Mazara. "Compro oro", anche rubato. Quattro condanne per ricettazione
L’accusa di associazione per delinquere è caduta, ma non quella di ricettazione di oro e altri preziosi rubati.
Quattro condanne, con una sola assoluzione, sono state quindi sentenziate dal Tribunale di Marsala (presidente Vito Marcello Saladino, giudici a latere Fabrizio Guercio e Mariaserena Barcellona) nel processo a tre persone di Mazara e a due di Carini accusate di far parte di un gruppo criminale dedito alla ricettazione di preziosi rubati da “topi d’appartamento”. La vicenda ruota attorno all’attività del negozio “Compro Oro” di via Caravaggio a Mazara, che avrebbe comprato la refurtiva portata da alcuni ladri dopo i “colpi” messi a segno in diverse abitazioni. I fatti sono del 2012. Alcuni furti del 2011.
L’associazione per delinquere era contestata a quattro imputati e l’assoluzione è stata “perché il fatto non sussiste”, anche se con la formula un tempo definita “insufficienza di prove”. Per ricettazione in concorso, invece, a tre anni di carcere ciascuno, più 1200 euro di multa, sono stati condannati i mazaresi Vito Pecoraro, di 63 anni, per l’accusa procuratore speciale e “gestore di fatto” del Compro Oro, e la moglie Caterina Tummarello, di 57, titolare dell’attività. Per alcuni dei casi contestati, comunque, sono stati scagionati. Pecoraro era accusato anche di simulazione di reato (nel marzo 2012 aveva presentato ai carabinieri una denuncia in cui affermava di avere subito, all’intero della sua auto, il furto di alcuni oggetti, tra cui 4 registri antiriciclaggio del negozio intestato alla moglie), ma per questo reato è scattata la prescrizione.
La coppia è stata, inoltre, condannata a risarcire il danno, da quantificare in sede civile, ad una parte civile. Nonché al risarcimento, con 1935 euro, delle spese legali sostenute dall’Erario per quest’ultima. Alla donna, però, sarà restituita la somma che le era stata sequestrata: poco meno di 29 mila euro. Sempre per ricettazione, in concorso con Pecoraro e Tummarello, è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione, e 800 euro di multa, il 37enne mazarese Antonino Catania, dipendente del negozio Compro Oro, mentre due anni, con 600 euro di multa, sono stati inflitti ad Andrea Brian, di 54 anni, nato a Vicenza, ma residente a Carini. Solo per Brian pena sospesa. Per tutti, pagamento delle spese processuali. Unico imputato assolto (era accusato di associazione per delinquere) è stato il 59enne palermitano Cesare La Cara, anche lui residente a Carini e anche lui collaboratore del Pecoraro. A difendere La Cara è stato l’avvocato Leo Genna, mentre legali degli altri imputati sono Giacomo Cannizzo, Diego Tranchida e Salvatore Luigi Sinatra.
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