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08/05/2026 15:30:00

Trapani, il restauro della Venere finanziato grazie ai risparmi del Comune

La Venere di Piazza Mercato del Pesce, uno dei simboli più conosciuti del centro storico di Trapani, sarà restaurata. Sono state avviate le procedure per affidare l’intervento a una ditta specializzata e il monumento, entro l’anno, tornerà al suo antico splendore.


Dietro il recupero della statua, però, c’è anche una storia amministrativa particolare. Perché il problema dei Comuni, spesso, non è soltanto voler restaurare un bene storico, ma trovare le risorse economiche per farlo. Le priorità, infatti, finiscono quasi sempre su strade, reti idriche, fognature, cimiteri e servizi essenziali che devono essere garantiti ai cittadini.


In questo caso, invece, il Comune di Trapani è riuscito a reperire le somme grazie a una “buona pratica” amministrativa legata ai lavori di riqualificazione della Chiazza e ai progetti di social housing previsti in via Carreca e nell’ex scuola De Rosa.


Il progetto originario non prevedeva fondi per il restauro della Venere. Nel quadro economico, però, erano state inserite somme per affidare all’esterno la verifica tecnica del progetto. Si tratta di un’attività obbligatoria prevista dal Codice degli Appalti: senza verifica, infatti, un progetto non può essere approvato.


La normativa stabilisce inoltre che, per opere superiori ai 5 milioni di euro, l’ufficio tecnico comunale può svolgere internamente questa verifica soltanto se possiede una specifica struttura organizzativa certificata, con procedure standardizzate e metodi codificati riconosciuti da un ente esterno. In assenza di questa certificazione, i Comuni sono costretti ad affidarsi a professionisti esterni, pagando parcelle spesso molto elevate.


Ed è qui che entra in gioco il caso Trapani. Il Comune, circa un anno fa, è riuscito a ottenere questa certificazione di qualità, insieme al riconoscimento dell’Anac come stazione appaltante con qualificazione illimitata per le gare pubbliche. Un risultato che pochi enti locali in Italia possono vantare.


Questo ha consentito all’amministrazione di internalizzare le verifiche tecniche dei progetti, evitando incarichi esterni e generando, nell’ultimo anno, un risparmio di spesa di circa 500 mila euro. Parte di queste somme recuperate sarà adesso utilizzata proprio per il restauro della Venere.


Dietro questo risultato, sottolinea il Comune, c’è il lavoro di tecnici e amministrativi che hanno costruito il percorso per ottenere la certificazione e riorganizzare le procedure interne. Un ringraziamento viene rivolto in particolare a Gianvito Piccione, Maurizio Parisi, Gaspare Zimmardi, Francesco Ala, Giuseppe Chiara, Anna Maria Serretta, Nino Alestra e Giuseppe Guaiana.


Così il restauro di uno dei monumenti simbolo della città diventa anche il risultato concreto di una macchina amministrativa che, almeno in questo caso, è riuscita a trasformare un risparmio tecnico in un investimento per il patrimonio storico di Trapani.



Native | 25/04/2026
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