disponibilità delle aziende del trasporto pubblico locale».

«Inoltre – aggiunge Falcone - abbiamo anche coinvolto le rappresentanze degli studenti, recependo le istanze della popolazione scolastica duramente messa alla prova dalla pandemia. Scongiuriamo assembramenti e organizziamo il trasporto pubblico nel rispetto delle distanze di sicurezza, per confidare in una celere uscita della Sicilia dall'emergenza covid-19».

 DI DIO (Confcommercio): "Riapertura punto di partenza verso la zona bianca. Pretendiamo rispetto e garanzie" - “Lunedì riapriranno le attività commerciali che erano state totalmente chiuse per “zona rossa”. Avevamo chiesto e sperato che il ritorno alla “zona arancione” avesse decorrenza da oggi per consentire almeno un week end di lavoro e di incassi che ci avrebbe permesso di recuperare qualcosa per fare fronte alle tante scadenze e agli stipendi di fine mese. Invece scopriamo che nonostante gli indicatori sono ormai da “zona arancione”, resteremo chiusi anche domani, contrariamente a quanto deciso dal Governo appena la settimana scorsa per altre regioni”.

Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, fissa gli obiettivi della categoria alla vigilia della riapertura dei negozi. “E’ evidente che la classe politica è troppo impegnata in giochi di potere e passerelle televisive per avere contezza del dramma economico e sociale vissuto dalle attività economiche, soprattutto al Sud. Riapriamo lunedì ma non basta più! Pretendiamo garanzie che quella di lunedì sia, dopo quasi un anno, soltanto una tappa di un rapido avvicinamento verso la normalità. Pretendiamo garanzie che riaprano tutte le attività imprenditoriali, dai bar ai ristoranti, dalle palestre al settore della cultura e degli eventi, che venga garantito pariteticamente il diritto al lavoro e alla salute”.

“Chiediamo conto di cosa si sia fatto concretamente finora e di cosa si stia facendo per uscire definitivamente dal tunnel. Quanto è distante ancora il raggiungimento della “zona bianca”? Vogliamo informazioni e tempi certi, trasparenza nella comunicazione di ciò che si è fatto per il raggiungimento degli obiettivi. Non possono chiedere a noi di chiudere per compensare il fallimento di un sistema che, dopo un anno, non hanno saputo gestire e non hanno saputo adeguare all’emergenza”.

“Pretendiamo garanzie e immediatezza nell’adozione dei provvedimenti relativi agli aiuti economici. La mafia cerca di infiltrarsi nelle aziende, sfruttando la disperazione e i bisogni: lo Stato dia risposte! Pretendiamo che i rappresentanti delle organizzazioni datoriali partecipino attivamente alle scelte che vengono assunte sulle attività produttive, al pari degli esperti sanitari, visto che è stato del tutto trascurato l’impatto devastante che certe scelte hanno avuto sulle nostre aziende e che proprio noi, i diretti interessati, possiamo dare alternative sensate per contenere il contagio senza distruggere definitivamente la nostra economia. Pretendiamo garanzie per evitare l’iniquità di certi provvedimenti di chi non ha idea come funzionino le aziende e spesso ispirati da dati sui contagi ingannevoli e tutt’altro che certificati”.


“Non vogliamo sentire più parlare paternalisticamente di comportamenti irresponsabili da parte dei singoli, per scaricare la responsabilità di chi ha il dovere di far sì che i sacrifici di molti, e degli imprenditori in particolare, vengano vanificati. Si intervenga con operazioni di controllo del territorio che rientrano nei compiti di chi ha responsabilità di governo. Aprire lunedi, quasi come una concessione, non basta piu. Pretendiamo di avere il nostro di diritto di programmare le nostre attività, il diritto di fare impresa e al lavoro.

 

Screening a Marsala, 1 solo positivo su 556 test - Su 556 test rapidi soltanto uno è risultato positivo al Covid 19. E' il bilancio della prima giornata di screening anti-Covid a Marsala dedicato alla popolazione scolastica. Lo screening si effettua in modalità drive-in all'autoparco comunale, e riguarda studenti, docenti, genitori, personale scolastico delle scuole medie e superiori. E' un'attività messa in campo dall'Asp di Trapani, su indicazione della Regione, e coordinata logisticamente dal Centro operativo comunale di Protezione civile. Lo screening riprende domani a Marsala, dalle 9 alle 18.

A Marsala negozi e supermercati chiusi - Oggi domenica 31 Gennaio, bar, ristoranti, pizzerie e pasticcerie possono continuare a fare asporto e consegne a domicilio a Marsala. Restano però chiusi i supermercati e le attività di vicinato, oltre che i negozi. Restano aperte farmacie, tabacchi, rifornimenti di carburante, fiorai, edicole per quanto riguarda le attività commerciali. Altra cosa sono le attività artigianali, che invece seguono le regole della zona rossa. Quindi bar, ristoranti e pizzerie possono continuare a fare asporto e consegne a domicilio. 

Nel trapanese continua lo screening per studenti, docenti e personale Ata - Anche oggi proseguiranno dalle 9,00 alle 18,00 i tamponi antigenico rapido gli alunni delle scuole secondarie di primo grado (medie) e secondarie di secondo grado (superiori) dell'intera provincia di Trapani, il personale docente e ATA.
Distretto Sanitario di Trapani: Trapani - Autoparco Comunale Villa Libica; Valderice: Via Leggio,64 – sede Protezione Civile;
Distretto Sanitario di Marsala:
Marsala -Autoparco Comunale – C.da Ponte Fiumarella,99
Distretto Sanitario di Mazara del Vallo:
Mazara del Vallo - Autoparco – C.da Affacciata;
Distretto Sanitario di Castelvetrano:
Castelvetrano -Via Autonomia Siciliana – Sede Croce Rossa
Campobello di Mazara: Piazza Eremita
Distretto Sanitario di Alcamo
Alcamo: Contrada Sasi
Castellammare del Golfo: Piazzale Cimitero.

Trapani, cinque persone tra pazienti e operatori positivi a Ville dei Gerani - Tre pazienti e due operatori sanitari in servizio alla clinica Villa dei Gerani di Trapani sono risultati positivi al Covid. Tutti asintomatici. I tre pazienti sono stati trasferiti all'ospedale di Salemi. Gli operatori sanitari, invece, sono in isolamento domiciliare. La clinica che aveva sospeso le prestazioni è stata sottoposta a sanificazione.

I dati in Italia - In Italia sono 12715 i nuovi casi Covid nelle ultime 24 ore, in calo rispetto ai 13.574 di venerdì. I tamponi sono 298.010, in incremento di 29.260, e il tasso di positività è anche ieri in lieve diminuzione, da 5% a 4,3%. Sono ancora tanti purtroppo i decessi, ieri si sono registrati 421 vittime, per un totale da inizio epidemia pari a 88.279. Migliorano anche a livello nazionale i ricoveri, con le terapie intensive che sono 52 in meno, con 132 ingressi giornalieri (venerdì 148), e scendono a 2.218 in tutto, e i ricoveri ordinari che calano di 299 unità (ieri -381), portando il totale attuale a 20.098. In Italia in questo momento ci sono 463.352 (in calo di 4.472); in isolamento domiciliare sono in 441.036 (ieri 445.157).

 

L'Italia quasi tutta in giallo - Un caffè al bar, magari seduti e non fuori al freddo, un pranzo al ristorante e soprattutto, dopo molti mesi, una visita a un museo o a una mostra. Ancora poche ore e quasi tutta l'Italia lunedì mattina si sveglierà in 'giallo', con un allentamento dei divieti che alleggerirà il clima pesante respirato nelle ultime settimane a causa di un indice Rt elevato che finalmente si è abbassato.Complice anche una nuova interpretazione del Dpcm che ha eliminato la terza settimana di 'osservazione' per passare nella fascia di minor rigore, interpretazione sollecitata dai governatori pressati dalle categorie 'vittime' della stretta. Meno consolatoria la situazione della Sicilia e della Provincia autonoma di Bolzano che diventeranno arancioni, mentre Puglia, Sardegna e Umbria lo resteranno. E nonostante la Campania sarà gialla, Torre Annunziata si dichiara arancione.

Cambiano i colori e anche le regole: nelle regioni 'gialle' sarà consentito muoversi liberamente tra i comuni ma sarà ancora vietato, fino al 15 febbraio e per tutti, spostarsi da una regione all'altra. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 che si può infrangere per "comprovate esigenze", motivi di lavoro, salute ed emergenze. L'autocertificazione è necessaria solo dopo le 22. Nella zona gialla i bar resteranno aperti dalle 5 alle 18, dopo è vietato l'asporto dai locali senza cucina. Anche i ristoranti saranno aperti fino alle 18, dopo è permessa la consegna a domicilio e fino alle 22 è possibile comprare cibo da asporto. Sarà inoltre possibile visitare un museo o ammirare una mostra dal lunedì al venerdì ma non nei festivi e comunque con ingressi contingentati. Aperti nei giorni feriali i centri commerciali: di sabato e nei festivi farmacie, tabaccherie, edicole e alimentari situati al loro interno resteranno comunque aperti. Nelle regioni situate in fascia arancione bar e ristoranti saranno chiusi: per i bar è consentito l'asporto fino alle 18 nei locali provvisti di cucina; per i ristoranti è permesso l'asporto e la consegna a casa. Gli spostamenti possono avvenire solo all'interno del proprio comune; si può uscire dal comune solo per motivi di salute, lavoro, necessità e urgenza. E' infine consentito recarsi in due da parenti o amici dalle 5 alle 22.

Lunedì intanto si torna in classe alle superiori in tutta Italia tranne in Sicilia dove gli studenti saranno in aula tra una settimana. Dunque il 1° febbraio, secondo i numeri di Tuttoscuola, saranno a scuola non meno di 7 milioni di alunni.



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