Domenica 8 agosto su Rai 5 alle ore 22.10 va in onda il documentario di Gianfranco Anzini “Madonie generose”. Fa parte della serie ‘Di là dal fiume e tra gli alberi’, una coproduzione tra Rai3 e RaiCultura, giunto ormai alla sua terza edizione.
Il racconto si concentra su alcuni comuni delle Madonie, che non sono certo le più celebri, tra tutte le montagne italiane. È come se se ne stessero un po’ appartate, e quando si viene a conoscerle, l’impressione è quasi che lo facciano appositamente a brillare di uno splendore schivo, riservato principalmente a chi sa scoprire i suoi tesori.
Eppure sono le montagne di Palermo. A quella città forniscono l’acqua, e per molti palermitani le Madonie costituiscono un’area per escursioni o per il turismo invernale, data la presenza degli impianti per sciare.
Ma oltre a questo c’è di più, e per scoprirlo bisogna fare amicizia con chi vive in uno dei suoi borghi montani: affidandosi a qualcuno di loro, ci si fa guidare là dove ci sono frammenti di bellezza che lo scorrere del tempo ha depositato in luoghi poco accessibili: in crepacci o caverne, dentro chiese e palazzi, nel sottosuolo, oppure in boschi inerpicati in alto, verso cieli spesso di un azzurro intenso e profondo.
A guidare nella scoperta ci possono essere persone come Tommaso Muscarella, di Caltavuturo. Da anni lavora come operatore per lo sviluppo locale, e si dedica a valorizzare palestre di roccia, antichi insediamenti, mete per escursioni, in un contesto naturalistico che concede vedute mozzafiato spesso inaspettate.
A Polizzi Generosa, Maria Di Fina si prende cura di altri beni preziosi: è caposquadra della forestale, opera nel contesto dell’Ente Parco delle Madonie, a salvaguardia delle fasce boscate di conifere oppure delle faggete.
Ma le scoperte nelle Madonie non si esauriscono nell’impatto con il paesaggio di montagna: anzi! Nei pressi di Petralia Soprana c’è una gigantesca miniera di sale fossile: è il salgemma, che arriva sulle nostre tavole. Decenni di attività umana per la sua estrazione, hanno creato in questa miniera un ambiente unico, strabiliante.
In una parte della miniera dove non si estrae più il sale, recentemente è nata una galleria di arte moderna, dove vengono raccolte sculture realizzate da grandi blocchi di sale.
La battuta è facile: questa area geografia non è affatto insipida! Come se questo antichissimo sale oggi alimentasse la tendenza al gesto raffinato, artistico, che accompagna la vita degli abitanti di questi borghi, che siano appassionati per il luogo in cui sono nati, come Giovanni Marramà, che lavora in miniera essendo di Gangi. Oppure che ne abbiano scoperto il fascino per esserci venuti a vivere, come il geologo minerario Gaetano Lombardo originario della provincia di Messina, o Ivan Trovato, giornalista e documentarista, che da Taormina ha deciso di venire a vivere a Petralia Sottana.
Un altro tra i pezzi pregiati delle Madonie, gode perfino del riconoscimento da parte dell’UNESCO. E’ un tesoro vivente vero e proprio e si chiama Damiano Sabatino di Bompietro. Il suo talento artistico precoce, da anni lo applica all’intaglio di un oggetto tipico delle escursioni in montagna: il bastone da passeggio.
Mentre Biagio la Rosa a Caltavuturo di artistico esegue volteggi, a cavallo di Flica, la cavalla che ha allevato fin da quando era puledrina. Petra Gottfried, tedesca da tanti anni in Italia, vive in una frazione di Petralia Soprana, il borgo a cui è legata anche perché le ricorda il suo nome. Petra realizza gioielli di bigiotteria utilizzando molto i cristalli di sale estratti dalla miniera. Sofia Muscato, attrice, da Valledolmo è andata a vivere a Palermo ma il suo legame con le Madonie rimane viscerale, soprattutto quando crea nel dialetto del suo paese, divertenti e acuti adattamenti dei dialoghi platonici, con cui si esibisce in scuole e teatri. Gandolfo Pagano, designer e musicista, progetta e suona nella casa di famiglia a Polizzi Generosa, dove è andato a vivere trasferendosi da Palermo. E qui sulle Madonie ha incontrato due artisti tedeschi, Willehad Grafenhorst musicista e Fine Kwiatkowski danzatrice. Pochi anni loro hanno deciso di venire a vivere sulle Madonie e precisamente a Collesano. Ed è così che Gandolfo e Willehad hanno stretto un fecondo sodalizio musicale. Nino Vetri, scrittore e musicista anche lui, torna spesso nella vecchia casa di famiglia di Geraci Siculo. Qui ha ambientato un libro - Sufficit – pieno di personaggi e aneddoti molto divertenti, come conferma il suo amico messinese Mario Valentini, scrittore anche lui. Michelangelo Lacagnina, pittore, si è invece appassionato di Polizzi e delle Madonie, attraverso il tramite di Domenico Dolce lo stilista originario di Polizzi che assieme a Stefano Gabbana ha dato vita a un marchio celebre in tutto il mondo.
Michelangelo torna sulle Madonie perché lo hanno rapito e conquistato i borghi, i paesaggi, ma anche l’ennesimo bene che le Madonie conservano: lo straordinario trittico di Polizzi, una meravigliosa gemma fiammingo, inaspettatamente custodita nella chiesa di Santa Maria Assunta, nel cuore del borgo antico di Polizzi Generosa.