La regina semplice della Tv
Raffaella Carrà. Ci ha lasciato il 5 luglio scorso la madre di tutte le showgirl. La bolognese è stata un inno alla semplicità, si pensi a "Pronto Raffaella", un gioco in cui bisognava indovinare il numero di fagioli in un contenitore ed espressione non banale dell'avvento della libertà sessuale in uno stivale bigotto.
Nell'autunno dell'anno scorso il quotidiano britannico The Guardian la incorona come sex symbol europeo, definendola «l'icona culturale che ha insegnato all'Europa le gioie del sesso». Per ciò quasi tutti gli italiani saranno grati. Per la mia generazione donna raggiungibile nella sua spontaneità. Memorabile la canzone "Tanti auguri" del 1978 che in una strofa raccontava: "Com'è bello far l'amor da Trieste in giù ,com'è bello far l'amor io son pronta e tu". Programma di successo fu "Carramba che Sorpresa" , fu amata anche all'estero soprattutto in Spagna e in Sud America.
Magnifico il remix di "A far l'amor comincia tu" con Bob Sinclair, brano facente parte del film premio Oscar come miglior pellicola straniera "La grande bellezza ", con altri due emblemi italiani il regista Paolo Sorrentino e l'attore Toni Servillo, mitico nell'interpretazione di Jep Gambardella che affermava:" Io non volevo solo partecipare alle feste, volevo avere il potere di farle fallire", sotto il coinvolgente remix del brano. Molto riservata nella vita privata, lo conferma il fatto che in pochissimi sapessero della malattia che l'ha condotta alla morte a 78 anni, a darne l'annuncio il compagno storico Sergio Japino - che le è stato accanto fino alla fine. Altro partner sentimentale di lunga data Gianni Boncompagni. Entrambi accompagnatori artistici della sua ultra cinquantennale carriera. In gioventù una relazione di otto anni con l'ex calciatore della Juventus Gino Stacchini. Modesta anche nelle sue ultime volontà, una bara di legno grezzo e un'urna per le sue ceneri. Amatissima dall'universo omosessuale che ha iniziato a comprendere informandosi negli anni settanta, sue testuali parole: "Creature per le quali provo profonda tenerezza".
Partecipò come madrina al gay pride di Madrid nel 2017. Le bandiere rainbow siano listate a lutto, questa la richiesta del segretario nazionale di GayLib - associazione di centrodestra. Forse non è casuale che nei giorni della discussione sul Ddl Zan sia venuta a mancare, ma non si vuole "tirare per la giacca " sull'argomento la regina della TV. Semplicemente ciao Raffaella Carrà, altra anima di un' epoca che ci lascia.
Vittorio Alfieri
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