Picchia la moglie incinta. Mazarese a processo
La droga l’avrebbe reso violento. E la moglie ne avrebbe fatto le spese. Per questo, è stato rinviato a giudizio, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza privata, è stato rinviato a giudizio un 26enne (S.V.) originario di Salemi, ma residente a Mazara.
Il processo inizierà il 26 febbraio davanti al Tribunale collegiale. A difenderlo sono gli avvocati Vito Cimiotta e Paolo Paladino. Per l’accusa, tra il dicembre 2019 e luglio 2020, S.V. avrebbe più volte picchiato la moglie (N.G., anche lei di 26 anni), persino quando era in stato di gravidanza.
Sei sono gli episodi di violenza contestati. “In diverse occasioni – si legge nelle carte – strattonava la moglie, la colpiva con pugni, graffi, la sbatteva a terra, e in un caso, nel dicembre 2019, quando la stessa si trovava in stato di gravidanza”. E questo costituisce un’aggravante al reato contestato. L’ultimo episodio di violenza è datato 17 luglio 2020, quando alla donna furono diagnosticate ferite guaribili in cinque giorni. Tutti questi comportamenti, per la Procura, configurano, oltre ai reati di lesioni personali e violenza privata, anche quello di maltrattamenti a danno di familiari. Il procedimento è scattato quando la moglie, non potendo più sopportare, decise di rivolgersi alla polizia e denunciare il marito. Assistita dall’avvocato Rosaria Bonanno, la donna ha deciso di costituirsi parte civile.
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