E’ stata ribaltata in appello la sentenza che poco più di un anno fa aveva visto condannato, in Tribunale, a Marsala, l’ex consigliere comunale marsalese dei Verdi Patrik Basile per inosservanza degli obblighi di assistenza verso l’ex compagna (F. N.), dalla quale ha avuto due figli.
In primo grado, Basile era stato condannato a quattro mesi di reclusione (pena sospesa), pagamento delle spese processuali, nonché di quelle sostenute dalla parte civile (1300 euro) e risarcimento danni a quest’ultima da quantificare in “separata sede”.
Adesso, è stato assolto dalla Corte d’appello di Palermo, che ha accolto quanto sostenuto dall’avvocato difensore Salvatore Bilardello. Il legale di Basile ha sottolineato che Basile e la sua compagna non erano sposati, ma conviventi e che la legge che ha istituto l’obbligo di assistenza economica verso gli ex conviventi è entrata in vigore nel 2016, quando i due si separarono. In primo grado, l’ex consigliere comunale era stato assolto dall’accusa di minaccia. I fatti risalgono al periodo febbraio/aprile 2016, quando l’ex compagna, parte civile con l’assistenza degli avvocati Salvatore e Laura Errera, decise di rivolgersi alla magistratura. Raccontando che circa tre anni prima Basile le aveva promesso “fedeltà ed amore”, ma poi avrebbe avviato un'altra relazione sentimentale con una giovane marsalese che aveva conosciuto e frequentato nel corso della sua attività di istruttore di scuola guida. Dopo la scoperta la relazione, la donna afferma di essere stata anche denigrata e sottoposta a vessazioni. Ma soprattutto il Basile non le avrebbe corrisposto l'assegno per il concorso nel mantenimento dell’ormai ex compagna, facendole mancare i mezzi di sussistenza. Ma l’avvocato Salvatore Bilardello ha fatto notare che, almeno fino al 2016, gli obblighi di assistenza economica ricadono sui genitori e non sull’ex compagno convivente.
Nell’ottobre 2019, Basile era stato assolto anche dall’accusa di aver tentato di investire con la sua auto, per ben due volte, il padre della sua ex compagna. Ad assolverlo, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato difensore Salvatore Bilardello, è stato il giudice di pace Giancarlo Petrone.
Il reato contestato a Basile era lesioni, perché, secondo l’accusa, che si basava sulla denuncia del padre dell’ex compagna, G. N., l’ex consigliere facendo retromarcia con la sua auto avrebbe tentato due volte di investirlo. Senza tuttavia riuscirvi. E questo perché, ha sostenuto il denunciante, un amico che era con lui l’avrebbe spinto per evitargli di essere travolto. Per lo spavento, però, l’ex suocero sarebbe stato colto da malore, a seguito del quale rimase ricoverato per cinque giorni presso l’Unità Operativa Cardiologica dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala.
Precisa l'avvocato Errera: "Per Basile la nostra cliente, in corso di causa aveva avanzato richiesta di remissione delle querele, e ovviamente questa posizione è stata valutata anche per giungere a questa assoluzione. Infatti la signora, nell’ottica di una composizione bonaria aveva proposto la remissione".